Pubblicato in: InformaPensieri

Intervista a Francesca👩‍⚕️🩺

Cari lettori,

Bentornati ad un intervista dell’InformaPensieri 💡💀

Oggi sono qui a presentarvi e farvi conoscere una ragazza che studia Medicina!

Se avessi avuto una vita in più avrei tanto voluto studiare Medicina,ma le cose sono andate diversamente.

Seguo assiduamente la ragazza che ho intervistato per voi,sperando che tutti i medici che si stanno formando siano simili a lei in fatto di armonia cuore-cervello.

Vi presento Francesca…!

 

Cosa cambieresti di quel che hai vissuto nel tuo percorso scolastico fino ad ora?

Ovviamente non è tutto perfetto, gli episodi spiacevoli ci sono stati, come penso ci siano in ogni facoltà. In generale, penso che a volte i professori tendano a valutare troppo “sul momento” la preparazione dello studente, piuttosto che dedicare il tempo giusto per capire quanto studio c’è stato dietro quella performace. Ecco, a volte avrei voluto che i professori vedessero al di là magari della domanda “sbagliata” o dell’argomento in cui ero un po’ più carente! Ma penso che questo sia un sentimento condiviso da tutti gli studenti di Medicina, molte volte. In più, sento che, a volte, i professori costruiscano quasi i muro con noi studenti, non dandoci la possibilità di dire la nostra o, comunque, di esprimere un’opinione costruttiva rispetto ai loro insegnamenti.

 

 


 

Intervista a Francesca

 

Ci dici chi sei?

Ciao! Mi chiamo Francesca, ho 21 anni e vivo a Bologna da sempre, anche se la mia famiglia è calabrese.  Frequento il terzo anno di Medicina in Inglese, sempre presso l’Ateneo di Bologna e lavoro anche con un’azienda che si occupa di corsi per il metodo di studio. Inoltre, lavoro anche sui social: gestisco una pagina Instagram che ora conta 10 mila followers e un canale YouTube, dove parlo del mio percorso di studentessa di Medicina!

Qual è la tua più grande passione?

Mi piace tantissimo quello che studio, Medicina è la mia grande passione! Però mi piace tantissimo anche leggere e scrivere. In più, faccio anche immersioni subacquee, una mia grandissima passione fin da quando sono bambina.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? 

Come detto sopra, amo leggere e scrivere e, quando posso, vado subito al mare a fare immersione.

Ci racconti la tua storia scolastica?

La mia storia scolastica è stata abbastanza lineare fino alle medie: delle classiche elementari di quartiere, seguite dai tre anni di scuola media. Le superiori sono state il primo “punto di rottura” con la normalità: tra i tanti indirizzi, ne ho scelto uno molto particolare, ovvero lo Scientifico Internazionale ad opzione italo-inglese. Questo liceo è frutto di una sperimentazione del Ministero dell’Istruzione, infatti ci sono pochissimi licei così in Italia. Così è iniziato il mio percorso “bilingue”, che ho concluso nel 2018, con l’attestato di Maturità sia italiana, che inglese. Ho poi deciso di continuare questo percorso internazionale, scegliendo la Facoltà di Medicina in Inglese (Medicine and Surgery), che sto attualmente frequentando e dove mi trovo benissimo.

Pensi di aver fatto qualche errore nelle tue scelte di vita o sei contenta del punto in cui sei arrivata? 

Sono contentissima delle scelte che ho fatto, per quanto siano state impegnative! Sia il mio liceo, che la mia Università, hanno la peculiarità dell’inglese, che complica un po’ tutte le cose. Però, alla fine dei giochi, sono contenta di aver scelto questo percorso “internazionale”.

Come ti vedi tra 10 anni? A far cosa? A condurre che tipo di vita?

Tra 10 anni spero di essere già in specialistica, possibilmente nella mia specialistica del cuore, ovvero Ortopedia. Vorrei prendere in particolare la branca chirurgica dell’Ortopedia, quinti, tra 10 anni, spero di aver iniziato le mie prime esperienze con la chirurgia.

Tu hai seguito il cuore o il cervello durante la tua scelta su cosa fare nella vita?

una delle passioni di Francesca,l’immersione subacquea.

Vorrei essere romantica, dicendo che ho seguito solo il cuore, ma non è così. Diciamo che ho seguito 50% il cuore e 50% il cervello. Sono sempre stata una ragazza con mille passioni: la scrittura, la letteratura, la recitazione teatrale… Dunque, una parte di me è sempre stata portata verso un aspetto più “artistico” della vita, piuttosto che Scientifico e razionale come può essere la Medicina. Poi, qualcosa si è sbloccato in me: ho capito che diventare medico mi avrebbe soddisfatto dal punto di vista emotivo, perché mi piace aiutare gli altri ed esserci sempre. Dunque la mia scelta è ricaduta naturalmente su questo percorso.

Quanto e come hai seguito il cuore? Ed hai seguito il cervello solo sull’aspetto di un futuro lavorativo?

Sicuramente, razionalmente, Medicina è un percorso che assicura un futuro lavorativo abbastanza solido, ma, come dicevo, ho seguito il mio cuore nella scelta dell’aspetto più “emotivo” di questo lavoro.

Con quali criteri hai scelto il tuo percorso?

Principalmente basandomi sull’ammirazione e la gratitudine che io stessa ho provato per i medici che mi hanno seguita nel corso della mia vita. Ho pensato: vorrei che qualcuno si sentisse così nei miei confronti un giorno, vorrei poter cambiare la vita di qualcuno in meglio.

Hai sentito di avere la vocazione necessaria per fare questo mestiere?

