In un certo qual modo; Noi.

«In un certo qual modo;ti amo».


 

Tutto è iniziato tre giorni fa,quando appena tornata a casa ricevo messaggi confusi e pieni di punti esclamativi dal mio amico Punk.
!!!!!
Non è da lui,penso io un attimo schoccata,la persona più tranquilla al mondo che mi mette tutti quei punti esclamativi?
E poi alla fine di una frase per niente tranquilla.
Devo dirti una cosa forse quando ci vediamo la prossima volta!!!!!
Oddio,Tappa in iperventilazione.
Che cazzo è successo? Che mi deve dì?
Poi avevo un sacco di cose da fare perchè la mattina dopo sono andata a fare il test per entrare al corso di OSS e quindi ho tirato avanti nonostante mi avesse messo ansia addosso.

 


 

Il giorno dopo gli ho chiesto se erano almeno notizie buone o cattive,perchè ero stanca di notizie cattive io.
Lui m’ha detto che non erano cose brutte.
Ed io ‘’Okay’’,basta cosi. Per ora.
Tanto l’avrei visto il giorno dopo,e conoscendo le mie doti ammaliatrici,incantatrici e manipolatrici,sapevo l’avrei fatto parlare.
Gli avrei fatto togliere di mezzo quel forse.
E cosi è stato. Con me non ci sono forse,ci sono solo spiegazioni.
Poi ho avuto un altra emergenza;mia sorella malata nel letto,scappa con mia madre a badare a mia nipote e alla casa.
Vivono pure lontano,e vabbè.
Mi sono presa un pò di freddo e desolazione nella serata ventosa e vuota del paesino sperduto dove vive mia sorella,in attesa della corriera per tornare a casa.
Nel frattempo pensavo comunque a sta cosa che forse mi doveva dire.
Nella mia testa mi ero fatta ormai due idee principali.
Ma il giorno dopo un’altra cosa è uscita fuori,ed ha spazzato via ogni mia congettura.

 


 

Mi sono svegliata il 13 Febbraio ed ho chiamato il centro diurno,non ce la facevo ad andare dopo la precedente pesante giornata.
Ed ho saputo che il giorno dopo ci sarebbe stata un uscita.
Che tutti quelli del giovedi mattina avrebbero pranzato fuori.
Allora la mia testa è arrivata subito in porto.
La nostra prima gita con il centro diurno insieme,ecco che doveva dirmi!!
Piano piano nella mattinata scopro dettagli.
Mancherà la corrente elettrica la mattina del mio onomastico al centro diurno,quindi ci porteranno fuori.
Io pensavo che l’avessero detto al mio amico Punk,e lui me l’avesse nascosto per farmi una ‘’sorpresa’’.
Pensavo. Nella mia ingenuità.
Bugia,nella mia testa anche le altre alternative erano ancora in pool position,sia chiaro.
Ancora adesso mi chiedo perchè quelli del centro non mi hanno detto un cazzo di sta gita,ma lo scoprirò solo domani immagino.

 


 

Poi mi sono vista con lui,l’amico mio.
Abbraccio,come al solito.
Bella raga,super contenti noi di vederci,come al solito no?!
Io gli ho subito chiesto della cosa che doveva dirmi,e lui ha detto che voleva trovare il momento giusto.
Ho pensato: Momento giusto per cosa,è rincoglionito cosi tanto?
Allora gli ho detto «Guarda che ormai so tutto,è inutile che fai cosi».
Lui ha riso.
Poi gli ho raccontato della corrente elettrica,della gita,e lui più spaesato di me m’ha detto che non ne sapeva niente.
A quel punto è iniziato il mio trip mentale.
Davvero,non è questo che dovevi dirmi? E allora…?

 


 

