D’Annunzio

No,non sono qui per parlarvi di Gabriele D’Annunzio.
Quel poeta particolare.
Sono qui per parlarvi di un altro,che porta il suo stesso nome e poeta particolare lo è in un modo simile,per questo da me è stato soprannominato cosi.

Il mese scorso al centro diurno è arrivato Gabriele.
Non mi ci è voluto molto dopo averlo conosciuto ad uscirgli il soprannome ”D’Annunzio”,perchè si atteggia a poeta maledetto,e forse un pò lo è davvero.
Ho cercato dal primo istante di essere simpatica con lui perchè è giovane come noi,e un amico non fa mai dispiacere.
Ma anche solo imparare a rapportarmi con le persone,non fa mai dispiacere.
Ha sei anni più di me,è un ragazzo intelligente con la laurea,ed è molto particolare.
Lo osservo da tempo,ci parlo un pò,ma preferisco osservarlo da lontano per scrutarlo e capirlo meglio.
Come un vampiro,cerco di prevedere le sue mosse e capire i suoi pensieri.
È simpatico,carismatico,il classico ragazzo giovane e pieno di vita e interessi.
Non si capisce per niente se lo vedi che frequenta il centro diurno.
Sembra un ragazzo normale della sua età.
La sua anormalità c’è l’ha tutta dentro.
E quando inizia a parlare,esce fuori a dirotto,come se fosse un fiume in piena.
Ha i capelli costantemente arruffati,e si è rotto gli occhiali,non ci vede più tanto.
Ha sempre la faccia di uno che si è appena svegliato,ed ha una fame da lupo ma è magro.
Ascolta la musica. La ama la musica,tutta.
Ascolta il rock,il metal,il rap,il pop,la classica.
È un divoratore di musica.
E la fa anche,scrive.
Scrive.
È la prima persona che io abbia conosciuto in vita mia che come me scrive testi di canzoni.
Certo,quelli miei stanno belli al sicuro e nemmeno si fanno denominare testi di canzone,però il fatto sussiste.
Abbiamo molte cose in comune; la musica,l’arte,la scrittura.
Abbiamo visioni diverse delle cose,ma non ci stiamo antipatici.
Lui anche ha partecipato al premio letterario,e prima di dare allo psicologo ciò che aveva scritto me l’ha fatto leggere a me.
Gabriele fa tanto l’indifferente,quello che non si fotte un cazzo di quello che ha fatto o scritto,ma io ho letto quello che ha scritto.
E quando scrive esce fuori la sua anima,si,come un fiume in piena.
Escono fuori i suoi sentimenti.
Mi ha quasi fatto paura la molteplicità e l’intensità dei sentimenti di cui aveva scritto.
E allora molto ferma e calma gli ho ridato il telefono,dal quale mi aveva fatto leggere il suo scritto,e gli ho detto
«Partecipa al premio;
se devo vincere voglio combattere contro i migliori».
E cosi se la mia storia strampalata vincerà mai qualcosa,si sarà scontrata anche con il suo scritto,ed io mi sentirò un pò più orgogliosa e soddisfatta di me stessa.
Se devo vincere,voglio vincere contro i migliori.
E lui è uno di quelli.
Partecipa al laboratorio letterario con noi,ovviamente.
All’inizio mi sono sentita detronizzata dal mio comando assoluto,poi ho imparato a condividerlo con lui.
Quando compare è cosi,ci dividiamo il comando.
Lui scrive,io esco le mie idee,e lui incita gli altri a proporre le loro.
Con le altre persone lui è migliore di me.
Anche con la lista di film da vedere al centro,è stato migliore di me.
Mi aveva dato il compito di fare un giro nel centro e chiedere un paio di titoli a persona.
Sono tornata da lui con qualche titolo di film in più,ma lui non era soddisfatto,ha preso il foglio e ha fatto il mio stesso giro.
È tornato con il foglio pieno.
Evidentemente,mi rendo conto,ancora non so approcciarmi alla perfezione con le persone.
La mia arte persuasiva può ancora affinarsi.
La mia cordialità deve migliorare.
La mia incertezza deve sparire del tutto,spaventa gli altri.
Appena è arrivato D’Annunzio ci ha fatto una scatola dove mettere consigli per il centro diurno.
Ho accolto storcendo il naso la novità.
Mi sono detta «Come,tu che hai le idee più assurde e fantasiose,non avevi mai pensato a sta cosa?» «E per giunta viene questo mo,e bello bello ti ruba il posto di ribelle anarchica del centro diurno?».
Si. Mi ha rubato il posto,quando ha abbracciato l’albero e si è messo a cantare in mezzo al chiostro.
Si. Ho capito che non sono la ribelle anarchica che credevo di essere quando l’ho visto fare cosi.
Ho capito che io sono una ragazza colma di sentimenti e di idee.
Lui un pazzo bruciato che le idee non sa più metterle in ordine.
Mi sta simpatico D’Annunzio.
Spero col tempo che diventeremo amici e ci scambieremo consigli e pareri su ciò che scriviamo.
Gli ho già consigliato di aprirsi un blog,ma lui bazzica su Facebook da quel che ho capito.
Lui mi ha chiesto l’indirizzo del mio blog,ma io credo sia troppo presto per aprirgli questo grande spiraglio sulla mia vita.

8 risposte a "D’Annunzio"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...