Una lettera a Sylvia

Cara Sylvia,                                                                           Estate 1962

Ti scrivo perchè preoccupata per te.
Nella tua ultima riflessione mi hai scritto «…quanto siamo scemi ad amare davvero. Senza imbrogliare. Senza doppi giochi. È terribile voler andarsene e non voler andare da nessuna parte…» mi hai fatto scendere delle lacrime alquanto amare e rabbiose.
Avevo compreso già tutto da queste parole.
Non volevo crederci però,al fatto che,tu avessi potuto vedere il tuo sogno frantumato.


Quando ho letto «…Ho preso la cantonata più comica,ironica e fatale credendo che Ted non fosse vanitoso,torbido,viziato come gli altri uomini…» ho immaginato le tue stesse lacrime amare e rabbiose,che scendevano sul tuo sorriso isterico.
Tu non avresti immaginato che proprio lui ti avrebbe fatto del male.
Il male più immenso e fatale di tutti.
Mi hai ricordato scrivendone «…Sono servita al mio scopo,ho speso soldi,per comprargli vestiti,per comprargli sei,otto mesi di scrittura. Ho battuto a macchina centinaia di volte le sue poesie.» di quante cose hai fatto per lui,di quanto gli hai reso la vita facile mentre lui te l’ha definitivamente resa orribile.
Parliamo spesso di uomini,e delle donne che vengono da loro maltrattate.
Ma non parliamo quasi mai di come alcuni uomini usino le donne come se fossero pozzi senza fondo di denaro,prosciugando la loro pazienza nella dolce cura materna,e poi le lascino sole e impoverite di corpo e spirito.
Sylvia,questo è ciò che egli ha fatto a te.
Si è preso ogni cosa,tutto ciò che riusciva ad acciuffare,e poi ha cercato un altra.
Il nuovo divertimento,la nuova ragazza che potesse adulare le sue capacità,e sentendosi forte nel suo castello costruito con la sabbia chiamata ‘’vanità’’ ti ha gettata nella spazzatura.
Non servivi più.
A lui.
Ma a noi sicuramente saresti servita fino ad oggi,fino a che la natura ti avesse permesso di respirare faticosamente negli affanni della tua depressione.

Qualche anno fa,poco dopo il matrimonio,mi scrivesti «…Se dovesse accadergli qualcosa non so come potrei sopravvivergli. Impazzirei o mi ucciderei. La vita senza di lui è inconcepibile. Dopo venticinque anni di ricerche nei posti migliori,so che non c’è nessuno come lui. Che mi stia bene. Che mi stia proprio perfetto e che sia il perfetto complemento maschile al mio essere» ed io pensai che eri estremamente dolce e follemente innamorata di lui.
Ed infatti è proprio cosi,altrimenti non soffriresti tanto il suo tradimento alla tua infinita fiducia nei suoi confronti.
Sylvia,quanto siamo state ingenue a fidarci di quell’essere!
Perdona la mia franchezza,ma lo siamo state davvero.
Ingenue e buone.
Abbiamo messo la nostra vita nelle mani di un uomo,che ci sembrava perfetto e adatto a noi,e poi lui ci ha distrutte senza provare il minimo scupolo nel farlo.
Lui doveva essere un complemento.
Si.
Qualcosa senza la quale ci saremmo sentite incomplete per sempre,ma qualcosa con la quale non eravamo nate,lui si poteva ancora estirpare e poi sopravvivergli.

L’uomo deve essere ciò.
Complemento. Aggettivo che ci descrive ulteriormente e ci dona amore.
Non deve essere un pezzo di noi.
Altrimenti si ammalerà ogni cosa e diventeremo sue succubi,senza di lui poi marciremo e soccomberemo.

Quante donne non denunciano il marito violento perchè hanno bisogno di lui?
Hanno bisogno dei suoi pugni? No.
Hanno bisogno del suo stipendio per mandare avanti l’economia familiare,hanno bisogno che paghi le spese mediche e mantenga i figli.
Non possiamo avere bisogno di un altra persona per far funzionare la nostra di vita.
Dobbiamo essere sempre,e fondamentalmente,libere e indipendenti.
E dopo,solo dopo,cercare l’amore che tutto addolcisce e rende più facile da sopportare.
L’amore rende meno difficile affrontare le difficoltà di ogni giorno,ma logisticamente dovremmo essere in grado da sole di affrontare queste difficoltà.

