Voglia di emergere

Mi trovavo in un autobus diretta verso la Fontana di Trevi quando la mia mente si illuminò d’immenso.

Non ho avuto un idea geniale,nè ho scoperto come salvare il mondo.
Semplicemente,ho avuto chiara una cosa che voglio fare nella mia vita,per la prima volta nella mia…appunto,vita.

Si è schiarita la mente dai mille pensieri ed ho visto nitidamente un mio semplice e alquanto narcisista desiderio prendere possesso di tutto.

Più passa il tempo più escono fuori lati narcisisti ed egocentrici di me,dopo la grave depressione in cui sono stata immersa per anni,sto trasformando il fango in oro.
Ma devo stare attenta,l’oro luccica troppo,e potrebbero rubarmelo…potrei perderlo…potrebbe rovinarsi.

Guardavo la città eterna e pensavo che volevo vivere lì un giorno.
Che se pensavo ad un futuro per Valentina,un futuro che la vedesse felice e mediamente realizzata,la vedevo a Roma.
Fuori dalla città dove vivo,che amo ma che mi incatena peggio di un paesino di provincia per la sua volgarità.
In una città immensa,dove nessuno sa chi sono e nessuno mi guarda.
Dove posso essere libera di fare ciò che mi pare e dove ho la possibilità di fare il triplo delle cose che posso fare qui.
Andare a concerti dei Muse,al teatro a vedere le compagnie di balletto quelle con i controcazzi,andare da Tyger,lavorare.
Non so perchè ma vedevo Valentina lavorare lì,la vedevo piena di possibilità che qui non ha.
La vedevo faticare per sbarcare il lunario,ma fare del suo meglio per sopravvivere dignitosamente.
Che a fine giornata si ritirava in una soffitta piena di libri qua e là,e il giorno dopo usciva nuovamente con un bel cappotto e attraversava una delle decine di ponti che si trovano a Roma per arrivare chissà dove.
Vedevo la piccola Vale non essere più piccola,ma indipendente e sola.
Contenta di sè,abbastanza da non prendere più psicofarmaci.
La vedevo posare con uno sguardo malizioso per delle foto da postare sui social.
Forse lavorava sui social quella Valentina.
Ma una cosa è certa.
Quella Valentina voleva emergere.
Emergere dalla cittadina ottusa.
Emergere dall’anonimato.
Emergere dalla povertà.
Emergere dalla malattia mentale.

E ci riusciva?

Boh,questo solo lei lo sapeva.

Ed io?
Ci riuscirò?
Lo desidero davvero?
Da quel giorno so solo che ho scoperto in me la voglia di emergere.
Emergere dalla cittadina ottusa dove sono nata.
Emergere dall’anonimato che mi offusca.
Emergere dalla povertà che mi affligge.
Emergere dalla malattia mentale che mi perseguita.
Emergere da me stessa,respirare,e guardarmi intorno.

 

 

 



Breve storia di Valentina fuori città

Voglia di emergere

13 risposte a "Voglia di emergere"

  1. Questo post è super catartico. Hai una grande forza, Vale e tutto quello che vuoi lo otterrai. Ne sono certo/perché sei brillante e piena di idee. Il futuro è tuo e ti sta aspettando. Non avere paura e vai avanti. Passa una bella giornata! T’abbraccio

    Piace a 1 persona

    1. Caro,spero che quella / fosse una virgola in realtà,altrimenti non so se potrò stare dietro a questo tuo nuovo poeticismo.
      Sei capace di rendere anche le parole legate tra loro vivaci e vive. Scrivi certe cose,tu!
      Ti ringrazio di vero cuore,e mi sembra banale dirlo,lo sai che è cosi ❤ ❤ ❤
      Non pensare,tu e chiunque abbia più di 26 anni,che il futuro non stia aspettando anche voi.
      Mi aspetto di vederti nel mio futuro,a concorrere contro di me per la fama,il potere e i soldi.
      Non farmi combattere da sola.

      Ti abbraccio anche io ❤

      Piace a 1 persona

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