This building is a Circus

Un normale palazzo dove vivono nove famiglie divise in due palazzine da quattro piani unite dal pianerottolo e una villetta unifamiliare al centro del giardino.
Rispetto ad altri palazzi circostanti o che ho visto in città,il mio non è nemmeno cosi vecchio e malandato,ma si sono recentemente messi in testa di fare dei lavori di ristrutturazione,buon per noi credo anche se vedere la facciata del palazzo pitturata di verde non è che mi sia molto utile sinceramente (comunque mio padre dice che è una buona idea fare qualche lavoro nel palazzo e se lo dice lui io mi fido che sia necessario).
Nel palazzo dove vivo ogni giorno va in scena un nuovo spettacolo del circo,oggi mi sono divertita più che ad ogni altro spettacolo avvenuto negli ultimi nove anni che vivo qui.

 

 


 

 

Vi illustro un pò i protagonisti e gli ambienti dove avvengono i principali shows prima di raccontarvi di oggi.

 
Al piano terra della palazzina A vivo io e nel piano terra della palazzina B vive mio fratello con la sua famiglia,già,viviamo uno di fronte all’altro divisi solo da cinque metri di pianerottolo.

 
La casa di mio fratello è uno dei principali palcoscenici degli shows della domenica mattina 😀
Protagonisti principali e attuali; mio fratello,sua moglie,e a volte come comparsa la signora del secondo piano che grida al marito,proprio come fa mia cognata con mio fratello.

 
In mezzo alle nostre due case c’è la villetta unifamiliare,staccata da tutte le altre case,della mia vecchia e psicopatica vicina di casa.
Ogni volta che esco in giardino infatti la vedo sempre,sembra stare appostata venitquattr’ore su ventiquattro al cancelletto di casa a spiare dalle sbarre le persone che entano ed escono dal portone ed ovviamente a spiare chiunque metta piede in giardino.
Io l’ho soprannominata simpaticamente, “Psycho” xD anche se mia madre non ride affatto quando la chiamo cosi. Il livello di invasione della privacy a cui arriva quella donna è irritante e ti fa sentire come un carcerato che viene controllato anche se esce dalla cella per andare in bagno.
Lei è la protagonista degli shows della mattina alle 10.30,e come co-protagonista a questi shows c’è la sua Giulietta,cioè la signora che abita al terzo piano della palazzina B.
Le due vecchiette sono molto amiche,ma per mia sfortuna non amano usare il telefono quindi dobbiamo subirci i loro pettegolezzi gridati di mattina dal balcone al piano terra e viceversa.
Una cosa simpaticissima insomma 😀

 

Al secondo piano,due balconi sopra casa mia,è venuta ad abitare una nuova famiglia qualche mese fa,ma si sono subito integrati allo spettacolo,credo che attori migliori di loro non potevamo proprio torvarli nella compagnia 😉
Il marito non so perchè ma sta sempre nel balcone a bivaccare e a sentire i fatti degli altri,ogni tanto quando vede qualcun’altro in un balcone di fronte ci si mette a parlare anche,e meno male che lui è più giovane almeno di vent’anni di tutte quelle vecchiette,non so cos’abbia tanto da parlare con loro.
La moglie è una dolce signora famosa per aver accidentalmente incendiato la casa dove viveva da bambina con i genitori a causa di una sbagliata conservazione di prodotti per parrucchieri che sono scoppiati (almeno cosi dice la leggenda).
Il figlioletto,un caro bambino di dieci anni,è la vittima della situazione perchè viene sempre sgridato dalla madre a destra e a manca. Ovviamente la dolce signora grida cosi forte che io anche se metto la musica ad alto volume la sento urlare al figlio “Devi studiare altrimenti non esci di casa!! Te li sogni quei nullafacenti dei tuoi amici!!” (e diciamo che ho un pò modificato le sue parole perchè ne usa di troppo volgari e cattive che io non sono capace nemeno di ripetere). Mi dispiace solo per il bambino a me,si,in che famiglia è andato a capire povera creatura.

