Tempi Bui

Tempi bui.
Eppure fuori c’è il sole.

Era una giornata internamente buia per tutti noi.
Il nostro capitano ha abbandonato la nave per altri porti.
Ci sentivamo tutti persi e alla deriva,camminavamo per i corridoi e le stanze come anime in pena e parlottavamo di cosa sarebbe accaduto.

Io uscii fuori con Mario che doveva fumare le sue sigarette,si sedetti al tavolino affianco a lui e osservai tutto come sempre.
Vidi un ragazzo seduto sulla panchina di marmo tra le colonne del chiostro che fumava.
Mi chiesi se era uno del centro diurno accanto al nostro,eppure non mi sembrava un corpo conosciuto.
Ho scoperto di riconoscere le persone in base ai loro corpi,soprattutto al centro,dove ognuno ha un corpo ben definito e particolare.
Però non mi sembrava per niente nuova quella testa vista da dietro.
«E quindi verrà una nuova coordinatrice» disse Mario.
Distolsi lo sguardo e osservai Mario che fumava.
«O coordinatore» aggiunse Stefy apparendo da dietro una colonna «Questo non si sa».
«Meglio se è maschio» commentai io.
«Dovrebbe passare a tu sai chi il posto,dato che è la più grande e quella che lavora qui da più tempo» continuò Stefania.
«Non credo accadrà,non hai sentito che ha detto?» ribattei io smettendo di fissare Mario e guardando finalmente la mia amica.
«Se deve fare l’affiancamento a chi la sostituirà non credo proprio sarà Giusy,lei conosce il nostro centro,non avrebbe bisogno di affiancamento» le feci notare.
Allora si allontanò sbuffando verso il centro del chiostro,andando incontro ad Antonio.
Forse come coppia non erano destinati,ma come partners in crime e complotti sono fantastici quei due.

Tornai a guardare Mario e mi accorsi che il ragazzo seduto sulla panchina di marmo si era voltato,forse ad ascoltarci.
Lo guardai e lo riconobbi solo per lo sguardo,per il resto era completamente cambiato.
Mario mi parlava,sentivo la sua voce ovattata dentro la mia testa che cercava risposte.
Era Riccardo.
Era molto cambiato,si era rasato la testa,e aveva un piercing sul sopracciglio.
Ma il suo sguardo era il solito di sempre.
Mi guardava quasi irritato dalla mia presenza,arrabbiato che non stessi affianco a lui ma ad un altro.
Mi guardò per alcuni secondi intensamente,poi si voltò e continuò a fumare.
Io fissai ancora la sua testa e dischiusi involontariamente le labbra stupita.
Mario mi chiamava intanto,ma io non mi decidevo a spostare lo sguardo.
«Amò?» ripetè finchè non lo guardai per un secondo per assicurargli la mia presenza viva e cosciente.
Quando tornai a guardare verso la panchina vidi Riccardo che si alzava e andava a spegnere la sigaretta nel posacenere che abbiamo fuori dal nostro centro.
È diventato più massiccio,credo muscoloso,ma ha il solito atteggiamento schivo e rabbioso di quando l’ho conosciuto io.

Non lo vedevo al CSM da tantissimo tempo.
Da quando abbiamo traslocato in centro mai l’avevo visto,avevo addirittura pensato che avesse interrotto le cure.
Lui non sa che ora vado al centro diurno,o almeno non lo sapeva prima di sabato.
Adesso l’avrà capito,che sono diventata parte di loro.
Lui non sa di Mario,adesso l’avrà capito.
Lui non fa più parte della mia vita,ma ricordo ancora con emozioni assurde il periodo in cui ne faceva parte.

Non dimenticherò mai il pazzo che mi chiese di diventare la sua fidanzata nella sera di Halloween,la mia festa preferita.

3 risposte a "Tempi Bui"

    1. Sì credo sia giusto cosi, però rivedere il passato mi fa sempre quell’effetto “E se…”
      E se ***** Valentina!!! Il passato è passato,pensa a non fare scelte sbagliate nel presente!! Ma poi il presente diventa passato e continuo a chiedermi se ho fatto bene….e vabbuò,nella mia testa c’è un criceto che gira nella ruota,non c’è altra spiegazione alla “circolarità” dei miei pensieri.

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      1. Capita, a volte, di chiedersi se abbiamo fatto la scelta migliore o meno, l’importante è non farsi sopraffare da questo pensiero a tal punto da dimenticare di dare il giusto peso al presente.

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