La Valenty666

C’era una chitarra,una volta,che portava il mio nome.
Si chiamava Valenty666.
Ed era una chitarra unica,specialmente perchè unico era il suo proprietario.
E no,non ero io.
Era sua. Lo è stata sempre,come me.


La chitarra era elettrica,come la nostra unione.
Era rossa,fiammava glitter su tutto il suo corpo solido.
Collegata all’ampli e al chitarrista sprigionava tutta la sua forza vitale.

Il chitarrista era un quindicenne confuso e pieno di sogni.
Era appassionato di musica da sempre,e di chitarre da quando aveva undici anni,da quando aveva visto per la prima volta il suo chitarrista preferito.
Il chitarrista della Valenty666 era il mio migliore amico.

La chita portava il mio nome perchè il proprietario-chitarrista aveva deciso di battezzare la sua seconda figlia in onore della metà della sua vita.
In mio onore.

Abbiamo condiviso tutto.
Anche la chitarra.
E nonostante avrei voluto condividere la mia intera vita con lui,mi accontento di aver avuto la chitarra.
E lui.
La chitarra. Ma soprattutto Lui.

9 risposte a "La Valenty666"

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