 
Al terzo piano della palazzina A,abita un’altra famigliola di persone per bene.
La signora è sempre molto educata e questa volta parlo sinceramente.
Il marito è un tipo che non saluta nessuno ma secondo me fa meglio cosi a non dare confidenza a questi pazzi,oltretutto a da pensare ai debiti che ha contratto per comprarsi il suv e ristrutturare la casa,non può di certo pensare alle altre persone.
La figlia è la protagonista di vari shows che avvengono di solito durante i break pubblicitari. Lei porta a passeggiare il loro adoratissimo cagnolino parecchie volte al giorno (per fortuna ogni tanto lo fa sfogare fuori casa a quel caro esserino e non dobbiamo sopportarlo noi). Ogni volta che lo porta a passeggiare si sente la creatura sclerare come farei io di fronte a Matt Bellamy,anzi…forse anche peggio. Una volta mi sono trovata nel pianerottolo mentre la ragazza stava scendendo con il cane in braccio e l’ho visto con i miei occhi saltare su uno scalino e poi saltarne due insieme per arrivare a piano terra,ovviamente poi ha iniziato a ringhiarmi come se avessi la rabbia.
Simpaticissimo il cane di quelli là,ancora più simpatica la ragazza che nonostante sia mia coetanea non mi ha mai salutata in sei anni che abita qui (e dire che abbiamo frequentato anche le stesse scuole,vabbè) e ogni sera esce con un ragazzo diverso. A me non importa cosa fa lei,basta che si porta appresso il cane cosi non lo sentiamo piangere.

 

 

Sopra casa mia c’è la signora che sposta i mobili. Anche di notte ogni tanto sento rumori di mobili che vengono spostati,purtroppo la vecchietta da quando è rimasta vedova ha perso un pò la testa. La sua badante è insopportabile quando si mette nel balcone a gridare al telefono in rumeno alle dieci della mattina ma per il resto la signora del primo piano e come se non esistesse.
Gira voce che la più tranquilla di tutti sia la signora che abita al primo piano della palazzina B,mio fratello e mia cognata dicono di non averla mai sentita e ogni tanto si vedono solo i suoi nipoti andare a trovarla. In realtà non l’ho mai vista io quella signora,mi sa che esce di casa anche meno di me.
Al quarto piano della palazzina B abita la coppia di amici di mio fratello.
Lui,nullafacente musone che non saluta nessuno ma si mette cosi tanto profumo che si sente la scia nel pianerottolo anche mezz’ora dopo che è uscito.
Lei,testimone di Geova che porta sempre i suoi confedeli nel nostro palazzo in cerca di convincere qualcuno di noi a concertirsi alla loro religione,peccato che dopo più di dieci anni di tentativi ancora nessuno di noi abbia cambiato idea a riguardo. Loro tentano sempre però,questo è poco ma sicuro,tenteranno fino alla morte ed oltre.
Hanno un figlioletto della stessa età di mio nipote (infatti vanno all’asilo insieme) che ogni sabato notte ,quando tornano dalle loro uscite di famiglia, si mette a gridare nel portone per essere portato in braccio fino al quarto piano nonostante la madre non accetti mai e lo faccia sgolare inutilmente,povera creatura.

 

 

Ovviamente anche la mia famiglia ha i suoi spazi negli shows,più che altro quando metto la musica ad alto volume o mi metto a cantare sicuramente faccio ottima compagnia a quei quattro decelebrati dei vicini.
Poi,anche mio padre quando ci si mette grida mentre parla (senza nemmeno accorgersene) e si sente tutto ciò che dice fino a fuori xD

 

Insomma,il mio palazzo ha la sua bella dose di stranezza tra inquilini,amministratori e fissati che suonano sempre qui,ma infondo si vive bene qui,non mi lamento più ormai,sdrammatizzo.

 

 


 

 

Vi racconto una tipica giornata qui,più precisamente la giornata di ieri.

