Pubblicato in: Nature, Vita

La chiamata della Natura

La chiamata ultima,prepotente e grandiosa della potente Madre Natura.


Non so bene quando sia iniziato tutto.
Quando l’ho incontrata per la prima volta.
Forse quando sono uscita dall’ospedale.
Il viaggio per andare a casa comprendeva della natura incolta e selvaggia sul cammino della macchina di papà, abitavano in un paesino di provincia quando sono venuta al mondo io.
Immagino che i miei occhietti di neonata devono aver intravisto alberi,cielo e terra tra un sonnellino disturbato e l’altro.
Forse proprio lì mi sono innamorata e riconosciuta in quel verde che c’era sulla Terra.

Ricordo bene che da bambina quando stavo in macchina fissavo eternamente tutta la vegetazione fuori dal finestrino.
Facevo un gioco nella mia mente;
Mi immaginavo fuori dalla macchina,a correre nei prati e saltare tra gli alberi,cercando di mantenere la velocità della macchina.
Cercando di non perdermi la mia famiglia,mi perdevo nella Natura.

Mi è sempre piaciuto esplorare ovunque.
Mi sono sempre piaciute molto le piante,anche se ho un rapporto disturbato col giardinaggio purtroppo (per chi non mi ha mai letta prima o non era qui quando ne parlai,ho già raccontato dei miei innumerevoli tentativi di giardinaggio qui).
Mi piaceva osservare i colori,gli odori e le sensazioni che mi davano le piante e i fiori.
Toccarli e sentire la loro morbidezza,o sentire il dolore che era capace di provocarti lo stelo della rosa che non vuole essere violentata.

Ricordo la gita a Saturo in quinta elementare.
Saturo è una località balneare delle nostre parti,dove ci sono anche resti della nostra antica polis e leggende profumate di mare.
La leggenda del tizio che approdò su quel promontorio dove io calpestavo i ragnetti rossi che mi salivano sulle caviglie,e che da lì costruì la città.
Nonostante la mia ansia da insetti,germi e quant’altro ricordo che quelle ore nel verde,tra le rovine e tra la vita naturale,mi rimasero impresse.

Ricordo perfettamente quel giorno quando avevo nove anni che mentre saltano sul letto tuo catturata da una pubblicità dove si vedeva una pietra quasi trasparente,ma rosa.
Costrinsi nell’immediato mia madre ad andare al giornalaio a comprarmela.
Era un quarzo rosa.
Ho tenuto con me quella pietra per molto tempo,la osservavo spesso e immaginavo persone e storie intrappolate all’interno delle sue sfumature e scalanature.
Poi decidi di metterla nell’acquario delle tartarughe.
Loro ci si poggiavano spesso,la amavano.
Mi piaceva vederle rilassate con la testolina sulla pietra quasi rosa e sempre fresca.
Anni dopo la stanza me l’ha rubata.
Anni dopo ho scoperto che quella pietra era potente e forse è stata lei a proteggere le mie piccole creaturelle acquatiche,perché sia lei che loro venivano dallo stesso posto;la natura.

Amo i cristalli e anche le pietre brutte da quel giorno.
Ovunque io vada ho il vizio di raccogliere una pietra e portarmela a casa.
Ci scrivo sopra col pennarello da dove viene.
Quella dallo Zoo di Fasano.
Quella dalle rovine di Egnazia.
Quella da Roma.
Ne ho una anche che viene dalla Germania,che mi spedì Francesco.
Le pietre forse non saranno potenti quanto i cristalli ma sono importanti perché dentro di loro contengono migliaia di ricordi.
I ricordi degli animali che ci hanno giocherellato,i ricordi dei soldati romani che ci hanno camminato sopra.
Mi impressiona e mi fa sentire piccina vedere queste brutte pietre piene di ricordi preziosi,li,accanto a me.

Ho fatto poche gite nella natura rispetto agli altri.
Ma ogni volta che l’ho vista,che ci ho camminato attraverso,che l’ho sentita attorno a me e mi ha abbracciata dolcemente,l’ho amata follemente.

L’estate scorsa sono stata immersa nella natura per una settimana intera.
Immersa del tutto nel bosco.
L’ho vissuto; ne ho sentito i suoni ogni mattina e per tutte le giornate,ci ho camminato,ci ho riso e ci ho pianto.
Ho lasciato che mi ispirasse e che mi accogliesse.
Mi sono sdraiata in mezzo agli altissimi alberi e nonostante fossi nell’ombra racchiusa da giganti verdi,mi sentivo in pace con me stessa e protetta come mai.