L’ho tartassato per tutto il pomeriggio.
Non mi vergogno di ammetterlo.
Ho fatto davvero schifo.
L’ho,in pratica,costretto a sputare il rospo.
Nel pullman gli ho chiesto se si era rimesso con la sua ex,mi ha fatto una brutta faccia.
Era una delle alternative maggiori che avevo pensato.
Poi gli ho chiesto se doveva farmi qualche regalo,ho nominato tartarughe,gatti,Franceschi a caso come se non ci fosse un domani.
Lui diceva sempre no,e mi incoraggiava a lasciar perdere.
Io mi sentivo il panico salire,dovevo sapere.
Gli ho detto «Lo sai che tu oggi non torni a casa se non mi hai detto sta cosa? Altrimenti io non dormo,bastardo».
Lui non era spaventato,e non lo è stato nemmeno quando ho reagito con rabbia e impulsività e mi sono allontanata da lui.
Mi ha seguita,ha cercato di farmi distrarre invitandomi ad entrare nella libreria.
Ma non ho voluto.
Ci siamo seduti sul divano dentro al centro commerciale ed io sono diventata nera in volto.
Ha iniziato a uscire fuori qualche parola,che però era cosi lontana dalla realtà che adesso lo picchierei per tutto ciò che mi ha detto.
Ha parlato di ragazzini.
Ha detto di aver capito perchè i ragazzini si dicono tra di loro una certa cosa.
Gli ho chiesto io che centravo con i ragazzini.
Lui ha detto che in qualche modo centravo.
Ho iniziato a pensare che si fosse accorto di come ridono e sparlano di me i ragazzini quando mi vedono per strada o nel pullman.
Volevo sotterrarmi.
Gli ho detto che era finita,che aveva perso la sua amica.
Non potevo credere che per lui fosse cosi importante farmi notare una cosa cosi brutta per me.
In realtà in quel momento credo che avevo davvero capito nel profondo di me cosa mi voleva dire,ma non volevo fosse vero,avevo paura fosse vero.

 


 

Abbiamo mangiato al McDonald,posto che io odio,perchè lui lo adora.
Io ho mangiato due patatine e ho trangugiato un pò di cola,non avevo per niente fame e pensavo solo che avevo perso il miglior amico che avevo trovato dai tempi del Giurassico.
Che vita di merda. Non posso crederci…ancora…che schifo…
Stavo na pezza,poi siamo usciti fuori.
Mentre andavamo nell’aria per i fumatori,ho ripreso la ricerca di una risposta.
Che se proprio dovevo perdere un amico,almeno volevo sapere tutto con certezza e chiarezza.
Mentre fumava deve essersi sciolto,ha iniziato a darmi sempre più indizi.
Ma la mia testa era bloccata e non voleva arrivarci,anche quando ormai mi era sotto al naso,non volevo ammetterlo.
M’ha detto «Cosa si dicono tra di loro i ragazzini?» ed io ho iniziato a spararne di ogni tipo,roba assurda da adolescenti schizzati.
Lui mi ripeteva che era una cosa semplice e che ero di coccio.
Poi ha detto la frase nel modo giusto «Come si chiamano tra di loro i ragazzini?» e alla fine ci sono arrivata.
Ho detto «E che ne so;compà? fratè?» e lui ridacchiava.
Poi ho detto «Le ragazze si chiamano spesso amò,tra di loro».
E lui ha detto «Finalmente ci sei arrivata».
Bugia,c’è voluta n’altra mezz’ora perchè c’arrivassi,anzi ci arrivasse lui.
Si è seduto nell’angolo del pancone di calcestruzzo,io mi sono piantata di fronte a lui e ho continuato la ricerca.
«Lo sai che a me da fastidio quando ci si chiama cosi tra femmine,mi sa di ipocrisia» «Ma pure tra maschi lo fanno,scusa?».
Lui ha alzato le spalle,non lo sapeva,aveva usato il termine ‘’ragazzini’’ non come l’avevo capito io (ragazzini impomapati e perfetti che mi insultano ovunque).
Lui l’aveva usato comprendendo sia maschi che femmine.
Come si chiamano tra di loro i ragazzini? Le coppiette? Amò.
E lui mi ha detto che aveva capito cosa significava per lui quella cosa.
Ho pensato: Questo è scemo.
Cazzo ci vuole a capire che significa ‘’amore’’?
Ci arrivo anche io.
E infatti gliel’ho detto: «Significa amore».
Lui ha annuito,ha accavallato le gambe con lentezza come fa sempre e mi ha guardata da sotto uno sguardo che diceva tutto.
Ed io che facevo la finta (o forse no) tonta,le mani sui fianchi,piantata di fronte a lui.