 

Mi sono svegliata e sono andata in camera dei miei genitori per aiutare mia madre a rifare il letto, e ho sentito la signora di terzo piano,la nostra cara Giulietta che gridava dal balcone che affaccia sulla strada.
Non ho potuto fare a meno di ascoltare ciò che stava dicendo. Stava girdando alla figlia che era per strada,la figlia le stava chiedendo del ghiaccio per una signora che aveva visto inciampare sul marciapiede e lei rispondeva cosi “Mi sa che si è fatta male la signora,chiama un ambulanza”. Giulietta è il gufo del palazzo,e come bravo gufo stava già gufando sulla sorte della poveretta che era inciampata per strada. Per fortuna alla fine quella donna non si era fatta niente ed è tornata a casa sulle sue gambe.

 

Nel pomeriggio è venuto l’amministratore,pardon,l’assistente dell’amministratore, per prendere le quote condominiali.
Visto che in questi giorni mio padre è andato a lavorare fuori a incaricato noi a provvedere a pagare queste cose,e visto che io non mi fido di mia madre ho voluto essere presente.
Quando il tizio ha suonato sono andata ad aprire io,nonostante sia assistente dell’amministratore da Gennaio io non l’avevo mai visto prima e a primo impatto sono rimasta sconvolta.
Questo ragazzo mi si presenta più basso di me (ed io sono bassa,un metro e sessanta appena) e con il viso evidentemente giovane,troppo giovane,potrà avere massimo vent’anni quello là o.o
Dopo averlo squadrato con sospetto è arrivata mia madre con i soldi,il tizio si stava scordando di darci la ricevuta ed io glie l’ho ricordato.
Continuava a ripetere frasi come “Scusi il disturbo signora”-“Grazie signora”-“Certo,signora”-“Buona serata signora,grazie ancora,mi saluti suo marito” e tutto quel rispetto nei confronti di mia madre non l’aveva avuto mai nessuno,ho capito subito che era un tipo educato,anche troppo secondo me,sembrava un cane bastonato.
Ad un certo punto sembrava ci stesse ringraziando perchè gli avevamo fatto la carità,gli avrei voluto dire “Hei amico,stai su,sei troppo giovane per fare lo zerbino in questo modo” ma non ho detto niente e ho osservato come era mio compito fare.
Quando stava per andarsene mi ha sorriso rendendosi conto che lo stavo scrutando con sospetto,io non ho ricambiato il sorriso anzi l’ho guardato ancora più insospettiva,lui allontanandosi dalla porta di casa ha chiesto a mia madre “Sua nipote?” e lei ha risposto ridacchiando “No,è mia figlia”.
Io al posto suo mi sarei offesa visto che l’ha giudicata vecchia abbastanza per avere una nipote adolescente,ma in realtà se mio fratello si fosse sposato prima,mia madre avrebbe potuto davvero essere nonna di un adolescente al giorno d’oggi.
Mi ha infastidito il fatto che dopo mi ha sorriso dinuovo ma questa volta non sono stata impassibile perchè ciò che aveva detto ha mia madre ha causato in me una risatina imbarazzata che ha notato squadrandomi stranamente.
Mi sono sentita osservata e appena è uscito dal portone sono tornata in casa tesa e infastidita.
Non capisco, perchè quella faccia da pesce lesso? o.o
Non voglio nemmeno pensare che mi abbia trovata attraente perchè lui è un rospo e mi sta anche antipatico un tizio senza spina dorsale come quello.
Chissà cosa ha pensato di me,da quegli sguardi,quei sorrisi e poi la domanda a mia madre dovrei facilmente capire che qualcosa lo incuriosiva in me ma credo che seppellirò questo sospetto infondo alla mente e non aprirò mai più la porta a quel nanetto travestito da maniaco.

