Pubblicato in: Femminismo Intersezionale, Parità

Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne🎗

Per questa giornata molto chiacchierata sul web e nella realtà ho pensato di creare un progetto.
Assieme alla mia amica e collega del collettivo, Stefy, abbiamo pensato di riprendere un iniziativa che a suo tempo ha avuto molta risonanza e ancora oggi è riprodotto in tutto il mondo.

Perciò, iniziamo parlando di questo progetto, vi raccontiamo la sua storia.

Le Scarpette Rosse

Le “Scarpette Rosse” , nate nel 2009 da un’idea dell’artista messicana Elina Chauvet come installazione per denunciare gli abusi sulle donne e il femminicidio, sono diventate il simbolo della lotta per i diritti delle donne e contro la violenza di genere.

Il progetto, realizzato per la prima volta in Messico nel 2009, denominato “Zapatos Rojos”, appunto “Scarpette Rosse”, e dedicato alle giovani di Ciudad Juarez, dove dal 1993 centinaia di ragazze sono state rapite, stuprate e uccise senza che nessuno fosse punito per questo.

Ogni anno sono innumerevoli le piazze che simbolicamente ospitano centinaia di paia di scarpette rosse in memoria di tante vite rubate, tante donne uccise.
Dal 2009, le Scarpette Rosse costituiscono un simbolo di denuncia della piaga dilagante del femminicidio e di contrasto all’indifferenza e alla sottovalutazione del fenomeno.
Queste istallazioni si propongono di sensibilizzazione l’opinione pubblica sul tema della violenza di genere.

Una metafora, quella della Scarpette Rosse, che proviene dalla tradizione fiabesca di Hans Christian Andersen che, nel 1845, attraverso di esse dipinse il potere distruttivo del desiderio ossessivo nella giovane Karen, disposta a rimanere senza piedi pur di liberarsi di quelle scarpette che aveva desiderato per tutta la vita ma che non riusciva a controllare e a governare.
Forse come una donna consapevole della propria identità che si ribella all’uomo che le impone ruoli da destrutturare per tornare ad avere il controllo su di se.

Elina Chauvet è nota grazie a questo suo progetto d’arte partecipativa che conta oggi oltre trecento edizioni nel mondo.
Laureata in Architettura all’Universidad Autónoma de Ciudad Juárez, la sua carriera artistica è iniziata nel 1994, quando un suo dipinto a olio vinse il Primer lugar en el IV Salón de la Muerte, conferitole dal Museo del Valle del Fuerte a Los Mochis, Sinaloa.

Le fonti:

CostaCrociere Foundation

https://www.immezcla.it/zapatos-rojos-e-larte-che-migra-per-raccontare-lumanita-in-ogni-luogo/


Partendo da questo progetto che abbiamo scoperto sul web, abbiamo avuto l’idea di fare un collage di foto di scarpe rosse.
Dato che io stessa non possiedo scarpe rosse, in seguito le scarpe sono state rese tutte rosse con l’utilizzo di Photoshop.


Poi abbiamo inserito per ogni paio di scarpette il nome di una donna che è stata vittima di violenza, nomi già noti e resi pubblici dai mass media.
Abbiamo deciso, dopo attenta riflessione (e vari sondaggi fatti su instagram, ascoltando sempre le vostre importanti opinioni), di non aggiungere il cognome perchè ci è sembrato opportuno da parte nostra tutelare quel poco di privacy rimasta alle vittime non più in vita.
Inoltre per far si che un nome valga per tutte quelle donne non finite sui giornali ma che sono state o sono tutti i giorni vittime di violenza.


Un nome, che diventi il simbolo dell’abbraccio che noi mandiamo a tutte loro.
Un nome, che ci ricordi le vite che la violenza ha spezzato.
Un nome, che svegli le coscienze assopite dalla violenza quotidiana che viviamo.
Un nome, vale più di quel che sembra, e deve essere riconosciuto come tale.
Come persona. Essere umano. Perchè i nomi e i numeri non bastano a spiegare la violenza.
Perchè i nomi sono persone, sempre più di quante noi pensiamo che siano.
Perchè ricordate sempre che il nostro nome e i loro nomi sono il simbolo scritto della vita.

Che tutte queste scarpe possano camminare contro la violenza ogni giorno.
Che le vostre scarpe, di voi che state leggendo, camminino per sempre oltre la violenza.
Che tutte le donne possano essere unite, il primo grande strumento per eliminare la violenza di genere.
Che il progetto di Elina Chauvet possa continuare ad essere riprodotto sempre e ovunque, ricordando il suo profondo significato.

Voglio ringraziare immensamente ogni persona che ha partecipato, donne e uomini.
Voglio ringraziare, inoltre, con grande gioia, la collaborazione di Stefy e di tutte le ragazze che hanno voluto dare il loro contributo alla creazione del progetto in tutti i suoi particolari.
Sperando che questo progetto possa essere la base per la nascita di grandi cose, grazie a tuttӘ.

Approfondimenti

Vi lascio anche alcuni approfondimenti, sul progetto Scarpette Rosse e sulla violenza di genere.

Sulle scarpette rosse, arrivate anche ad Andria.
https://www.artribune.com/tribnews/2014/04/larte-di-elina-chauvet-scarpe-rosse-in-marcia-contro-il-femminicidio-arriva-ad-andria-la-performance-di-denuncia-in-difesa-delle-donne/

Elina Chauvet al Festival di Venezia 79
https://www.repubblica.it/dossier/cronaca/osservatorio-femminicidi/2022/09/06/news/festival_di_venezia_femminicidi-364368721/

Autore:

Blogger e studentessa. Iper appassionata di millemila cose. Donna dall'umore super instabile. 🧠Attivista per la salute mentale 💪Femminista intersezionale 🎨INTJ

4 pensieri riguardo “Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne🎗

  1. Grazie per la spiegazione riguardo le scarpe rosse come simbolo della lotta contro la violenza sulle donne: conoscevo il simbolo, ma mi chiedevo da cosa derivasse. E tu oggi hai soddisfatto questa mia curiosità 😃

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