Punto 2. Il Lupo e la Leonessa

L’amore mio.
Il Mio Mario.

Il giorno della Festa della Donna mi ha regalato una rosa rossa con delle mimose.
Quanto è romantico e sdolcinato.
Sarebbe da rinchiudere in una teca per quanto è raro e prezioso.

Mi fa impazzire quanto lo amo.

Il giorno dopo la Festa della Donna mi sono svegliata con un idea assurda.
Erano le sette del mattino,ho lasciato la sveglia sul comodino perchè era troppo presto per alzarsi.
Il pulmino che mi porta al centro arriva alle 9.
Mi sono messa a pensare,come al solito.
Ho pensato a Mario,che avevo appena sognato.
Ho pensato a quello che ci eravamo detti la sera prima al telefono,e prima ancora quando siamo usciti.
La mia mente è andata da sola.
Ora tocca a te fare una mossa Valentina.
E se fa una mossa la Tappa deve farla per bene e con stile.
Io una cosa ho la faccio con stile o non la faccio proprio.
Allora mi sono alzata e ho iniziato a prepararmi.
Ho cercato di pulire e rendere presentabile la pelle con creme e cremine,nel frattempo pensavo a cosa dovevo fare.
Noi facciamo il laboratorio letterario il sabato mattina.
È ovviamente il mio laboratorio preferito,che difendo e porto avanti con le unghie e i denti.
Mentre la mano massaggiava la crema sul viso secco la mente pensava:
Farò una cosa grossa oggi. Prenderò la parola al laboratorio.
E parlerò con lui. Gli dirò pubblicamente che lo amo e gli farò la proposta. Gli chiederò di diventare ufficialmente il mio fidanzato.
E tutto quello che ho pensato,l’ho fatto.

Ho preavvisato un paio di amici.
Volevo la loro presenza,assolutamente.
Quando ho visto Mario all’angolo in attesa del pullmino mi sono convinta che era quello che dovevo fare e basta.
Gli ho preannunciato che avevo progetti grandiosamente disastrosi per quella mattina,che avrebbero anche coinvolto lui.
Gli ho detto che quella mattina sarebbe stato vittima di me.
E lo è stato.

Al centro appena sono arrivata ho detto alla nuova autista con la quale ho fatto amicizia di non perdersi quello che sarebbe successo dopo.
Poi sono corsa dallo psicologo.
Dovevo chiedergli il permesso,non potevo prendere in contropiede anche lui,e se non potevo fare una cosa cosi in mezzo al laboratorio?
Lui mi ha detto si.
Ed io l’ho fatto.

C’era anche il ragazzo nuovo al laboratorio.
Il dottore ha iniziato a spiegarci cosa avremmo fatto durante quell’incontro.
Poi ho preso un respiro,ho guardato la mia amica S. e ho alzato la mano.
«Vorrei prendere la parola» ho detto.
Il dottore ha sorriso e mi ha lasciato parlare.
Al mio fianco era seduto Mario,inconsapevole di tutto,che fumacchiava l’elettrica.
Sono rimasta seduta prima,ho detto «Voglio condividere con voi una cosa,voi che per me siete molto importanti,voi con i quali mi sento a casa».
«Voglio davvero molto bene a tutti voi» ho detto, mi sono voltata verso di lui «Specialmente alla persona al mio fianco».
Lui ha voltato lo sguardo imbarazzato e ha sorriso.
Mi sono alzata in piedi.
L’ho preso per un braccio e l’ho fatto voltare, «Guardami in faccia» gli ho detto.
Era diventato rosso dalla vergogna,e non capiva che stavo facendo.
«Mario» l’ho chiamato.
«Amore mio»
«Ti amo» ho detto,davanti a tutti.
«E te lo voglio dire davanti a tutti perchè tu capisca che non mi interessa del giudizio di nessuno e che tu sei più importante di tutto e tutti» «Te lo dico qui perchè tu capisca che tengo a te più che all’imbarazzo o qualsiasi altra cosa».
«Mario,vuoi ufficialmente essere il mio fidanzato?» gli ho chiesto.
Non ricordo nemmeno come ha reagito.
Era imbarazzato e sconvolto.
Mi ha detto subito «Si» «Certo» e io l’ho abbracciato per nascondermi dalla vergogna che ci stava assalendo entrambi.
«Amore mio,sei impazzita» mi ha detto all’orecchio.
«Tu sei impazzito,hai detto si» gli ho risposto io.
Intanto era scattato un fottutissimo e meraviglioso applauso.
Ci siamo baciati e qualcuno ha fischiato.
Ho poggiato la fronte sulla sua e gli ho sorriso negli occhi.
Finalmente ero felice.
Finalmente,sono felice.

