Intervista a Gaia💀💡

Benvenuti nella prima puntata dell’InformaPensieri! 💀💡

Oggi leggeremo l’intervista che ho Gaia e ne trarremo le nostre conclusioni…

Non voglio perdermi in chiacchiere,vi lascio a lei!

 


Intervista a Gaia 

 

 

Ci dici chi sei?
Ciao a tutti! Mi chiamo Gaia, ho 25 anni e sono di Perugia. Sono un’assistente sociale, e al momento lavoro in un’associazione di volontariato e collaboro con una cooperativa sociale con la quale stiamo creando un portale per gli hotel che accolgono persone disabili. Diciamo che sto cercando di costruirmi il mio percorso lavorativo, al momento.

Ci racconti della tua esperienza di volontaria?
Quando hai iniziato? E perché hai avuto quest’idea?
Sono ormai 3 anni che faccio volontariato nella Confraternita di Misericordia di Perugia Olmo. Sono entrata inizialmente come volontaria del Servizio civile, finito l’anno però ho deciso di rimanere. Ormai avevo imparato ad apprezzare quella realtà e le persone che vi erano dentro. Da quasi un anno sono stata nominata segretaria, e dalla scorsa settimana sono diventata la responsabile delle attività sociali. L’associazione si occupa principalmente di fare trasporti sanitari (con il mezzo attrezzato o con l’ambulanza), presidi sanitari e protezione civile. Adesso vorremmo anche ampliarci nell’ambito del sociale. Stare all’interno di questa associazione mi ha anche permesso di fare splendide esperienze, come ad esempio la settimana di servizio presso i musei vaticani, questa estate.

Noi sappiamo che tu hai un blog,ci dici con quale scopo l’hai creato?
Ho sempre amato scrivere, e ho creato il blog con lo scopo di raccogliere tutte le mie storie. Ormai non scrivo racconti da un po’, anche se mi piacerebbe riprendere, e il blog è diventato di fatto il posto dove posso sfogare tutti le mie passioni e interessi, sperando ovviamente che qualcuno voglia leggermi.

Qual è la tua più grande passione,Gaia?
La lettura, senza alcun dubbio. Toglietemi tutto ma non i miei libri.

Quali sono i tuoi libri e autori preferiti? Parlamene quanto desideri
Ne ho decisamente troppi… I primi autori che mi vengono in mente sono Ken Follett, Carlos Ruiz Zafòn, Agatha Christie, Donato Carrisi, Italo Calvino, Virginia Woolf, Nick Hornby tanto per dirne alcuni. Per i libri, non posso non dire I pilastri della terra, L’ombra del vento e I miserabili. Ho sempre letto, già dalla prima infanzia, proprio non posso rinunciarvi. I miei generi preferiti sono sicuramente il thriller e il romanzo storico, ma di fatto leggo di tutto. Non riesco tanto ad apprezzare il fantasy e la fantascienza, più che altro.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?
Leggere, scrivere, guardare le serie tv e i film, visitare le mostre.. Sono appassionata di tutto ciò che è cultura. Mi piace però anche stare in mezzo alla natura o fare volontariato.

Ci racconti la tua storia scolastica? (e il perché delle scelte di determinati indirizzi scolastici o universitari)
Ho fatto il liceo classico, per poi orientarmi, all’università, verso gli studi sociali. Ammetto che non è stata la mia prima scelta, avrei infatti sempre voluto fare lettere moderne, ma per paura di non trovare lavoro mi sono indirizzata verso gli studi sociali. Ma in ogni caso amo il percorso che ho scelto. Prima o poi, però, prenderò comunque una laurea in lettere.

Pensi di aver fatto qualche errore nelle tue scelte di vita o sei contenta del punto in cui sei arrivata?
Penso che se non avessi fatto certe scelte non sarei arrivata a questo punto, quindi sono soddisfatta. Forse avrei affrontato diversamente solo l’aspetto relazionale.

Come ti vedi tra 10 anni, Gaia? A far cosa? A condurre che tipo di vita?
Spero di avere un lavoro stabile, di essere sposata e possibilmente madre. In questo senso sono molto tradizionalista. 😅

Tu hai seguito il cuore o il cervello durante la tua scelta su cosa fare nella vita?
Un po’ e un po’.

