Una lettera a Sylvia

Cara Sylvia,                                                                           Estate 1962

Ti scrivo perchè preoccupata per te.
Nella tua ultima riflessione mi hai scritto «…quanto siamo scemi ad amare davvero. Senza imbrogliare. Senza doppi giochi. È terribile voler andarsene e non voler andare da nessuna parte…» mi hai fatto scendere delle lacrime alquanto amare e rabbiose.
Avevo compreso già tutto da queste parole.
Non volevo crederci però,al fatto che,tu avessi potuto vedere il tuo sogno frantumato.

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Un attimo di panico

Stamattina Mario è andato a Bari per fare una visita medica molto importante e super urgente.

Ho paura,lo ammetto,ho paura di qualsiasi cosa in questo istante.

Anche di non rivederlo più. Che decidano di ricoverarlo ed io…

Ho paura che non gli danno questa maledetta cura,e la prossima volta che cade si spacca davvero la testa.

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