 
Nel pomeriggio inoltrato sono andata a fare la spesa con mia madre,e per l’ennesima volta abbiamo incontrato la ragazza del quarto piano con il cane appresso,sta volta si portava appresso anche un ragazzo che mi ha guardata male.
Tornate dalla spesa sono stata bloccata nel portone insieme a mia madre.
C’era l’incendaria del secondo piano,insieme al figlio,davanti alla porta di casa nostra.
Da lì ho capito che stava per succedere qualcosa di spiacevole.
“Sto suonando da mezz’ora ma non risponde nessuno” ha detto la pazza rivolta a mia madre e mia madre le ha spiegato che come poteva vedere (buste pesanti della spesa alla mano) eravamo uscite,ecco perchè non le aveva risposto nessuno.
La signora ha capito ed è arrivata al dunque sul perchè si trovasse li.
Tutti nel palazzo siamo a conoscenza dei problemi scolastici del figlio che non vuole proprio studiare e quando ha iniziato a spiegare questa situazione a mia madre ho avuto un brutto presentimento,anche perchè mentre parlava guardava anche me con quel suo sguardo implorante.
Io squadravo lei e il bambino,ormai stanca dalla spesa volevo solo entrare in casa quindi ho sperato si sbrigasse a chiedere ciò che voleva chiedere.
Dopo circa dieci minuti,è arrivata al nocciolo della questione.
“Mi chiedevo se sua figlia potrebbe aiutare mio figlio a studiare ogni tanto,ho visto che lei è grande e responsabile e a mio figlio servirebbe una compagnia del genere” ha detto con lo sguardo disperato.
Mia madre si è subito girata a guardarmi,perchè io di grande e responsabile non ho niente e aiutare un bambino a studiare non so nemmeno come si fa.
“Non lo so,chieda a lei” ha detto mia madre a lasciando la scelta a me.
Ero cosi stanca che ho annuito dicendo “Si,okay,va bene” poi sono andata ad aprire la porta di casa.
Ha promesso che tornerà domani con il figlio per spiegarmi bene in cosa lo devo aiutare.
A me bastava rientrare in casa e bermi un bel sorso d’acqua fredda.

 
A quella piccola peste ci penso domani.

 
Come ha fatto a dire che mi vede come una ragazza grande e responsabile? Quella è pazza,ma lo sa che suono la chitarra elettrica,canto e vado ai concerti metal?

 
Ma lo sa lei quanto io sono irresponsabile e immatura? Con che coraggio vuole il mio aiuto con il figlio? bho,la gente in questo palazzo è proprio strana…

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Love Disenchanted.

Non ho mai parlato esplicitamente di ciò che mi è successo in questi mesi e che mi ha traumatizzata,ma dalle mie parole si è capito ovviamente.

Sapete,non è facile parlarne,fin da quando è iniziato tutto è stato difficile parlarne forse perchè non men ne rendevo davvero conto e continuo a sperare che non fosse vero.
Perfino ora lo spero,ogni tanto mi sveglio e inconsciamente prendo il telefono per chiamare F. come facevo ogni mattina prima,poi vedo che il suo numero in Rubrica non c’è più e mi rendo conto che quello che è successo non è nella mia fantasia ma è nella realtà.
A Dicembre scoppiavo a piangere quando mi rendevo conto che non c’era nessun numero da chiamare,adesso mi metto a ridere per quanto sono sbadata e stupida.
Sono cosi stupida che ci spero ancora lontanamente,non so neanche come faccio ma lontanamente ci spero ancora,nei momenti vuoti mi attacco a qualche spiraglio immaginario. Ma non dovrei,non dovrei attaccarmi a nessuno spiraglio perchè sono stata al suo funerale ed è stupido sperarci ancora.
Quando sono stata dallo psicologo mi ha detto che era normale che avessi queste reazioni perchè perdere una persona che era cosi presente nella mia vita mi aveva destabilizzata.
Sto cercando di capire che non devo sperare,sto pensando invece di fare le cose che lui non ha potuto fare o che avrebbe voluto io facessi,in questo modo ho la realtà costantemente davanti agli occhi.
Per esempio,sto traducendo tutte le lettere che aveva scritto per la sua band preferita e mi sono prefissata di consegnarle personalmente al suo caro chitarrista preferito. Ho ancora dei dubbi su come farò,ma porterò a termine la mia missione prima o poi,per lui,unicamente per lui,tanto a me non importa niente di andare a vedere un concerto degli Avenged Sevenfold…no,non mi importa proprio,lo faccio solo per F.
Occupandomi di questa faccenda delle lettere ho realtà sempre davanti a me,forse alla fine mi servirà davvero a stare meglio tenere bene a mente ciò che è successo e non fantasticarci troppo.

