Sta tutto nella tua Scelta.

Salve a tutti e bentornati nella leggerissima Rubrica a cui mi sto dedicando quest’estate.
Oggi voglio proporvi una conoscenza che ho appreso quest’anno e che mi ha aperto gli occhi.
Non tanto sulla vita e su come viverla (per aprirmi gli occhi su quello mi ci vogliono i calci in faccia),ma sulla materia stessa che me la proponeva.

Quando ho studiato il Mito della Caverna,una delle cose più famose di Platone,mi ha completamente affascinata e inclusa definitivamente nel mondo della filosofia.
Prima di quel giorno non ne avevo nemmeno mai sentito parlare (che ignoranza,grazie a Dio ho ripreso a studiare,povera me!) di questo Mito della Caverna,che invece tutto il resto del mondo conosceva almeno per sentito dire.

L’ho letto,l’ho riletto,ci ho riflettuto,ho studiato ciò che voleva comunicarci zio Platone attraverso di esso.
E alla fine ovviamente mi ci sono ritrovata dentro.
Protagonista principale,come di tutto quello che faccio e mi riesce male.

Ho capito grazie a questo mito che la Filosofia non è solo lo studio dei pensatori dell’antichità.
È psicologia,è scienza,è fisica,è geografia,è tutto.
Non ti lascia nemmeno uno spazio vuoto studiarla.
Ho capito grazie a questo (e ad altri) mito che la Filosofia non è solo lo studio di vecchi che credevano di aver compreso tutto in un batter di ciglio.
È ripercorrere vite di saggi maestri che hanno ricercato per tutta la loro eternità la verità,l’essenza della vita,le ragioni di tutto.
Uomini disperati che si slanciavano verso la vita e la morte,alla ricerca di risposte che ancora oggi sfuggono.
Forse è la sfida più grande di tutte quella di cimentarsi nella Filosofia (io conosco una ragazza che ha iniziato quest’università,e la stimo moltissimo per il suo coraggio e la sua dedizione),nel voler cercare quelle risposte che tutti vorremmo avere.
Più che sostituirsi a Dio,si avvicina al voler comunicare con lui e chiedergli risposte,teorie,congetture.
La Filosofia è pazzia,pazzia geniale.
La adoro nel midollo,in una maniera molto semplice e discreta.
Mi sono innamorata in silenzio ma profondamente.
E credo sia nata una duratura amicizia tra me e questa Musa,che ha guidato Dante dopo la morte di Beatrice,e spero guidi me attraverso i prossimi tortuosi ostacoli che la vita mi metterà di fronte.
Ovviamente sono andata oltre al libro scolastico,inutile dirlo.
Anche prima ero oltre,ma il libro scolastico mi ha dato quella base che mi mancava prima.

Ma vogliamo arrivare a questo stramaledetto e famossissimo Mito della Caverna?
Si,eccoci.
Leggiamo la storia che ci racconta zio Pla,e poi godiamoci insieme l’intepretazione personale della qui presente pazza Valentina.

Mito della caverna (da La Repubblica di Platone)

Secondo tale mito gli uomini vivono incatenati,in fondo a una buia caverna con le spalle rivolte verso l’ingresso illuminato da un fuoco esterno;davanti all’imbocco,in parte chiuso da un muro,passano degli uomini che portano sulle spalle delle statue di legno,per cui i prigionieri della caverna vedono solo le ombre di queste statue proiettate sul fondo della caverna stessa,e vedendo quelle ombre pensano che quella sia la realtà.
Se uno dei prigionieri riuscisse però a liberarsi e a uscire dalla caverna,in un primo momento rimarrebbe abbagliato dalla luce e non vedrebbe quasi nulla,ma poi si renderebbe progressivamente conto di come stanno le cose.
Egli capirebbe allora che quello che aveva visto sul fondo della caverna erano soltanto ombre e che la realtà è costituita dalle statue trasportate da uomini,che all’esterno sono illuminate dalla luce del giorno,e infine leverebbe gli occhi al cielo e vedrebbe il sole.

