The Psycho girl and her Friends

Ci sono personaggi unici ovunque uno vada.
Ma dove vado io,ci sono i personaggi vincitori del Premio Nobel per l’originalità.

E pensare che nessuno li ha nemmeno mai inventati…
Sono veri,e cosi naturalmente.
Solo la mano di una pazza che scrive come me può renderli veri su carta per sempre e meno veri perchè influenzati dalla sua pazzia.


Siamo tutti traumatizzati al centro.
Mio padre ormai lo chiama «Il centro traumatologico».
«Devi andare al centro traumatologico,oggi?» mi chiede sorridendo.
Si,ognuno di noi ha il proprio trauma alle spalle.
In pochi sono nati già pazzi,e anche se lo sono nati poi si sono traumatizzati e sono peggiorati.

Il capo sono io.
Il trauma che cammina.
Se fossi ancora quella di qualche anno fa ci vorrebbe immediatamente un unità di traumatologia d’urgenza per salvarmi mentre cammino nei corridoi del centro diurno.
Io sono anche brava a traumatizzare gli altri,come loro sono pessimi nel traumatizzare me.

Dopo di me,che animo la situazione generale,c’è la mia amica Stefy.
Lei è il cuore del centro,l’immenso amore.
Con quelle guanciottine è l’essere più dolce che io abbia mai conosciuto.
Mi dice che mi ama trecento volte al mese,e mi racconta di G. il novanta percento delle volte che parliamo.
È intelligente,anche molto fantasiosa.
Ha una fantasia a tratti malata e perversa.
La adoro,dai. Nonostante tutti i suoi difetti.
Io divido principalmente gli utenti del centro in intelligenti e non.
Come gli educatori hanno deciso (prima che io arrivassi) di chiamarci utenti,io ho deciso di categorizzarli freddamente in intelligenti o non.

Quelli più intelligenti siamo io,Stefy,Mario,Pie e Marco e Marià.
Ci sono altri intelligenti,come Anto P. o Francesco P. o lo stesso Nicola P. che però offuscano la loro intelligenza con le loro paturnie.
Sono in ordine,una donna fortemente traumatizzata nell’infanzia,alcolista,e psicotica (soffre di allucinazioni e pensieri complottisti), un ragazzo pieno di dubbi e incertezze tanto che ti fa innervosire ed uno che parla da solo.
Infatti,Nicola P. lo chiamiamo «Quello che parla da solo»,anche perchè ha un omonimo nel centro.
Il suo omonimo è uno di quei soggetti che adoro.

«Dolce come la panna». Lo chiamiamo cosi perchè appena entra nel pulmino quando passiamo a prenderlo la mattina a qualsiasi femmina si trovi inizia a dire osessivamente e cantilentante «Sei dolce come la panna».
No,ma scritto non rende per niente quanto è fantastico nella realtà,ve lo assicuro.
Ogni volta che lo dice a me gli dico «Grazie,Nico»,oppure se ho una giornata storta anche io gli dico «Non è vero,sono brutta e cattiva».
Dolce come la panna è famoso anche per le sue fisse.
Lui è fissato con l’igiene e i muscoli.
Pare vada in palestra tre volte a settimana da un paio di anni,ma muscoli non ne ha neanche l’ombra,però cazzo non diteglielo che poi ci chiede per tre mesi «Tocca qua,non ho i muscoli?»,indicando il braccione tutto fuorchè muscoloso.
Si lava le mani quasi più di me,a volte ci ritroviamo fianco a fianco nel bagno ai lavandini e lo guardo con sguardo di sfida pensando Pensi di potermi battere,vero? Di poter essere più pulito di me?! Di me?!
Quando ha il minimo dubbio di essersi macchiato una maglietta si esaspera innervosito ed ovviamente chiede i nostri pareri a ripetizione, «Valentina,ma sto sporco qua?».
Oggi ad esempio aveva qualcosa contro un suo dito,me lo mostrava e mi chiedeva se vedevo qualcosa di strano.
Era pulitissimo,bianco come il latte,niente da annotare Capo.

C’è Mario,la mummia umana del centro.
Come cammina da solo si sente la campanella risuonare fino al chiostro e il suo passo strascicante.
Pallido e mazzo come uno stecchino dodici mesi all’anno.
Uomo dalle porzioni da formiche.
Il mio fidanzato.
Il più intelligente.
E tra i più silenziosi.

Stranamente io non sono tra le più silenziose,com’era a scuola.
Anzi,chiacchiero,parlo,grido,urlo,e propongo applaudi per Mario,troppo spesso.

Pie è colui che adocchia ogni donna passi per il centro diurno.
Mi ha detto di essere innamorato almeno dieci volte da quando lo conosco (1 anno e tre mesi).
Ma nessuna se lo fila neanche di striscio.
Ha la pelle più sensibile e particolare di tutto il mondo.
Se si fa la barba gli si arrossa il viso come se l’avesse avvicinato al gas per cucinarlo.
È un gigante buono,ormai lo considero come uno zio,ed è l’unico cHe vuole davvero bene a Mariuccio mio.
Attualmente il suo ruolo nel centro è quello di organizzatore di tornei.

Ma invece ormai è il fantasma del centro.
Quest’estate si è visto pochissimo.
Non è venuto al mare con noi,e nemmeno ad un uscita.
Per colpa di certi apparecchi che ha in bocca non può mangiare con noi da mesi ormai,e mi manca a tavola sinceramente.
Gli ho voluto bene fin dall’inizio,e mia madre credo non sia mai andata d’accordo con nessuna mamma dei miei amici prima che con la mamma di Ma.

Marià invece ha una storia complicata e incomprensibile con se.
Le voglio bene come fosse mia sorella,tranne quando inizia a sputare odio su tutti pur di difendere Zito.
Cavolo,ce ne sono di persone e personaggi al centro.
Non mi basterebbe nemmeno tutta la mia vita per descriverli tutti al meglio.
Per ora accontentiamoci di conoscere la protagonista della storia;
Io.

10 risposte a "The Psycho girl and her Friends"

    1. Proprio così! E ne ho scritto solo del 5% !
      Ci sarebbe tanto da scrivere su di noi ma non voglio fare del mio blog un sito di gossip 😅 più di quanto non lo sia,quindi evito di nominare i miei compari del centro troppo,anche per preservare la loro privacy.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...