Attesa e Piacere

Io personalmente l’attesa nella mia vita l’ho visita semplicemente come un periodo di grandissima merda.
Dato che in media è durata vent’anni,direi che la mia vita…

Io odio l’attesa,sono una persona frettolosa.
Vorrei tutto e subito.
Avrei voluto tutto quello che avevano gli altri,nello stesso momento,per non essere da meno a nessuno.
Ma io sono stata me stessa,ho avuto il mio personale percorso di vita (che ancora non è finito) e non ho avuto tutto subito come le persone attorno a me.
Eppure,con i miei tempi, sto ottenendo ciò che ho sempre desiderato.

Ho ottenuto l’amore -Mario mio- che desideravo incontrare da sempre.
Ho ottenuto il mio piccolo spazio nel mondo,il blog,il centro diurno.
Yuppi!
Non era la scuola il mio posto nel mondo,punto.
Non era quello l’amore della mia vita.
Non erano quelli gli amici.

Data l’immensa sofferenza che mi ha causato l’attesa,la odio.

Eppure dicono sempre tutti che;

L’attesa del piacere è essa stessa il piacere.

– G.E.Lessing

 

Piacere e Attesa
Qualche tempo fa durante il laboratorio letterario,il dottore ci lesse una poesia di Leopardi,che parla appunto di questi due poli opposti; L’Attesa e il Piacere.
Io amo Leopardi,ed ho letto abbastanza di lui e di suoi scritti,ma a scuola non l’ho studiato.
(Mi tocca quest’anno studiarlo,infatti,devo dire che sono contentissima di ciò)
Perciò l’interpretazione,l’analisi,di questa poesia,non la conoscevo.
Conoscevo solo ciò che suscitava in me quando la leggevo.
Beh,non avete capito ancora di quale poesia sto parlando?
Vi do cinque minuti per indovinare.
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Eccola qui, “Il sabato del villaggio“!

Leggiamola insieme e attendiamo piacevolmente l’arrivo del piacere…

XXV – IL SABATO DEL VILLAGGIO di Giacomo Leopardi

La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell’erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch’ebbe compagni dell’età più bella.
Già tutta l’aria imbruna,
Torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
Giù da’ colli e da’ tetti,
Al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore,
E seco pensa al dì del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
E tutto l’altro tace,
Odi il martel picchiare, odi la sega
Del legnaiuol, che veglia
Nella chiusa bottega alla lucerna,
E s’affretta, e s’adopra
Di fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l’ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
E’ come un giorno d’allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
Ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

 

Allora,la vogliamo analizzare insieme?
O aspettiamo l’estate prossima,quando l’avrò studiata per conto mio?

Tralasciando il sondaggio a cui nessuno parteciperà io solo una cosa la vorrei comunque,anche se poi tornerò sicuramente sull’argomento Leopardi nei prossimi mesi.

Odio la domenica,odio le feste in generale. E sinceramente anche la donzelletta mi sta sui cojoni.

Ci vediamo al prossimo delirio su qualcosa di logico e immenso!


 

Conoscenze & Riflessioni

16 risposte a "Attesa e Piacere"

  1. Non l’avete analizzata al centro?

    Io non ho avuto tutto, ho sempre dovuto aspettare, sin dall’infanzia, e sono talmente abituata che ancora oggi pondero tutto; ci penso bene, valuto, rifletto… penso che le cose fatte in fretta e furia non diano risultati veri. Quindi insomma, per me, non è qualcosa di sbagliato; anzi…

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    1. Al centro diurno la poesia l’ha analizzata il dottore, quindi ho avuto l’opportunità di conoscerne l’interpretazione del dottore che è stata molto profonda. Però ancora quella ufficiale, che si trova sui libri di scuola, non la conosco, e voglio attendere il momento in cui dovrò studiarla, ovvero fra qualche mese immagino.

      Piace a 1 persona

      1. Sìì certo!! A giorni faccio anche un articolo su di loro per un blog di musica, poi lo ribloggo e lo vedi 🙂
        Per l’album sono gasatissima, l’ho già preordinato ma ora sono anche sulle piattaforme streaming e youtube quindi lo si potrà ascoltare facilmente!

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  2. Questa poesia mi ha sempre riempito di angoscia: per me esprime un pensiero tremendamente pessimista, troppo per essere accettato a cuor leggero. Esprime in sostanza lo stesso concetto della citazione di Lessing che hai riportato, ma aggiunge che, subito dopo che l’attesa è finita, il momento della soddisfazione, la “festa”, dura pochissimo, e subito viene divorato dalla noia e dalla monotonia delle occupazioni quotidiani.
    Quanto odiavo questo pensiero del tempo passato attendendo piaceri vani e brevi appagamenti, quando avevo quindici anni! Lo odiavo perché non volevo accettare che fosse vero.
    Infine, ho fatto pace col pensiero: Leopardi ha ragione in buona parte, ma non del tutto. Ci si può liberare da questo meccanismo dell’attesa, purché si riesca a trovare qualcosa da fare che ci piaccia. Almeno, ora la vedo così: non attendo più molto feste o incontri di amici e famigliari. Ne sono molto felice, ma sono assorbito dalle mie occupazioni giornaliere (nelle quali provo piacere per il lavoro svolto) e quindi il tedio non mi arreca fastidio, non più di tanto almeno.

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    1. Sto cercando di attendere di meno anche io,ma di vivere di più.
      Vivo tutto,divoro. Cerco di pensare di meno alle attese e di occuparle con altre azioni.
      Non mi creo più attese lunghe,mi godo i piccoli piaceri che ci sono ogni giorno (sempre? No,non credo) e mi nutro di quelli per contrastare i momenti brutti.

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