 


 

A quel punto mi ha detto:
«Io in un certo qual modo;ti amo».
Il cuore di Valentina: Si è fermato un secondo.
Poi ha ripreso a battere.
È impazzito,oppure sono impazzita io.
L’ho guardato,spiazzata,e mi aspettavo una qualche spiegazione.
Mi ha raccontato che domenica sera si era messo a pensare a me,quando eravamo tornati dalla Villa.
Questo passa la domenica sera pensando a me?
Non c’ha proprio un cazzo da fare allora.
Ha continuato dicendo sta cazzata che aveva capito che i ragazzini che si chiamano ‘’amò’’ si riferiscono all’amore.
E che aveva capito che lui quello sentiva per me.
Per me.
Quello sentiva.
Lui.
Ma sottolineo Per me.
Non gli ho detto che era pazzo,ne ho riso troppo.
Ho sorriso sorniona,come se io fossi il gatto e lui il topo.

 


 

Ho chiarito le cose.
Piano piano mi si è prospettato davanti,dietro la nebbia della sua vergogna,timidezza e incertezza,il fatto che dovevo assolutamente rispondergli.
Ovviamente a me piace,l’ho scritto qui sul blog prima ancora che lui si accorgesse che io esistessi al centro diurno.
L’ho presa alla lontana anche io,sono stata drammatica e alla fine risolutiva,molto più di lui.
Gli ho detto:
«Sai,da quando ti conosco non mangio più tanto come prima» «Boh,ho meno fame,assurdo»,
«Da quando ti conosco mi hai sconvolto la vita,in positivo…da quando ci sei tu non mi sento più sola,anche se siamo lontani so che ci sei»,
«Sei un pezzo della mia vita,che ho ritrovato».
«Lo so da molto tempo prima di te,ma non ho voluto dirtelo perchè non pensavo ne avremmo avuto bisogno,ma visto che siamo qui,te lo dico»,
«Sai Ma,in un certo qual modo anche io ti amo».
E gliel’ho detto guardandolo negli occhi.
Occhi increduli,che erano certi mi sarei arrabbiata anzi.
Mi ha interrotta mille volte,per inciso.
Mi ha detto «Ma no,devi mangiare,non fare ch dimagrisci eh…» ma io a malapena l’ho sentito,non è colpa mia se la fame passa.
«Azzo,ti ho sconvolto la vita?» «Na cosa bruttissima allora».
E poi non ha avuto più la forza di interrompermi.

 


 

Dopo essermi tolta il peso gli ho consentito di tornare a casa.
Nel pullman abbiamo parlato di tutto e di niente.
Gli ho chiesto se era geloso di France.
Gli ho chiesto cosa eravamo adesso.
Lui ha tergiversato,non voleva proprio ammetterlo,ma per me o l’ammetteva o ciò che mi aveva detto non aveva alcun valore.
E alla fine mi sono presentata:
«Ciao,piacere,io sono Valentina» «Tu chi sei?» «Ho perso la memoria».
E lui ha risposto, «Beh,sarei il tuo ragazzo».
Io ho sorriso soddisfatta e sono andata avanti.
Abbiamo già otto figli,una famiglia difficile da mandare avanti.
I suoi cinque gatti e le mie tre tartarughe.
Gli ho detto che se mai un giorno un gatto tocca una delle mie turte io uccido lui in persona.
Gli ho detto che è al secondo posto dopo le turte tra le cose che amo al mondo,ed è stato felice di questa classificazione.
Inizia a capire quanto per me loro siano importanti.
Io,forse,sto anche prima dei gatti,in classifica.
Boh,accidenti.
Io,prima di un gatto.

 


 

Lui ha fatto il superbo.
Ha detto che è il più bono.
Io l’ho corretto: «Il più buono».
Non l’avrà mai vinta,deve saperlo quello che penso di lui,non lo sentirà mai ripetere da queste labbra ogni santo giorno.
Perchè se cerca un adulatrice,proprio il contrario ha trovato con me.

E quindi adesso pare io abbia un fidanzato.
Il mio amico Punk è diventato il mio ragazzo.
E basta.
Gli ho detto «Lo sai che sei mio adesso?».
«E mo so cazzi amari per te».

9 risposte a "In un certo qual modo; Noi."

    1. Cara,ti ringrazio di cuore!!❤
      Sono ancora tramortita ma va bene, é assolutamente normale e auspicabile🌈
      Presto coinvolgerò anche lui sul blog,tranquilli tutti che ci sarà da divertirsi 😂

      Riguardo quel problema mi dispiace ancora,ma non sto riuscendo a capire che sto facendo di sbagliato,si sta formattando da solo cosi il testo 😔

      "Mi piace"

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