I’ll feel my heart implode

C’è cosi tanta sofferenza condensata in un solo minuscolo luogo che penso imploderà l’intero pianeta Terra.

 

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Divorare il cielo

Sono cresciuti con le radici troppo corte.
Prima o poi una folata di vento li strappa e se li porta via.
[…]
Che le piante cresciute al sicuro nei vasi, con le radici lunghe che girano tutto intorno, non si adattano alla terra.
Soltanto quelle con le radici libere, estirpate giovani in inverno, ce la fanno.
Come noi.

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Non ho limiti

Ho spinto il corpo oltre ogni limite che pensavo mi fosse possibile.
Ho salito settecento metri in altezza,con l’ossigeno che mi diminuiva,e i dolori mestruali sotto la pancia e ai reni che mi pugnalavano ad ogni passo che facevo.
Ho spinto il mio fottutissimo e inutile corpo al massimo.
Ho camminato per due chilometri,con varie salite e discese che mettevano in confusione il mio sistema di equilibrio.
E le fottute pietre.
La paura di scivolare da una di esse e finire nell’acqua,magari la testa che sbatteva contro un altra bella pietra e tac…finito tutto.
Na! (Gestaccio) Adesso vi frego a tutti.
Non sono una pigra cicciona come pensate.
Tutti muti,morite.

 

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I primi passi nel centro diurno

Da qualche tempo ormai,ho iniziato a frequentare il centro diurno.
Un bel posto,oh,pieno di gente malata come me,nel quale devo stare quattro giorni pieni a settimana,per fare non si sa ancora bene cosa che mi faccia stare meglio / guarire.

Neanche ho dato la notizia che ero stata promossa alla psicologa che lei mi ha premiata con questa bella cosa,insomma un premio da maturità,che mi lamento a fare?
Dovrei fare i salti di gioia,mi pagano da mangiare,le gite e tutto quanto.
Ma non faccio i salti di gioia. Mai,comunque.

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#RebloggingMySelf 1: The reasons why I love him

Eccoci con la prima puntata del #Reblogging Myself.
Qui ci vado giù pesante.
Una volta rilessi questo articolo e finii per piangere.
Penso lo farò di nuovo.
Ma non è un pianto di morte,è un pianto di amore e disperata volontà di afferrarlo…se solo mi tendesse la mano..
Sono passati tre anni.

A Place For My Head

Molte persone mi hanno fatto questa domanda.

Mia sorella,le mie amiche,tutti,anche le mie tartarughe mi hanno chiesto «Perchè ami Francesco che vive a 1.535 chilometri lontano da te e conosci da quattro mesi?».

A me viene sempre da rispondere a tutti «Fatevi i cazzi vostri,sono fatti miei e al massimo suoi,non vostri».

Ma alla fine la domanda mi mette tanto in confusione e difficoltà che rispondo con un sorriso da ebete.

Allora mi sono chiesta «Perchè reagisco cosi?» – «Perchè lo amo?».

Voglio,anzi, pretendo,di rispondere a queste domande subito.

Ora.

Ne ho un bisogno sanguigno.

Come dice Alex Turner nella sua perla Do I Wanna Know?,

IO VOGLIO SAPERE.

Ed ora saprò,spero.

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