Sylvia Plath è stata una poetessa,che ha dato un immenso contributo alla poesia inglese del primo Novecento,sia con le sue parole,sia aiutando e assistendo Ted Hughes,suo marito.
Sylvia Plath era una donna piena di talento e con uno spirito dolce e raffinato,unico e ineguagliabile.
Le sue poesie,i suoi racconti e il suo romanzo,ce lo dimostrano con una tale determinatezza che ci lasciano senza fiato.
Lo stesso fiato che per Sylvia era difficile da desiderare perchè ella non era attaccata ardentemente alla vita,da sempre.
Da sempre aveva sofferto di depressione.
Era stata in conflitto col suo talento,i suoi pensieri,il turbinio di emozioni che giravano nella sua testa e gli eventi della sua infanzia.
E poi nella sua vita arrivò quell’uomo cosi agognato,dato che la morte prematura del padre l’aveva resa scarna di amore maschile.
Ma quell’uomo che lei sposò pensando al vero amore,in quanto poeta come lei e capace di forti sentimenti,non era altro che un uomo come tanti.
Un uomo che voleva essere adulato,amato e curato.
Come un bambino viziato,egli prese tutto da Sylvia Plath,e poi passò alla donna successiva.
Sylvia,che era già molto fragile,non visse bene questo tradimento,e in cerca d’aiuto morì.
Mentre sventolava la bandiera bianca chiedendo di essere salvata dalle ferite che quell’uomo le aveva procurato nell’anima,la morte la trovò e mise a tacere le sue sofferenze,per sempre.

Non si sa con certezza se la morte di Sylvia sia stato un suicidio o un tentativo di suicidio in ricerca di disperate attenzioni,ma alcuni segni che lei aveva lasciato in giro prima di preparare il luogo che le diede morte ci fanno palesemente capire che probabilmente lei non aveva deciso di mettere fine alla sua vita.
Aveva lasciato un biglietto con scritto il numero di telefono del suo medico, e le parole: “Per favore chiamate il dottor Horder”.

Tralasciando l’increscioso affare di indagare in un suicidio avvenuto 50 anni fa,torniamo a noi.

Sylvia è stata una donna all’apparenza simile a noi.
Tormentata dall’infanzia e l’adolescenza,in cerca di attenzioni e affermazioni lavorative.
Vittima di un matrimonio fallito.
Potrebbe sembrare la storia di una donna che vive oggi,attorno a noi.
Ma lei nascondeva nei suoi occhi qualcosa che non tutte abbiamo.
Il talento.
La luce che le permetteva di rendere unico e dolce tutto ciò che scriveva.
Poetessa e scrittrice,Sylvia Plath è stata anche se per poco tempo,uno di quei contributi alla nostra realtà,rari e immensamente ragguardevoli.

La sua è una storia che merita di essere conosciuta dalle masse e da nessuno,perchè in pochi possono custodire con rispetto e comprensione la storia di una donna cosi fragile ma talentuosa.
Lei è un fiore sbocciato troppo in fretta ed appassito in un secondo.
Abbiamo avuto la sua presenza al mondo per poco,abbiamo potuto leggere poco del suo talento,ma non possiamo non ringraziarla per ciò che ha fatto per noi.

Scriveva,Sylvia,nei suoi diari; «È triste essere capace solo di declamare altri poeti. Voglio che qualcuno declami me.».
Ed io,come molti altri,sono felice ed onorata di declamarti,dolce principessa.

P1080760
Diari,di Sylvia Plath

Ho scritto questo articolo perchè adoro questa donna.
Ed anche perchè la mia collega Gaia ci ha invitati a partecipare alla sua iniziativa che prevede la divulgazione di storie di donne famose,importanti e che ci hanno lasciato qualcosa.
Io vi lascio Sylvia,che è un adorabile fiorellino da tenere sempre con se.
Infine,vi invito anche io a partecipare a questa iniziativa parlando di donne della storia,e poi segnalandoci la vostra partecipazione cosi potremo condividere i vostri articoli.

N.B. Tutte le citazioni provengono dai «Diari» di Sylvia Plath,edito Adelphi.

7 risposte a "Una lettera a Sylvia"

  1. ciao, mi domando come mi fosse sfuggito il post, scoperto proprio grazie a gaia

    ho scoperto adesso questa autrice e devo dire che anche dagli estratti mi pare che abbia una vita non consigliabile nemmeno ai nostri peggiori nemici!

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      1. Sicuramente non è stata estremamente fortunata,ma penso che da qualsiasi cosa ci sia da imparare.
        Lei ha coltivato fino alla fine la sua passione per la scrittura,quindi nonostante tutto ha dato il suo contributo alla letteratura internazionale e da questo dobbiamo imparare ad andare avanti per la nostra strada qualsiasi cosa accada 💪

        Piace a 1 persona

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