I Muse,la mia linfa vitale. La mia Musergrafia.

 

screen-15.22.04[28.12.2013]

 

Non sono una maniaca nè sono ossessionata dai Muse,sono semplicemente una loro fan nel senso più puro del termine.

I Muse,la mia rock band preferita in assoluto. I Muse,indubbiamente dei geni.

Quella che sto per raccontare,in grandi linee,è la mia Musergrafia.

A volte penso che non è nemmeno colpa mia se i Muse fanno costantemente parte della mia vita,è colpa di mia sorella,e non posso far altro che accettare il fatto che siano diventati la colonna sonora di ogni istante,di ogni momento importante.

Tutto iniziò quando non ero altro che una bambina di un anno,nel 1999,quando mia sorella che attraversava il pieno dell’adolescenza iniziò ad ascoltare questa band che all’epoca era ancora di nicchia.
A volte per riuscire a levarsi dai piedi la sorellina che piangeva,mia sorella mi faceva ascoltare Unintended e cosi l’inquietudine che era in me si placava e mi addormentavo beata tra le sue braccia.
Mia sorella non ne era consapevole,ma stava dando inizio ad una vera e propria storia,la storia di una passione più grande di quanto si possa immaginare.

Ricordo ancora quando a sei anni,sempre mia sorella,mi metteva davanti al televisore a guardare i video di Hysteria e Time Is Running Out. Se li riguardo oggi,mi sembra di rivedermi bambina davanti a quella televisione che guardavo estasiata quei video che non riuscivo a comprendere. Ricordo quelle canzoni come un sogno,come un ticchettio che ha sempre fatto parte della mia vita anche quando non ne ero consapevole.

Alcuni anni dopo a scuola elementare mi ritrovai ogni santo giorno a ossessionare il mio migliore amico su quello che facevano i Muse. Per fortuna lui capiva,anche se eravamo tutti e due dei bambini,eravamo dei Muser e questo ci univa più di qualsiasi altra passione che potesse unire due bambini di nove anni.

Con l’inizio della scuola media e il momentaneo distacco dal mio amico,la mia vita da Muser subì dei cambiamenti e incontrò difficoltà.
Tra i compagni di classe nessuno capiva questi miei gusti musicali,per questa ed altre ragioni iniziai a sentirmi isolata dal resto dei miei coetanei.
Per salvarmi dalla solitudine,accantonai Matt Bellamy e i suoi progetti di rivoluzione per cercare di essere una ragazzina più normale possibile.
Alla domanda “Che musica ascolti?” arrivai a rispondere “Non ascolto musica” per non dover mentire.

Ritrovai il mio amico di scuola elementare dopo qualche mese, e scoprii che lui era sempre stato coerente con se stesso,ed infatti rimase piuttosto in solitudine durante gli anni delle medie.
Forse proprio i Muse ci fecero rincontrare nell’anno in cui usciva The Resistance.
Eravamo in prima media ed io mi ero già dimenticata della sua esistenza sulla faccia della terra da superficiale quale mi stavo trasformando.
Quando però lo rividi non potei che capire che stavo facendo un errore madornale.
Iniziammo allora a coltivare la nostra passione clandestinamente.

Iniziai a nascondere quello che facevo davvero nella mia vita,cioè ascoltare i Muse e cantare Supermassive Black Hole mentre il mio amico F. imparava a suonare la chitarra elettrica.
Nessuno dei miei compagni di scuola media seppe mai che ascoltavo la musica rock.
Mi mescolai al gregge di pecore fingendo di apprezzare musica che invece non sopportavo assolutamente.

Per mia fortuna,la mia doppia vita durò poco. Quel periodo da Muser Clandestina non durò che gli anni delle medie,dopo di che smisi di mentire a tutti e soprattutto a me stessa.
I Muse non mi avevano mai abbandonato in quegli anni ed io non potevo abbandonare loro solo per avere degli amici superficiali.

Cercai di sopravvivere al liceo e di difendere sempre il nome dei Muse.
Quando sentivo le compagne che commentavano Follow Me con frasi tipo “Si però Bellamy urla troppo,da fastidio”, io mi intromettevo nonostante risultassi invadente e viola dalla rabbia spiegavo le doti canore di Matthew Bellamy che loro neanche sapevano cosa fossero.
“Falsetto? Cos’è? Meglio come canta Justin” mi rispondevano.
La mia pazienza aveva un limite molto ridotto e dopo poche battute del genere le lasciavo marcire nella loro cocciuta ignorantaggine.

A me cosa importava tanto? Avevo i Muse e il mio migliore amico. Era tutto perfetto.

Poco importava se finivo sempre per perdermi i live in Italia dei Muse e se non riuscivo a comprarmi mai i loro dischi originali,loro erano fondamentali per me e lo saranno per sempre.

Negli ultimi anni ne ho vissuti molti di momenti difficili e mortificanti, senza la musica di quei tre farabutti dei Muse non avrei retto psicologicamente a tutto.
Più passano i giorni,più la mia passione nei loro confronti aumenta.
Forse il giorno che finalmente li vedrò live,uscirò definitivamente fuori di testa dalla gioia!
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Dai Muse ho imparato molto!
La prima cosa che mi hanno insegnato le parole di Matt Bellamy è di non      credere mai all’apparenza dei fatti,forse per questo,proprio come lui sono    diventata sempre più curiosa e indagatrice. Mai fermarsi alla prima    considerazione,alla prima ipotesi che ci propinano,è sempre meglio  trovarne una con la nostra testa!

Ed ovviamente ho scoperto anche la mia grandissima passione per le  chitarre elettriche grazie ai Muse. Nessuno meglio di Matt Bellamy può far  apparire una chitarra come un giocattolino magico capace di produrre  musica fuori da ogni confine terrestre.
Matthew Bellamy è il mago delle chitarre elettriche!

 

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Quei tre ragazzini sono cresciuti. Ne hanno percorsa di strada per arrivare all’Olimpo del Rock,ma ci sono arrivati pronti a distruggere tutta la concorrenza.
Sono passati tanti anni,ormai venti da quando si sono incontrati,ma niente e nessuno a potuto mai dividere questa mitologica band.
Sono passati anni e i Muse sono sempre stati coerenti con se stessi (cosa non da tutti i giorni per band di questo calibro),hanno sperimentato diversi generi,non si sono fossilizzati…
…Ed ora stanno per ritornare più forti che mai!

A Giugno uscirà il loro settimo album,e la mia Musergrafia si riempirà di una riga semplice ma che per me ha molta importanza.
Il mio primo disco originale,Drones.

Se dopo più di dieci anni potrò finalmente avere tra le mani il mio primo disco originale dei Muse,vuol dire che questa storia è destinata a continuare e spero un giorno di poter raccontare del mio primo concerto live dei Muse.

 

 

And…I’ll feel my heart implode!!

 

Save the Rock! Follow the Muse!

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