Quanto e come hai seguito il cuore? Ed hai seguito il cervello solo sull’aspetto di un futuro lavorativo?
Ho seguito il cuore nel senso ho sempre amato l’idea di rendermi utile per gli altri. Ho seguito anche il cervello più che altro per l’aspetto lavorativo, lo ammetto.

Con quali criteri hai scelto il tuo percorso?
Prima di tutto qualcosa che mi piacesse, poi anche che mi permettesse di trovare un lavoro.

Hai sentito di avere la vocazione necessaria per fare questo mestiere?
Si, ho sempre amato aiutare gli altri.

Secondo te,qual è la caratteristica personale più importante da prendere in considerazione quando si fa una scelta cosi importante? 
L’empatia.

il blog di Gaia


Quali sono i lati positivi del percorso di studi che hai intrapreso?

Mi ha permesso di esplorare e di innamorarmi un ambito, quello del sociale, che non avevo mai considerato, di entrare a far parte in modo attivo della realtà del volontariato e di conoscere tante belle persone.

E le cose che cambieresti?
Farei i tirocini in altri posti.

Durante questi tirocini, cosa hai trovato di negativo per te?
Purtroppo non sono stata a contatto, davvero, con il lavoro dell’assistente sociale. Sono stati utili dal punto di vista umano, ma non professionale. Sto cercando di recuperare approfondendo per conto mio la metodologia e le tecniche, ma non è sicuramente la stessa cosa.

Pensi che possiamo essere capaci tutti di superare le difficoltà che incontriamo nel nostro percorso,o c’è chi si può far scoraggiare tanto da lasciar perdere tutto?
Sicuramente c’è chi può mollare alla prima difficoltà. Ma lo capisco. Pensando al mio lavoro e in generale alle professioni che si rivolgono al sociale, è difficile farcela se non si è convinti di volerlo fare. Si è a contatto con tante situazioni difficili, e se non si è pronti si può crollare. Può capitare anche a chi è convinto, figuriamoci a chi non lo è! Tanti miei compagni di corso hanno cambiato idea durante il percorso, e ci sta. Meglio mollare prima che ritrovarsi a fare un lavoro psicologicamente impegnativo come questo non essendo sicuri. Si fanno solo danni, per sè stessi e per gli altri.

E pensi che lasciar perdere alla prima difficoltà sia sintomo di aver fatto una scelta sbagliata o di poco coraggio?
Riprendo quello che ho scritto sopra: no, secondo me vuol dire essere coerenti con sé stessi. Ovviamente dipende anche dalla voglia di fare e dal tipo di difficoltà (se semplicemente dettata dall’esperienza o da una certa inclinazione, ad esempio) ma se ci rende conto di non essere adatti ad una certa professione secondo me è giusto mollare, se possibile. Non tutti sono adatti a fare tutto (ad esempio fate fare a me un lavoro manuale e combino un disastro!), ed è giusto cercare di fare qualcosa che sia adatto alle proprie capacità. Capisco che nel mondo reale trovare lavoro non sia semplice, e pur di guadagnare qualcosa si finisca a fare un lavoro lontano dalle proprie capacità, ma finché è possibile secondo me sarebbe giusto fare qualcosa di adatto per sé stessi. La vita è una, fare un lavoro che si odia la rende estremamente difficile.

Perché consiglieresti a un ragazzo che deve scegliere cosa fare nella vita il percorso che hai intrapreso tu?
Perché è un percorso che ti fa molto riflettere su te stesso e ti permette di conoscere realtà, seppur difficili, di cui spesso non ci rendiamo conto.

Quale obiettivo scolastico/lavorativo hai da qui a un paio di anni?
Avere una collocazione stabile nel posto in cui sono ora, aver implementato le attività sociali all’interno della Misericordia.

Hai un libro/film/serie tv/album musicale/o qualsiasi altra opera d’arte da consigliare a chi sta cercando la propria vocazione? Un piccolo posto artistico dove se ne può trovare un po’?
Non è il massimo a livello qualitativo, ma una serie che mi ha molto aiutata durante l’adolescenza è stata Glee.

 

Grazie mille di essere stata ospite di questo blog!

 


 

Con le sue parole Gaia mi ha dato il suo punto di vista riguardo alcuni dubbi che avevo sulla scelta universitaria. Seguire il cuore o il cervello? Quanto e perchè seguire il cervello? Pensando ad un futuro lavorativo,no? Immagino che tante persone abbiamo cercato di mettere d’accordo cuore e cervello come ha fatto lei. Troveremo qualcuno che seguendo il cuore si è imbattuto in una strada difficile? Ed esiste qualcuno che senza conoscere la propria vocazione ha scelto un percorso di vita…a caso?

