Diamante

Tu sei come un diamante prezioso.
Hai bisogno di essere protetta e tutelata.

Putroppo sei stata sfortunata e hai preso cosi tante batoste in vita tua che ormai sei scheggiata e compromessa per sempre.
Non sarai mai più preziosa come lo eri un tempo.


Le sue parole mi risuonavano in testa come il martellante avviso che la realtà che mi aveva prospettato stava prendendo forma,li davanti a me,inesorabilmente triste.

«Tu sei come un diamante prezioso» aveva detto accarezzandomi il viso delicatamente con quel suo solito fare da gentiluomo e mi aveva fatta sentire preziosa solo per quel tocco delicato che mi riservava.

«Hai bisogno di essere protetta e tutelata» aveva chiarito serrando le labbra e guardandomi intensamente serio.

«Putroppo sei stata sfortunata e hai preso cosi tante batoste in vita tua che ormai sei scheggiata e compromessa per sempre» aveva detto ancora,voltandomi le spalle per non mostrarmi il suo turbamento,che si sentiva dalla voce,nel pronunciare quelle parole.

«Non sarai mai più preziosa come lo eri un tempo» si era voltato nuovamente verso di me con uno sguardo che più triste non poteva essere.

Lui sapeva che non sarei stata mai più come prima,e lo sapeva prima di tutti perchè sarebbe stato lui l’artefice della mia fine.

Del deterioramento definitivo del diamante.

Lui che era come la roccia ai miei occhi,mi avrebbe presto scheggiata con indicibile violenza,e poi avrebbe rivelato a tutti noi la sua natura di polvere di stella.
Lui era polvere,era effimero.
C’era,ma eravamo tutti certi che non ci sarebbe stato per molto.
Con lui era come stare accanto ad una persona che ha un tumore terminale.
Sai che c’è,che esiste,ma che presto non esisterà più.
Polvere.
Lui era polvere magnifica,di quella sbrilluccicosa che ti rimane addosso.
Lui ti rimaneva addosso.
Le sue parole ti rimanevano addosso.

 


 

Anzi,mi sono rimaste.
Mi ricordai ciò che avevo risposto a quelle sue parole quel giorno.
E allora parlai,ad alta voce,anche se sola.

«Ti ricordi quando mi hai paragonata ad un diamante?».
«Ricordi quel giorno che mi apristi gli occhi su come mi sarei scheggiata?»
«Nemmeno fossi una donna pronta a sfornare figli e sformare il mio corpo».
«L’hai fatto apposta,sapevi già cosa avresti fatto» dissi guardando tra gli alberi il sole che faceva capolino,era poco più che l’alba.
«Tu avevi pianificato tutto tipo…»
«…tipo dalle elementari» «No?»
«Il tuo piano era conoscermi,amarmi,e poi morire,e con te far morire anche me» mormorai mentre mi tremevano le labbra.
«E questo hai fatto» dissi guardando le sue labbra immobili e tese,nella foto.
Alzai lo sguardo al cielo,lasciai che il calore della prima primavera mi inondasse di nuova rabbia,ficcai più ferocemente le mani nelle tasche della felpa.
«Ora mi vedi?» abbassai nuovamente lo sguardo.
«Sono scheggiata,al limite massimo per un essere umano»
«Guardami,sono un cazzo di mosaico a cui mancano i pezzi»
«Altro che diamante» «Sembro un buco nero».
«Hai creato un cratere dentro questo diamante,non delle scheggie,stronzetto»
«Perchè ricordati che per me,per me,sei importante,più di qualche scheggia»
«Sei in buco nero dentro di me ormai,non mi rimane altro» mormorando le ultime parole mi voltai e andai via di fretta.
Non potevo rimanere un minuto in più in quel luogo silenzioso e inanimato,mi sentivo circondata e oppressa.
Mentre aspettavo il pullman tornai con la mente al giorno in cui mi disse quelle parole che mi avevano fatto compagnia come un eco lontana poco prima.
«Non sarai mai più preziosa come lo eri un tempo» aveva terminato sconsolato.
E allora,solo allora,avevo preso la parola e un pò di coraggio.
«Non sono un diamante» «Che stai dicendo?».
«Se tra le pietre preziose ne esiste una a cui somiglio è quella che vale di meno» ribattei senza mostrarmi arrabbiata.
Ormai mostrare emozioni troppo amplificate con lui era solo controproducente.
«Non essere stupida,non rovinare sempre tutto» ribattè lui seccato.
«No,non sono io che rovino sempre tutto»
«Se qualcuno può scheggiare questo fottuto diamante tu sai chi è» dissi accivinandomi a lui.
Lui rimase fermo e mi guardò serio,tese le labbra e fissò gli occhi nei miei.
«Se proprio ci tieni a considerarmi la più pura e preziosa fai pure,accomodati» dissi facendo ironicamente un giretto su me stessa.
«Ma non pensare che la sfortuna possa scheggiare la mia purezza e la mia bellezza» dissi poi puntandogli un dito contro.
«Perchè una persona sola può farlo,una sola!» e gli sfiorai il naso con la punta del dito minacciante.
Lui sorrise.
«Sarai per sempre un diamante grezzo» disse continuando a sorridere,innocente.
«Ora dammi anche della grezza,non me ne frega»
«Devi sapere come stanno le cose» risposi io facendo la finta tonta.
Invece avevo capito benissimo cosa voleva dirmi.
«Stupidina» disse attirandomi a sè.
Mentre mi abbracciava e io posavo la testa sul suo petto ripetè
«Sarai sempre un diamante grezzo,perchè al mondo non esiste nulla che possa farti brillare»
«Non c’è strumento per levigarti,non c’è persona che ti illumini»
«Sei come una stella inesplosa».
Mi allontanai violentemente dall’abbraccio.
«Preferisco…miccia,inesplosa» sorrisi io.

Eravamo uno spettacolo tutto da gustare noi due.

Io,il tormento nello sguardo.
L’infinita paura della sua incoscienza e voglia di morte.
Il vuoto che vedevo mi avrebbe colta in un buco nero senza luce ne vie d’uscita.

Lui,il terrore nello stomaco.
L’ansia di farmi soffrire,la paura di essere lui la causa delle mie schegge.
L’impercettibile timore che potessi lasciarlo solo nei suoi ultimi giorni.

Eravamo due caduti.
Due caduti sotto le armi potenti e incontrollabili dell’amore.
Aprii la porta di casa ormai consapevole che lui mancava.
E sarebbe mancato sempre,ormai per sempre.
Il diamante aveva un buco nero supermassiccio nel suo centro.
E lui non c’era più per porvi rimedio con la sua polvere di stella.

Non ero più un diamante,ero ufficialmente un solitario.
Avrei dovuto iniziare a prendere confidenza con la mia nuova natura.
Natura che lui per me non aveva previsto.
Ma io vedevo prender forma giorno dopo giorno.

Da quando lui non c’era più,ed ero solo io.

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7 risposte a "Diamante"

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