Pian piano mi ha fatto capire.
La Natura.
La chiamata ultima,prepotente e grandiosa della potente Madre Natura,non so esattamente quando sia arrivata.
Nell’ultimo anno forse.
A Gennaio 2019 Mario mi regalò il libro della sua psicoterapeuta,naturopata e molto altro. → (lo trovate qui)
Pensavo che l’avrei snobbato.
Invece lentamente dopo averlo letto mi è entrato dentro.
Le parole mi sono rimaste impresse nel cuore e nei momenti in cui mi servivano tornavano a galla per starmi accanto.
È stato uno step importante.
E molto importante è stata la vacanza nel Bosco Magnano di cui dicevo prima,e tutte le scampagnate nel verde che facevo con Mario quando ancora riusciva a camminare un po’.
I parchi,le pinete,i boschi, ognuno mi diceva qualcosa.

Ho letto,ho vissuto, poi ho incontrato sulla mia strada involontariamente una ragazza che fa video che mi hanno colpita.
Lei ama la Natura. Simona è deliziosa. → (la trovate qui)
Vive nella mia stessa regione,abbiamo varie passioni in comune,mi ha fatto subito simpatia,anche per il suo carattere speciale.
Ho iniziato a seguirla quando mi sono resa conto che parlava di emozioni che avevo vissuto anche io e che avrei voluto rivivere in ogni momento (soprattutto in questo video).

E cosi ho iniziato a riflettere su tanti argomenti.
Su come integrare la natura nel mio stile di vita,nella mia vita stessa.
Mi sono resa conto che involontariamente già da molti anni alcuni miei gesti e alcune mie scelte erano dettate dalla chiamata interna e silenziosa di Madre Natura.

Ho conosciuto Marta,la donna che ha scritto il libro che Mario mi diede l’anno scorso.
È fonte di ispirazione per me, anche lei,come Simona.
Ma non posso non citare nelle mie fonti di ispirazione anche Mario,che da grande appassionato di cristalli mi ha fatto riscoprire e approfondire la mia passione semplicemente mettendomi a disposizione i suoi libri e i suoi cristalli.
A volte accade puntualmente che mi debba insegnare qualcosa che non so che mi interessa.
Forse anche Madre Natura ha voluto farci incontrare perche io prendessi da lui tutta la conoscenza di cui ho bisogno.
Per essere serena e arrivare finalmente ad essere me stessa.

Chi sono io?
Me lo chiedo spesso,sempre.
Sono i libri e la scrittura?
Sono i gioielli fatti a mani?
Chi sono? Che vita voglio?
C’è della Natura in me,e non riesco più a trattenerla dentro e far finta che io non la desideri nella vita ideale che vorrei vivere.

Mi ha chiamata.
Mi ha detto “Guarda che ci sono anche io!”“Ti ricordi di me? Potremmo fare grandi cose insieme”.
Aspetta Natù,ci penso.

 

Ecco,il montaggio che ho fatto per mostrarvi ciò che ho scritto.

Autore:

Blogger e studentessa. Iper appassionata di millemila cose. Donna dall'umore super instabile.

12 pensieri riguardo “La chiamata della Natura

  1. La Terra,
    la sua natura di biodiversità
    è nata milioni di anni fa,
    però, lei è sempre una creatura,
    na piccerella che nasce,
    vive e more.
    Eppure, si accetta
    nella propria ciclicità.
    E non ha paura
    di esprimere se stessa.
    E poi muore.
    Ma per magia del sole
    ritorna a nascere:
    lei soffre solo
    l’uomo:
    irrispettoso,
    violento,
    devastatore.
    E ingiurioso:
    privilegia
    solo se stesso con egoismo
    esercitando al suo interno
    lo sfruttamento dell’uomo
    sull’uomo, di pari passo,
    quello della Terra.

    Piace a 2 people

    1. 👏👏👏👏👏 che bellissime parole!
      È proprio così,la natura accetta tutti i suoi difetti tranne che l’estraneo uomo.

      "Mi piace"

    1. Ciao cara,non so come mai il tuo commento non mi uscita tra le “notifiche” e quindi menomale che sono andata sulla pagina dell’articolo altrimenti non sarei riuscita a risponderti probabilmente mai.
      Coincidenza?

      Comunque si,ti ringrazio.
      Tu che rapporto hai con la natura?

      "Mi piace"

  2. Ciao Valentina, hai proprio ragione, parli delle pietre come testimoni di un tempo lontano…potessero parlarci,ognuna di esse avrebbe il suo punto di vista, nel medesimo luogo ma con un diverso modo di osservare il tempo che passa, a differenza di noi che muovendoci un po’ ovunque abbiamo nel tempo a disposizione altri punti di vista….forse meno forse più…obiettivi dei loro, calpestati ed erosi ma indubbiamente unici e nella loro fattezza poderosi, come non potremmo mai esserlo noi.

    Piace a 1 persona

    1. Le pietre,parte della natura,come ha detto Transit,sono infinite. Nascono,crescono,muoiono e rinascono.
      Hanno milioni di vite scritte dentro di esse,un potere incredibile,milioni di vite dentro in pezzo di roccia che per noi sembra banalissimo ma non lo è assolutamente.

      "Mi piace"

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