Ciò che è successo…
…Credo sia venuta l’ora di scriverlo e liberarmi completamente da questo peso.
Ma per liberarmi di tutto devo partire da qualche mese prima della fine,almeno da Giugno scorso.

Giugno 2014
A Giugno dell’anno scorso ero sola,ero già abbastanza triste per la mancanza di F che era andato a Padova a stare con suo padre per un pò,quando mio padre fu chiamato per andare a lavorare l’estate fuori città.
Lui decise di non portarmi con lui perchè “sei troppo piccola”,ed io senza mio padre a casa mi sentivo solissima.
Ero preoccupata anche per F che aveva conosciuto suo padre da pochi mesi visto che il bastardo si era ripresentato nella sua vita dopo sedici anni di assenza completa e avevo paura rimanesse deluso da questa figura la quale aveva sempre sentito fortemente la mancanza.

Così fu infatti,a Luglio tornò a Taranto per passare l’estate a casa di sua madre.
Il padre lo mise di fronte ad una scelta,doveva decidere se restare con lui a Padova o ritornare definitivamente a Taranto a vivere con sua madre.
Nonostante non volessi essere messa in mezzo in questa situazione,lui mi mise in mezzo decidendo che sarebbe rimasto a Taranto e la motivazione principale ero io. Disse che anche se aveva fatto nuove amicizie a Padova,sentiva troppo la mia mancanza e non poteva assolutamente lasciarmi in quelle condizioni,visto che ero già triste per me.

L’estate scorsa è stata proprio un bel casino.
Mio padre che non c’era ed io che mi sentivo sola.
Mia sorella che era incinta che ci ha fatto preoccupare tutti e che ogni tanto litigava con il marito e dormiva a casa nostra.
Mio fratello che non si faceva vedere ne sentire,come se fosse morto,come se noi avessimo fatto qualcosa di sbagliato nei suoi confronti.
Ed infine F,che tornato da Padova era cambiato e più passavano i giorni più lo vedevo agitato e inquieto.

Ci vedevamo ogni santo giorno e notai vari cambiamenti del suo umore.
Appena tornato dal nord era piuttosto eccitato dai posti nuovi che aveva visto e dai concerti ai quali era andato ma ancora di più era felice di rivedermi e non smetteva di abbracciarmi e voler passare tempo con me.
L’estate dei concerti la potrei chiamare xD Abbiamo visto di pomeriggio in pomeriggio tutti i concerti che aveva in dvd ed io ascoltavo attentamente i suoi racconti sulla band che stava cantando.

Dopo poco però notai che c’era qualcosa che non andava in lui,se gli chiedevo di suo padre diventava restio e a volte non mi rispondeva proprio e cambiava argomento. Non cercai di approfondire troppo pensando di essere inopportuna visto che sapevo che se c’era qualcosa che non andava me l’avrebbe detta lui di sua spontanea volontà. Ed infatti non mancò a sputare il rospo qualche tempo dopo.
Era rimasto deluso dal padre che adesso riteneva un uomo freddo e senza sentimenti,mi disse che avrebbe preferito non conoscerlo mai e dopo anni ed anni di sue lamentele per l’assenza del padre rimasi sconcertata da questa sua affermazione.
L’avevo visto soffrire ogni volta che mi vedeva abbracciare mio padre,avevo visto tutta la rabbia che aveva covato negli anni nei confronti del mondo intero e di suo padre che non c’era,e se adesso arrivava a dirmi che non avrebbe mai voluto conoscerlo voleva dire che quell’uomo era davvero sgradevole.
Più tardi me ne resi conto da me.

