Pubblicato in: Uguaglianza

Un pò di numeri📈

No,non sto dando i numeri di nuovo.

E no,non voglio giocare alla Tombola.

Ok,tralasciando il fatto che le frasi precedenti denotano che sto realmente dando i numeri…

…Oggi voglio darvi un pò di numeri su un argomento di cui ho parlato nelle scorse settimane (qui e qui).

E voglio commentarli con voi,perciò prima di iniziare vi chiedo di leggerli e scrivermi in un commento qui sotto quello che ne pensate!


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In Italia vengono effettuate in media 5.938.529 visite ginecologiche cliniche (di routine,o monitoraggio) all’anno.

E in media ogni anni vengono intentate 300.000 cause ai medici.

 

Diritto aborto:
In Italia ci sono 362 strutture che lo garantiscono.
Che equivalgono al 64,9% delle strutture totali.

Gli aborti registrati in Italia nel 2018 sono stati 76.328 .
Quelli registrati. Fatti nelle strutture.
E quelli non registrati?

In Italia 7 medici su 10 sono obiettori di coscienza.
Quindi solo 3 medici su 10 garantiscono il diritto all’aborto alle pazienti.

Autore:

Blogger e studentessa. Iper appassionata di millemila cose. Donna dall'umore super instabile.

7 pensieri riguardo “Un pò di numeri📈

      1. che dovrebbe esserci solo per stupro o difficoltà di gestazione, non perke sei stata stupida: esistono i contraccettivi apposta (maschili e femminili) se vuoi farlo e se non li usi volontariamente è la stessa scelta di tenerlo
        io il preservativo lo uso, anche perke previene anche dalle malattie veneree

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  1. L’unico modo per prevenire davvero l’aborto è fornire un’adeguata educazione sessuale (senza alcuna ridicola censura cattolica bigotta – nel mio liceo manco osarono chiamarla “educazione sessuale”, bensì “educazione all’affettività”… Lascio immaginare quanto scesero nei dettagli dei metodi contraccettivi.) e, anche in uno Stato ideale dove tutti avessero ricevuto tale educazione, la donna dovrebbe avere sempre il diritto di scegliere come gestire il proprio corpo.

    Trovo incredibilmente offensive le parole dell’ultimo commento di Austin Dove: una donna che decide di abortire non è “stata stupida”. Prima di tutto, i metodi contraccettivi, per quanto sicuri, non sono infallibili al 100%. In secondo luogo, capita ancora (rendiamocene conto) che i giovani non ricevano la giusta educazione sessuale, come ho spiegato sopra, e che quindi banalmente non sappiano dell’esistenza di contraccezioni o del loro funzionamento. Infine, e questa è una critica al mio sesso, molti uomini se ne infischiano: tanto è la donna che rischia di restare incinta, mica loro.
    Questo è un pensiero rivoltante, ma ancora in troppo diffuso. Bisogna cambiare tutto questo, e allora sì che il numero degli aborti davvero diminuirà, altro che lasciare i reparti di ginecologia in mano a medici obiettori che vogliono imporre la loro religione patriarcale.

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    1. Ciao Evgenij,
      Ti ringrazio per aver condiviso la tua opinione!
      Sono,inoltre,d’accordo con le tue parole.

      Sicuramente ciò a cui meno si pensa è la prevenzione dell’aborto.
      Portare tutti,non solo le donne,nella condizione di non ritrovarsi in una situazione del genere con troppa facilità.
      Ammetto che io alle superiori non ho sentito mai parlare di educazione sessuale,nemmeno lontanamente edulcorata,il che è abbastanza terrificante.
      Nessuno nasce imparato! Come i nostri genitori da bambini ci insegnano a non parlare con gli sconosciuti,cosi qualcuno (genitori o insegnanti) dovrebbe insegnarci a difendere la nostra vita (perchè queste cose restano per sempre nella memoria di una donna,sia che rimanga fedele alla sua scelta,sia che la rinneghi).
      Purtroppo,nonostante si professi laico,il nostro Stato è impregnato in ogni sua cellula dai retaggi della religione di Stato.

      Austin,
      Non si tratta di stupidità.
      Ed anche se cosi fosse,chi può negarmi il diritto di vivere come voglio?
      Di essere stupida?
      Siamo in uno stato democratico che garantisce le libertà ai suoi cittadini,ed alle sue cittadine,perciò dovrebbero essere garantite nel pratico,con un numero sufficiente a soddisfare le richieste di aborti che ci sono sul territorio.
      Chi sceglie di fare il medico sta scegliendo un mestiere che richiede come caratteristica principale essere capaci di essere imparziali.
      Non si può lasciar trapelare il proprio credo religioso,le proprie opinioni di qualsiasi tipo…sul posto di lavoro.
      Il concetto di base se condiviso lascerebbe pensare che un medico se razzista dovrebbe anche scegliere se curare pazienti italiani e non stranieri.
      Ma il medico non lo fa. Perchè ogni paziente è uguale agli altri se si reca da lui,perchè se professionale egli lascia a casa le proprie opinioni e pensa al bene del paziente.
      Perciò,perchè si dovrebbe giudicare una donna e solo per alcuni motivi concederle di abortire e per altro no?
      Quale senso ha? Perchè essere contrari all’aborto deve ostacolare l’esercizio di una professione?
      Ognuno è libero di pensare come vuole,ma non se lede la salute altrui o la mette a repentaglio.
      E si da il caso che 3 medici su 10 sono pochi,non bastano a garantire la salute delle donne italiane.

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