Incontrarsi & Riconoscersi

Intro

A Mario

Sono stata fortunata ad incontrarti.
Tra le decine di persone che potevano arrivare al centro diurno sei arrivato tu.
E sei arrivato quando stavo male.
Tanto male che non ti ho incontrato e riconosciuto subito.
Ma sei arrivato dopo la tempesta,come pronto a proteggermi da tutto quello che sarebbe arrivato dopo.
Ti ho incontrato in un bar,per volere tuo,e con una cioccolata calda mi hai scaldato il cuore freddo e solo.
Ti ho riconosciuto quando mi hai detto che mi amavi e finalmente ho capito che non mi ero innamorata da sola come sempre.
Ho capito che eravamo in due,e che ci eravamo proprio riconosciuti.

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Strade,Case & Pensieri

Percorrevo la stessa strada verso la stessa meta.
Lo facevo decine di volte alla settimana,a volte dozzine di volte al giorno persino.
Percorrevo la stessa strada per andare da Franky.
Ma parliamo di anni fa ormai.
Lui da andare a trovare nemmeno c’è più.
Percorrevo la stessa strada verso la stessa meta.
Lo facevo più volte al giorno,tutti i santissimi giorni.
Percorrevo la strada verso casa di Mariuccio.
Ma parliamo di ore fa ormai.
Lui da andare a trovare…c’è ancora…e ci sarà sempre.
Percorrevo la strada che ormai mi è familiare da casa mia a casa di Mariuccio stamattina,stavo tornando a casa mia per pranzare.
Ed ho pensato,a quando anni fa percorrevo lo stesso percorso da casa mia a casa di Franky.
Ci vedevamo quasi tutti i giorni io e lui,quasi raramente lui veniva a casa mia,pochissime volte uscivamo.
Stavamo sempre a casa sua.

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Realtà vs Irrealtà

Realtà: Mario. È il presente.
Irrealtà: France. È il passato.
Il mio presente è reale.
Sto vivendo.
Ora.
Sto vivendo.
Vita vera.
Solida e corposa.
Vita che non si può evitare,che ti viene incontro.
Vita che posso toccare con mano ogni giorno.
Sempre.
Ora.
Qui. Accanto a me.
Il mio passato non è reale.
Non lo è mai stato. Lui.
Non stavo vivendo.
Con lui sopravvivevo a malapena.
Vita fasulla.
Farlocca.
Vita trasparente.
Attraverso la quale si può passare.
Superare e dimenticare,come se non fosse mai esistita.
Ma sempre vita?
Forse no.
Forse non era vita.
Forse si.
Forse quello che conta sono i miei di sentimenti.
Mi sento piena di passato,nonostante tutti i dubbi.

Nella cupola

Questa mattina la città sembrava diversa.
Avvolta da un sensibile velo di mutismo e tristezza.
Pronta ad accogliere la cupola.

Ho sempre immaginato che la mia città avrebbe condiviso il suo destino con quello della città di The Dome di Stephen King.
Tutti forzati in pochi chilometri cubi, a convivere assieme e con la maledizione che la fabbrica ci ha imposto; l’oblio.
Se non parlano di noi per l’Ilva (ovvero,la nuova ArcelorMittal) allora parlano di noi per il caso dell’omicidio Scazzi.
Sotto questo fango,siamo dimenticati,e dimentichi noi stessi di chi siamo e perche lo siamo.

This is Sparta,il motto di tutti i ragazzini di qui.
Io lo sento oggi piu che mai nel mio cuore,sento le mie radici vicine,sotto la pelle.
E sento di condividere a pieno il destino della mia città; l’oblio.
Dimenticherò me e il resto,e quello stesso resto dimenticherà me.

A volte,volte come questa mattina,ho paura che sia giunta l’ora.
Ed io ancora non sono pronta. Ti prego.
Arriva l’ora dell’oblio totale,la mia città fuori dal mondo ed io reclusa in un piccolo pezzo di esso,il mio,la mia testa.
Si,tutto allo stesso istante accadrà.
Milano dimenticherà l’esistenza di Taranto,ed io dimenticherò l’esistenza di Taranto pur essendoci reclusa dentro.
Per ora,non è accaduto.

Le porte della città non sono state mai cosi aperte come ora per me.