Sono nata incatenata al muro.
Incatenata da me stessa.
Da quel lato di me che mi odia e mi vuole morta e vuota.
Mi ha lasciata a marcire contro il muro per anni,costretta senza potermi liberare.
Quando sono stata ricoverata in psichiatria ho capito cos’è la libertà,e soprattutto ho capito quanto la desidero ardentemente da sempre.
Ma in quegli anni incatenata ho visto solo quello che passava.
Una realtà distorta,da ombre che scomparivano ed altre che ridevano alle mie spalle del mio essermi incatenata da sola.
Ad un certo punto ho perso le forze e sono caduta per terra.
Le catene hanno iniziato a tirare e farmi male ai polsi,e dal pavimento freddo ho iniziato a piangere.
Ho pianto e sofferto per tanto tempo,anche se ogni tanto cercando con tutte le poche forze che mi erano rimaste di voltarmi e vedere la luce fuori dalla stanza,forse bella,forse non abbastanza per me,forse troppo.
Ma ogni volta avevo un ripensamento e tornavo ad accasciarmi per terra e soffrire.
Un giorno ho smesso di soffrire perchè le catene non hanno retto più il peso della mia sofferenza.
Si sono spezzate ed io mi sono ritrovata libera.
Ho iniziato a girovagare un pò scettica e sorpresa nel luogo che adesso mi prometteva libertà.
Sono uscita poi,e ho visto la luce.
Ho visto la realtà che non avevo mai creduto esistesse,anche se nessuno era venuto a dirmi che esisteva,io credevo solo alle bugie che la mia testa creava.
Ho visto che ero libera,che potevo camminare e andare ovunque,che vergognarmi di me stessa era cosi umiliante dopo tutta la sofferenza che avevo passato per trovare la libertà che adesso non me ne fregava più un cazzo di niente e nessuno.
Che volevo solo vivere,perchè una vita sola mi è stata donata.
E non voglio viverla incatenata contro un muro.
Ma fuori,nella libera vita che scelgo per me stessa.

Non è facile.
Vorrei spiegare a tutti i prigionieri come si sta meglio qui.
Di come i problemi ci sono sempre,ma lo spazio per combatterli è maggiore.
Ma non è facile,perchè io qui ci sono appena arrivata,devo ancora ambientarmi e conoscere bene il posto.
Sono stata incatenata per anni,cosa volete,che adesso mi metta a fare la guru di vita da un giorno all’altro?
Datemi il tempo di scoprire come si fa a vivere.
Se lo scopro,ve lo faccio sapere.
Per ora…tu,prigioniero che sei uscito fuori dalla grotta…sono accanto a te,non sei più solo!

Siamo liberi!
Vediamo il sole.
Quello vero.


Tutti i racconti originali li cito da questo libro ↓
Percorsi filosofici dell’Occidente,R.Fabietti. -Volume primo

Conoscenze & Riflessioni

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22 risposte a "Sta tutto nella tua Scelta."

    1. Mi sa che aspetta quest’anno il famoso e da me per ora sconosciuto Kant.
      Sono curiosa di vedere cosa mi aspetta,anche perché persino mia sorella che ama la filosofia quando ha visto il programma di quest’anno mi ha detto che lei avrei chiesto aiuto. Io da grande egocentrica le ho detto che non mi serviva,ma ho paura che poi mi servirà veramente!
      Perché,si,mi piace la materia,ma tutti i suoi studiosi anche? Vedremo,rimani sintonizzata che devo dirti,solo così lo saprai.

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    1. Sai Ale, sarà il destino,o sarà che era il momento che dovevo capirlo,ma da quando sono stata ricoverata (in un reparto dal quale non potevo uscire,chiusa in una dolce prigionia) ho capito che per me la cosa piu importante per me era la LIBERTÀ.

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    1. Visto. Prima anche di conoscere questo mito,ora dovrei rivederlo,anche perché ho trovato un interessante scheda di approfondimento su questo film e il mito della caverna. Magari a breve,o in futuro,vedrai sul blog questi contenuti 😁

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    2. Mi è tornata in mente una novella di Pirandello, Ciaula scopre la luna in cui alla fine, anche lì la realtà che si scopre è diversa da come si pensava.

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      1. Di Pirandello adoro 2 novelle misconosciute ma indimenticabili, “La mosca” e “Tanino e Tanotto”: se non ricordo male, dovrebbero essere entrambe presenti nella raccolta “Novelle per un anno”. Grazie per la risposta! 🙂

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      2. Sono felicissimo di averti invogliato a riscoprire Pirandello. Anche perché, come tutti i grandi scrittori, ad ogni lettura ti dice sempre qualcosa di nuovo: infatti è così denso di concetti significativi che rimarrà sempre qualcosa a cui non avevi fatto caso, anche se l’hai letto con la massima attenzione. Buon fine settimana! 🙂

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  1. Hai dato una interpretazione molto personale e dolorosa e, magari, ti auguri che una qualsiasi persona che sta attraversando un momento simile,o lo ha vissuto, si rivedi o ne tragga una sorta di illuminazione. Tuttavia, penso che tale mito è in grado di applicarsi alla vita di chiunque, anche alle vite più lineari.

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