Io per ora con la mia idea di fare Lettere mi sento una pazza che non pensa ad un futuro lavorativo. Lo saprei benissimo a che lavoro penso quando mi sento già dentro la facoltà di Lettere,ma non lo ammetterò mai 😂 Bugia,è molto semplice; la scrittrice. Ma ho visto anche un’interessante specialistica in Giornalismo…chissà! Se devo pensare davvero seriamente ad un futuro lavorativo penso anche io a fare l’assistente sociale,che dopo tutti i problemi che ho avuto da bambina e adolescente mi immagino molto sensibile verso chi li sta vivendo,ma ho paura che mi sto illudendo di qualcuno che invece è diverso. Insomma,anche a riguardo ho bisogno di più informazioni,che forse ci darà la stessa Gaia la prossima volta.

 

Voi avete mai pensato di fare Lettere o l’Assistente Sociale?

O magari avete preso questa scelta in tempi passati?

 

 

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Più importante; condividete anche con chi non è sui social. Fategli leggere questo articolo dell’InformaPensieri 💀💡

 

5 risposte a "Intervista a Gaia💀💡"

  1. Bellissimo articolo, davvero tanto.
    Mi sono sentita molto vicina al percorso professionale di Gaia perché anche io ho scelto di seguire il percorso degli studi sociali anche se, sotto sotto, avrei tanto desiderato studiare lettere e fare l’insegnante – inoltre anche io ho sempre amato scrivere e lo faccio ancora adesso, per divertimento e con la speranza di riuscire a pubblicare qualche mia creazione.
    Adesso ho 30 anni e lavoro come assistente sociale, mi occupo di adulti e povertà ma spero prima o poi di riuscire a spostarmi sulla tutela minorile. Amo il mio lavoro, profondamente, e ho scelto questa strada perchè aiutare gli altri, fare qualcosa per rendere il mondo un posto migliore è sempre stata una delle mie maggiori vocazioni.
    Non ho rimpianti, se non per il fatto che avrei preferito iniziare a lavorare un po’ prima invece che aspettare i 28 anni… Ma comunque ho fatto tanta esperienza e di questo sono felice.
    La scrittura resta una parte fondamentale della mia vita ed anche questa è una cosa che non cambierei per nessuna ragione al mondo.

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    1. Ciao cara,ti mando prima di tutto un grande abbraccio virtuale per ringraziarti del tuo intervento.

      In pratica,vedo che ti sei trovata nella mia stessa situazione ma capovolta. Perché io penso più a me stessa e alla mia vocazione che non ad un futuro lavorativo…forse!
      Dato che ancora non ho deciso,non si può sapere come andrà a finire.

      Però,quando parli di lavoro,il mio sconforto cresce al pensiero di scegliere un università che mi piaccia si,che mi possa offrire un lavoro più probabile,ma che poi questo non arrivi concretamente.
      Io vedo mia sorella in condizioni più tristi delle tue. Lei lavora in ambito della giurisprudenza,continua a fare tirocini e concorsi,ma ad oltre 30 anni il lavoro lo vede ancora lontano. A me dispiace molto per lei perché ha fatto e continua a fare enormi sacrifici, è una ragazza speciale come poche (e non lo dico perché è mia sorella) che si impegna bruciando tutta l’anima 🔥
      Perciò mi dico,meglio studiare quel che mi piace,tanto un lavoro non lo troverò,e se lo troverò probabilmente non centrerà nulla con quel che avrò studiato. È così difficile in questo paese.

      Il fatto che tu finalmente abbia il lavoro per il quale hai faticato è bellissimo,e spero possa accadere anche a mia sorella,ed anche a Gaia,ma anche a me magari 😭

      Io, inoltre,non ho l’intenzione, neanche morta di abbandonare la scrittura.
      Anche se andrò a fare il lavoro più umile di questo mondo,nelle mie vene (autocitazione terrificante 😂) scorre il sangue delle parole,e non posso fermarle altrimenti soccomberei.

      Detto ciò,scusa il papiro e adesso mi vado a leggere il tuo blog!

      Grazie ancora di essere passata,e un abbraccio ancora 🖤

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