A Place for my Head

Tre anni fa diedi a questo blog il nome della mia canzone preferita dei Linkin Park, A place for my Head.
Perchè stavo male,e volevo che questo fosse Il posto per la mia testa dove potessi sfogarmi in santa pace.
Adesso un posto la mia testa l’ho trovato,proprio sopra il collo,pensate un pò che originalità.<
Però la mia testa ha perso la persona che aveva dato nome a questo blog.
Perchè se questo blog esiste,si chiama come si chiama,ed io sono quella che sono oggi,è solo grazie a Chester Bennington.
Chester ci ha lasciati un pò di tempo fa,spezzando in più parti il mio già stra-fragilissimo cuore.
Ma Chester non lascierà mai il suo posto nella mia vita.
Chester non lascierà mai il suo posto in questo blog.

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Salve gentaglia di WordPress,

Oggi sono qui per farvi un annuncio,un comunicato,un avviso,na roba del genere insomma!

 

Lo ricordate il mio Ciccio? ❤

Oh certo che lo ricordate,l’oggetto del mio amore e di tutte le mie recenti emozioni.

Ecco,non so come dirvelo adesso.

No,non ci siamo lasciati,non è questo,stiamo ancora uniti per combattere fino alla fine.

Come solo noi,Tappa e Criceto,sappiamo fare 😉

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Ma chi è questa blogger che si considera figlia del Rock?

Normalmente il mio carattere timido mi scoraggerebbe dal dedicare un intero articolo solo per parlare di me stessa,ma visto che ultimamente sono presa da manie di grandezza (certo,come no xD ) ho deciso di fare una piccola parentesi per presentarmi e dire quel che basta su di me.

Sono una ragazza che vive nel sud Italia (in una delle città più sfigate per giunta!).
Mi chiamo Valentina,o almeno i miei genitori mi hanno chiamato Valentina.
Sto per compiere diciassette anni (lo so,sono ancora una bambina ma non sono deficiente credetemi).
La mia passione più grande è la musica rock (ma dai,non l’aveva capito nessuno!).
Oltre alla musica amo leggere,scrivere e viaggiare.

Sono nata circondata dalla musica grazie alle mie due sorelle maggiori che quando io ero piccina ascoltavano rispettivamente Muse,Queen,Depeche Mode e Linkin Park.
Ma non è per questo motivo che sono una figlia del rock.

Fin da bambina immaginavo,speravo e sognavo di essere figlia di qualche rockstar.
La me versione undicenne si faceva chiamare dai suoi amici rockettari,Vi Bellamy.
Il mio migliore amico però non è mai stato d’accordo,secondo lui non somigliavo a Matt Bellamy ne fisicamente (ma dai) ne caratterialmente (secondo me invece un po pazza come Bellamy lo sono).

Dopo aver costretto tutti,anche chi non ne capiva il motivo,a chiamarmi Vi Bellamy,ho capito che mi stavo sbagliando.
A farmelo capire come al solito ci ha pensato il mio migliore amico,quel santo di Francesco!

L’estate scorsa finalmente abbiamo deciso di mettere in piedi la nostra band,insieme a due nostri vecchi amici.
Io cantavo,lui suonava la chitarra elettrica (che suonava dall’età di undici anni,beato lui) e i nostri amici completavano il quartetto.
Da una sua iniziativa,abbiamo iniziato a cercare dei soprannomi per ognuno di noi che andassero bene per la band che appunto avevamo chiamato “I figli del rock”.
Scegliemmo i nomi per i nostri amici che erano meno esperti di noi di rockstar,e alla fine decidemmo il suo ed il mio.
Lui optò per “Frankie Way” (Way come Gerard Way,e Frankie come diminuitivo,e il caso vuole che fosse anche il soprannome del suo chitarrista preferito,Frank Iero),insomma un nome perfetto per lui.

Per me ovviamente proposi il vecchio “Vi Bellamy” ma lui si rifiutò di continuare a chiamarmi così.
Mi fece un discorso che credo non dimenticherò mai,mi aprì la mente quel giorno,non ero la figlia di Matt Bellamy.
Mi spiegò come,secondo lui,somigliassi al chitarrista degli Avenged Sevenfold, Synyster Gates.
All’inizio rimasi perplessa dalle sue parole ma quando disse “Avete lo stesso sorrisetto da bastardi” capii cosa intendeva farmi capire.
E forse F. non aveva tutti i torti. Non lo faccio a posta ma ho il sorriso da furbetta come quello di Brian Haner.

Nonostante alla fine avessi accettato di somigliare lontanamente (ma molto lontanamente!) a quel chitarrista,non volevo accettare il nome che F. mi proponeva,cioè Vi Gates.
Trovammo un compromesso.
Diventai,Vee Haner (Vee da Gee il soprannome di Gerard Way ed Haner che è il cognome di Brian).
Visto che era più conosciuto come Synyster Gates che come Brian Haner,pensai che alla fine poteva anche non essere subito riconducibile a lui.

Qualche mese dopo abbiamo suonato alla festa di compleanno di un amico e quando mi hanno presentato come Vee Haner mi sono sentita dire la frase “Ma lo sai che somigli davvero a Brian!”.
All’inizio non ero convinta di questo nome ma alla fine mi hanno convinto che è adatto a me.
“Sei egocentrica proprio come Brian,è inutile negarlo” mi diceva sempre Francesco.
E purtroppo devo dargli ancora una volta ragione,infondo somiglio molto di più a Brian Haner che a Matt Bellamy.

Ma non è neanche questa la storia del perchè mi considero una figlia del rock xD
Questa era solo la storia del mio soprannome!

Mi considero una figlia del rock perchè il rock mi ha cresciuta nel vero senso del termine.
Da bambina sono cresciuta ascoltandolo,imparando preziosi insegnamenti di vita dai musicisti e trovandoci sempre conforto nei momenti difficili.
Un percorso lento e lungo,che dura da anni ormai,e ogni anno che passa mi sento sempre più figlia del rock.
Una figlia coccolata nei momenti tristi e sempre spronata a migliorarsi.
Sento che alle fondamenta della mia intera esistenza c’è sempre e solo questa musica che mi fa resistere,mi fa crescere,mi fa superare i miei limiti.
Se crollo,mi spinge a rimettermi in piedi.
Se rischio di annegare,mi fa da salvagente.
Se vedo le cose opacamente,mi rischiarisce la vista.
Se mi sento indifesa,mi sprona a combattere.

Un modo di vivere questo,che per alcuni è considerato sbagliato o strano.
Insulti di ogni tipo mi arrivano tutti i giorni dalle persone che non possono capire il mio modo di vivere,ma il rock mi ha insegnato anche ad andare avanti per la mia strada senza inciampare in questi ostacoli lungo il cammino.

Sono una rockettara;mi faccio le mesches rosse,mi trucco gli occhi di nero e mi vesto di pelle.
Per alcuni sono considerata “una cattiva ragazza”,ma non sono molto più cattiva delle mie coetanee.
Io almeno ho la mia integrità morale e spirituale.
Io ho qualcosa in cui credere sempre.
Io ho trovato me stessa in questo stile di vita.

Sono una figlia del rock,e sono fiera di esserlo sempre e…per sempre.