 
L’ho detto a sua madre in macchina,mentre mi portavano a casa.
«Ti sei presa un grosso impegno,lo sai?» mi ha avvisata lei.
«Lo so,me ne sono già accorta» ho risposto io.
Ma mi farei uccidere pur di portare l’amore mio al McDonald’s almeno una volta a settimana,dato che lui lo ama quel posto.
Lo porto io al Mc.
Tralasciamo che nemmeno guido,ma lo porto io ugualmente.
Il nostro non è un rapporto disfunzionale,funzionamo benissimo,siamo io l’adulta e lui il bambino.
Molte volte quando parlo con lui mi sembra di rapportarmi con mia nipote,che ha 4 anni.
Invece che un fidanzato ho acquisito un figlio.
La vita mia.
Quanto è bello.
Quanto lo amo.

 
Progetto senza titolo.jpg

 
L’altro giorno mi sono sentita male.
Ho voluto lui,assolutamente.
L’ho fatto venire a casa,nonostante fosse imbarazzatissimo.
E me lo sono messa nel letto accanto a me.
Non voleva sdraiarsi con me lui,si era seduto sul letto.
L’ho preso per il maglione e l’ho costretto a mettersi nell’angolino con me.
Poi mi sono stretta a lui e ho pensato ai miei casini mentali.
Lui mi fa sentire immediatamente tranquilla.
Abbracciarlo,avere il suo respiro nel mio mi fa sentire al sicuro e tranquilla.
Lui è il mio ansiolitico preferito.
Lo amo ho pensato.
Dio,come ero tranquilla.
Nel mio amato lettino,al calduccio,attaccata all’amore mio.
Lui ha passato un braccio sulla mia schiena ed io ho avvinghiato una gamba sulle sue.
Sarò piccola,ma sono contorsionista,in pochi secondi l’avevo intrappolato.
E gli ho toccato il sedere con il piede.
Quello mi ha guardata sconvolto,io mi sono stretta ancora di più a lui.
Poi quado mi sono ripresa gli ho fatto vedere un pò di cazzate che ho nella mia stanza.
Gli ho messo la chitarra in braccio,e l’ha presa peggio che se fosse stato un neonato.
Abbiamo parlato un pò con le turte,lui già ci si sta affezionando,ma ha paura di prenderle in mano.
Poi siamo tornati sul letto.
Abbiamo parlato e ho acceso le lucine.
A lui sono piaciute,anche se mi ha detto che erano natalizie e ha iniziato a cantare «Feliz Navidad….».
Era bellissimo nel mio Angolino,sotto le lucine.
Ero felicissima e tranquilla come non lo ero da anni.
Poi mi ha detto che doveva andare a casa.
Doveva andare in bagno.
Gli ho detto «Vai qua,scusa,che palle».
Lui ha detto che non ci riusciva.
Ho sbuffato e quando ha cercato di alzarsi ho passato un braccio oltre la sua spalla e l’ho spinto sul materasso.
Ho aperto le gambe e le ho poggiate agli estremi del materasso,e l’ho bloccato fissando l’altro braccio sul materasso accanto al suo viso.
Lui ha aperto la bocca sconvolto.
«Che stai facendo?» mi ha chiesto spaventato.
Io neanche l’ho guardato,ho sorriso e ho detto «Niente».
E mi sono seduta su di lui per un attimo,quell’attimo che è bastato a farlo disintegrare.
Sarebbe rimasto su quel materasso nelle mie grinfie se non l’avessi fatto andare via io.
Ho portato il viso sul suo,ho poggiato la fronte alla sua e l’ho baciato.
Poi ho poggiato il viso sul cuscino accanto a lui,tra il suo collo e me.
Mi sono calmata,mi sono detta che non dovevo esagerare,anche perchè mia sorella era sù.
Ho spostato una gamba e gli ho detto «Alzati,dai».
Quando ci siamo salutati,fuori,mi ha detto «Hai appena rischiato grosso tu» «Sei pazza».
Ho sorriso,e ho continuato a sorridere tutte le volte che me l’ha ripetuto.
Gli ho detto che se viene nella tana della Leonessa questo è ciò che gli può accadere.
Io nella tana del Lupo sono già andata qualche volta,ma so tenerlo al suo posto ed essere sempre io a prevaricarlo.
La Leonessa se lo mangia in un boccone al Lupo.
Che si stesse attento.

7 risposte a "Punto 2. Il Lupo e la Leonessa"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...