Pubblicato in: Salute Mentale

Giornata della consapevolezza dell’Autolesionismo 2022🧡

1 Marzo.

Si svolge la giornata globale “Self-injury Awareness Day” per rendere più consapevoli le persone riguardo l’autolesionismo. Indossando per l’occasione un fiocco arancione, simbolo di questa consapevolezza,si può incoraggiare gli altri a essere più aperti riguardo al proprio problema con le persone che li circondano e per aumentare la conoscenza generale.


Hanno istituito questo come giorno dell’Autolesionismo.
Per promuovere la consapevolezza che anche questa patologia esiste,nella popolazione e tra gli specialisti del settore.

Noi ci sentiamo prima di qualsiasi paragrafo,di voler con tutto il nostro cuore,mandare un abbraccio forte e pieno di affetto,a chi ora vive con il mostro dell’Autolesionismo.  Vi abbracciamo,vi preghiamo di non mollare e chiedere aiuto.🧡




⚠ TRIGGER WARNING: Questo articolo contiene un linguaggio esplicito che potrebbe urtare o ferire chi sta vivendo in questo momento sulla propria pelle l’autolesionismo o l’ha vissuto in passato.

Prima di leggere,chiedetevi se siete pronti,non sottovalutate.


L’autolesionismo è un tema caro a questo blog,lo sapete se seguite Valentina dagli albori.
Il motivo è molto semplice; siamo stati entrambi autolesionisti.
Quando Valentina scriveva i primi articoli del blog pensava perfino di chiamarlo “Diario di un autolesionista” perchè la sua vita era piena di quel mostro fino al collo.
Oggi sia Valentina che Mario sono qui; stiamo bene.
Non ci tagliamo più.
Ma non ci azzardiamo a definirci guariti.
Per quanto ne sappiamo,il mostro è sempre dentro la nostra mente in attesa del prossimo crollo.
Grazie all’aiuto degli specialisti siamo riusciti a imparare a tenerlo a bada,a non ricadere in quell’istinto di farsi del male se c’è una crisi che esplode nell’aria.

Ma vogliamo parlarvi apertamente e schiettamente.
I numeri,a volte,sono più incisivi,perciò ve ne porgiamo qualcuno su cui riflettere.
Valentina si è tagliata per 8 anni,in modo discontinuo.
Per 2 anni pieni. Ogni notte. Ovunque.
Mario si è tagliato per 16 anni in modo molto discontinuo.
2 o 3 volte ha superato il limite ed è arrivato ad aver bisogno di punti di sutura.

Valentina non si taglia da 6 anni puri.
Non c’è graffio,testata,bruciatura o contusione che siano state volontarie.
Prima di questi ultimi 6 anni si,si è anche gettata dalle scale,ma dopo no,dopo ha scoperto che provare dolore non era bello come pensava prima.
Qualcosa in lei è cambiato,l’interruttore dell’Autolesionismo che vive in lei è andato su off.
E speriamo ci rimanga per sempre.

Mario non si taglia da 10 anni.
Quando ha un attacco di rabbia da i pugni al materasso,ha imparato cosi.
O al massimo lancia il telefono in aria (dato che molte volte è lui l’oggetto delle sue crisi di rabbia).
Prima,prima di questi 10 anni,Mario se aveva un attacco di rabbia se la prendeva con se stesso,col proprio corpo.
Non c’è violenza che non abbia usato contro se stesso.

Noi siamo fortunati ad essere stati aiutati (forse troppo tardi? se siamo vivi non era troppo tardi evidentemente).
Ma moltə ragazzə non sono cosi fortunatə.
Noi abbiamo fatto parte di loro,come vi spiegavamo in pratica ne facciamo ancora parte.
Sappiamo esattamente quel che si prova vivendo con quel mostro addosso.
Sappiamo che vi nascondete,che anche in estate mettete le magliette a maniche lunghe,sappiamo che vi chiudete in bagno di notte per non essere visti da nessuno,sappiamo che smontate i temperamatite.
Sappiamo questo e molto altro.
Alcuni sono stereotipi dell’autolesionista; chiuso in bagno di notte a tagliarsi.
Ma io (Valentina) facevo quella vita,quindi non posso nasconderlo.
Mario,invece,è stato un autolesionista alla luce del sole.
Lui voleva mostrare la sua sofferenza fisica,non aveva paura di spaventare,lui voleva spaventare.
Lui voleva esternare il mostruoso dolore che c’era dentro di lui.

Esistono diversi tipi di atteggiamenti da autolesionista.
Il volersi nascondere,il volerlo esporre (anche altri!).
A volte l’autolesionista vive diverse fasi in cui presenta atteggiamenti diversi,questo confonde spesso gli specialisti.

Gli specialisti.
Coloro che spesso reagiscono in modo errato davanti a questo fenomeno.
C’è chi lo stigmatizza come cavolata adolescenziale,c’è chi lo tratta come la peste.
Se c’è qualcosa che deve cambiare sono i medici che valutano l’autolesionismo come una cosa spaventosa da cui scappare.
Perchè diciamo questo?
Ma perchè l’abbiamo vissuto! Non menzioneremmo mai un atteggiamento cosi particolarmente negativo se non l’avessimo visto con i nostri occhi.
Valentina in pronto soccorso è stata guardata con schifo e paura da una psichiatra che ha visto i suoi tagli,come se fosse qualcosa di troppo grande che lei non poteva affrontare.
Capite bene che un atteggiamento simile da parte di uno specialista preoccupa molto una ragazzina che sta soffrendo e che vedendo ciò pensa di essere definitivamente un mostro incurabile.

Se la popolazione va sicuramente informata e sensibilizzata su questo tema,ancora più importante è preparare a dovere i medici.

Perciò,stiliamo alcuni punti che dovrebbero migliorare,secondo noi;

→ la preparazione dei medici specialisti su questa patologia

→ l’informazione nella popolazione,per i genitori e i giovani soprattutto.

→ la sensibilizzazione sul tema nelle scuole (dato che assolutamente non se ne parla!)

Tre fondamentali cose che speriamo con gli anni miglioreranno.

E magari,potremmo contribuire anche noi al progresso su questo tema.

Per oggi è tutto.

Vi abbiamo raccontato solo marginalmente della nostra esperienza,ma in una giornata come questa non vogliamo appesantirvi con troppe informazioni ma semplicemente darvi uno spunto di riflessione.

A presto,

P4MH Team

Autore:

Blogger e studentessa. Iper appassionata di millemila cose. Donna dall'umore super instabile.

7 pensieri riguardo “Giornata della consapevolezza dell’Autolesionismo 2022🧡

  1. Siete entranbi in gamba e sono sicura che non mollerete e che potrete essere d’esempio e di supporto per tanti ragazzi che vivono questi difficili periodi nella propria vita

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