A fine estate poi abbiamo fatto un passo che non avremmo mai dovuto fare a mio avviso.
Ci siamo spinti troppo oltre e lui ne è rimasto traumatizzato.
Non eravamo pronti ed eravamo troppo insicuri tutti e due per fare una cosa del genere.
Inutile pensare che le nostre insicurezze insieme si sarebbero auto annullate,cavolate,non è stato affatto cosi.
Io non ne sono rimasta traumatizzata all’inizio ma ora come ora avrei preferito non averlo mai fatto.
A inizio Settembre ha avuto una delle sue crisi depressive ed è iniziato il calvario.

Intanto mi aveva convinta anche a prendere il caro G. come batterista per la nostra band e questo peggiorò ulteriormente le cose.
La metà del tempo delle prove che abbiamo fatto a Settembre è passata con litigi e battibecchi tra me e G.
Io cercavo di resistere e sopportare anche per il bene di F,perchè lo vedevo felice quando suonavamo.

Quegli ultimi tre mesi sono stati un inferno,un inferno che mi ha preparata all’oscurità completa.

Ogni giorno era più triste e aveva continuamente paura di andare a scuola o uscire soltanto di casa.
Era arrivato al punto che non usciva più di casa se non c’ero io.
Nonostante io pensassi di essere la causa della sua depressione,lui si era completamente attaccato a me e aveva costantemente bisogno di me per qualsiasi cosa. Si stava lasciando andare ed io per aiutarlo facevo tutto quello che mi chiedeva.
Lo accompagnavo a scuola quando se la sentiva di andare,lo accompagnavo dallo psichiatra due volte a settimana e gli ricordavo sempre di prendere le medicine. Lui era diventato completamente dipendente da me e se non stavamo insieme allora state sicuri che stavamo parlando a telefono o ci stavamo scrivendo qualche mail.
Di tutte le crisi depressive che aveva avuto nella sua vita questa di gran lunga la peggiore,e mi rendevo conto che ne ero io la causa in qualche modo,lui contava su di me per vivere ma io che stavo già abbastanza male per me non riuscivo ad aiutarlo concretamente.

Io lo aiutavo con tutto il cuore e cercavo sempre di rallegrarlo,in tutti modi ci provavo,perfino con quelle storie strampalate che mi faceva scrivere,ma lui ormai si stava già trascinando su di me. Stava andando avanti con la sua vita,si,studiava e suonava,ma sul suo volto non ho più visto un vero sorriso da quando tornò da Padova.
Penso che era rimasto davvero traumatizzato dai comportamenti del padre e alla fine si sarebbe dovuto spezzare comunque qualcosa.
Era talmente fragile,era cosi indifeso e innocente che io accanto a lui mi sentivo una bastarda piena di speranze per il futuro.

In quei mesi ha iniziato a portarmi con lui sull’orlo del baratro,poi lui si è buttato ed io sono rimasta sola a guardare l’abisso nel quale era sprofondato.
Ci sono caduta anche io in quell’abisso ma sono riuscita a risalire prima che fosse troppo tardi.

La notte del 7 Novembre si è suicidato.
Odio questa parola ma non esistano sinonimi adatti,è una parola bruttissima e bruttissimo è stato l’impatto che ha avuto su di me.
Non voglio stare a spiegare nei dettagli quello che ha fatto ma ancora mi chiedo perchè abbia preso tutte quelle medicine,lui che odiava prendere gli psicofarmaci che gli prescrivevano.