Personalmente, sì. Non tanto per l’amore per le scienze, perché secondo me, per fare il medico nella vita, non serve quello. Serve avere la voglia di mettersi in gioco e aiutare il prossimo, quando questi sarà “al suo minimo”. Perché, secondo me, è dovere di un medico ricordarsi che noi saremo le figure che affiancheranno le persone, quando esse saranno più fragili in assoluto, quindi, dobbiamo comportarci di conseguenza, essendo pronti ad aiutarle al 100%.

 

Quali caratteristiche personali vanno prese in considerazione,secondo te, quando si pensa alla strada da percorrere nella vita?

Penso che la cosa più importante nella scelta del proprio futuro, sia pensare alle proprie inclinazioni: non penso che tutti abbiano una “vocazione”, perchè forse il termine vocazione è riduttivo, implica il sapere già incondizionatamente cosa si vuole fare. Al contrario, io penso che la scelta del proprio futuro debba essere anche una scelta ragionata. Secondo me la cosa più importante da chiedersi è “chi voglio essere da qui a 10 anni? Cosa mi rende felice?”.

 

Quali sono i lati positivi del percorso di studi che hai intrapreso?

Personalmente, penso che il percorso di Medicina in Inglese, all’Università di Bologna, sia organizzato molto bene. C’è tantissima pratica, al di là della teoria che è organizzata in maniera più “innovativa” e che meglio si allinea al modo in cui le cose sono insegnate nel resto del mondo. Questa secondo me è una forza immensa rispetto al corso in Italiano, che è forse ancora tanto ancorato alla teoria. In più, ovviamente un corso in Inglese ti da’ una prospettiva più internazionale.

 

Quanto ti è stato facile iscriverti? Partecipare alle lezioni è stato appagante? Insomma, com’è gestita la tua facoltà?

Purtroppo, quando ho cominciato io questo percorso, le informazioni che circolavano in rete non erano tante, quindi mi sono dovuta affidare a un paio di opinioni di persone conosciute “sul web”. Prepararsi al test IMAT non è stato semplice! Sono andata un po’ “per tentativi”, perchè tutti spiegavano come prepararsi al test di Medicina in Italiano e mai all’IMAT! Però direi che, alla fine, il tentativo è decisamente riuscito: ecco perchè ho aperto il canale e la pagina in cui parlo della mia facoltà, perchè avrei voluto che, all’epoca, ci fosse qualcuno così per me. Le lezioni nella mia facoltà, poi, sono sempre state gestite in modo eccelso: i prof sono giovani, pieni di carica e anche parecchio competenti, fanno davvero un’ottima selezione.

 

Cosa cambieresti di quel che hai vissuto nel tuo percorso scolastico fino ad ora?

Ovviamente non è tutto perfetto, gli episodi spiacevoli ci sono stati, come penso ci siano in ogni facoltà. In generale, penso che a volte i professori tendano a valutare troppo “sul momento” la preparazione dello studente, piuttosto che dedicare il tempo giusto per capire quanto studio c’è stato dietro quella performance. Ecco, a volte avrei voluto che i professori vedessero al di là magari della domanda “sbagliata” o dell’argomento in cui ero un po’ più carente! Ma penso che questo sia un sentimento condiviso da tutti gli studenti di Medicina, molte volte. In più, sento che, a volte, i professori costruiscano quasi un muro con noi studenti, non dandoci la possibilità di dire la nostra o, comunque, di esprimere un’opinione costruttiva rispetto ai loro insegnamenti.

 

Pensi che possiamo essere capaci tutti di superare le difficoltà che incontriamo nel nostro percorso, o c’è chi si può far scoraggiare tanto da lasciar perdere tutto?

Io penso che se una persona è convinta del proprio sogno, farà di tutto per realizzarlo, anche se penso che gli ostacoli nel mezzo siano in qualche misura fisiologici: non siamo perfetti, tutti falliamo e ci abbattiamo, ogni tanto. E ognuno deve riprendersi con i propri tempi. Però sono convinta che la forza venga da dentro, quando si ha un obiettivo ben preciso.

Perché consiglieresti a un ragazzo che deve scegliere cosa fare nella vita il percorso che hai intrapreso tu?

Non me la sento di trovare un motivo preciso per consigliare questo percorso: una professione così, penso che debba essere scelta in autonomia. Quello che posso dire è che, chiunque voglia fare Medicina, non si deve fare scoraggiare dalle mille dicerie sulla sua impossibilità. Si può tranquillamente vivere una vita serena, studiare Medicina e fare tante altre cose: basta non far diventare lo studio un’ossessione.

Quale obiettivo scolastico/lavorativo hai da qui a un paio di anni?

Con un percorso così lungo, è difficile avere obiettivi concreti a breve termine! Tra due anni spero di frequentare in pari il quinto anno e di aver già un’idea più chiara sulla mia specialistica, confermando o cambiando l’idea su Ortopedia.

 

Hai un libro/film/serie tv/album musicale/o qualsiasi altra opera d’arte da consigliare a chi sta cercando la propria vocazione? Un piccolo posto artistico dove se ne può trovare un po’?

La canzone che mi carica di più è “Don’t Stop Me Now” dei Queen. La ascolto tutte le volte in cui mi sento giù di corda, o prima degli esami!

 


Vi lascio tutti i canali social media di Francesca:

 
Il suo canale Youtube 🎬
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Vi piacerebbe un approfondimento sui Licei Internazionali? 

 

 


 

 

 

 

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Autore:

Blogger e studentessa. Iper appassionata di millemila cose. Donna dall'umore super instabile.

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