Io la mattina dopo fui svegliata da mia madre che non mi disse subito cosa era successo,ma la sua faccia mi fece capire tutto.
Mi alzai di fretta e misi i primi vestiti che trovai,in quel momento pensavo “Devo andare da F,ha bisogno di me” ma inconsciamente sapevo già cosa era successo. Inutile dire che sono pessimista o che sono insensibile ad aver pensato subito al peggio,io lo conoscevo e conoscevo anche le espressioni di mia madre,sapevo che era successo qualcosa di molto grave.
Quando arrivai a casa sua c’era un pandemonio,la madre piangeva e gridava come un isterica la sorella la sorreggeva.
In quel momento non mi importava di niente e nessuno,dovevo vedere lui e sapere se stava bene allora chiesi semplicemente “Dov’è lui?” ma non mi arrivò mai nessuna risposta a quella domanda.
Se dovessi rispondere adesso a quella domanda direi che lui…è nel mio cuore.
E li sarà per sempre.

Dopo la sua morte ho passato mesi terribili e quando a Gennaio ho rischiato di perdere anche mio padre mi sono completamente ritrovata senza ragioni di vita.
Se ci ripenso ora a tutto quello che ho passato in questi mesi mi sembra cosi lontano,mi sembra sia successo in un altra vita,ma son sicura che tutto quel dolore mi sarà utile e mi è utile anche adesso.

Non avrei mai voluto vivere queste esperienze ma la vita va come va,lui ha deciso così ed io non posso far altro che rispettare la sua decisione ed andare avanti con la mia vita.
Facile a dirsi,difficile a farsi,già.
Ma alla fine ci sono riuscita ed ho ripreso completamente la vita nelle mie mani.
Ora posso affermare di stare anche meglio di quanto stessi a Giugno dell’anno scorso,meglio anche di due o tre anni prima.
Forse mi serviva uno scossone per iniziare davvero a vivere,anche se avrei preferito una leggera spinta invece che questo spintone che la vita mi ha dato.
Spinta o spintone,sono caduta in piedi e ringrazio la mia famiglia,la musica,gli amici e chiunque mi abbia aiutata a rimanere in piedi in questi mesi.
Perchè da soli di può essere forti,ma insieme si è invincibili.
Il nostro amore sembrava una favola incantata ma l’incantesimo alla fine si è spezzato.

P.S. Oggi credo di aver scritto peggio che in qualsiasi altro momento ma ricordare tutto quello che è successo mi destabilizza ancora la mente e non riesco bene ad esprimermi. Sorry.

Pensieri repressi

Quando mi ci metto sono la Regina dei pensieri repressi.

Prendo una penna e scrivo tutto quello che mi passa per la testa a mò di scrittura per libera associazione,a me non vengono fuori frasi come “Voglio uccidere” o “Voglio morire” ma ben peggio.

Quando scrivo tutto quello che penso finisco sempre per riempire pagine di diari con rasi di rabbia verso qualcuno,negli ultimi periodi è il modo più efficace che ho trovato per far uscire tutta la rabbia che ho ancora dentro di me.

è assurdo quanta rabbia possa contenere dentro di se un essere umano…pensi di aver sfogato tutto quello che c’era da sfogare e poi ricomincia un altra ondata,e un altra ancora,e ancora….

…Ma finirà mai tutta questa rabbia che ancora provo?

Pensavo di averla esaurita invece mi sbagliavo,la mia cara amichetta è tornata.

Ve ne scrivo la prova.

ATTENZIONE: A chiunque leggerà ciò che sto per ricopiare dal mio diario avviso che ho scritto nel peggior modo che conosco per scrivere; confuso,volgare e sgrammaticato. Ma infondo quando c’è la rabbia di mezzo non mi importa neanche di dove sto mettendo le virgole!

Sono ancora gelosa di quel bastardo di Brian,non è giusto,non ha senso che lui abbia ricevuto più amore di quanto ne ho ricevuto io da parte di F. Se lui gli avesse detto di non farsi del male,non si sarebbe ucciso ed io non dovrei essere gelosa di bastardo di un chitarrista ora! Se Brian avesse risposto ad una di quelle lettere,se F. ne avesse mandate altre,forse le cose ora starebbero in un altro modo. Ma non importa,non importa più,ormai lui è al cimitero,mai io e il caro Brian non siamo ancora morti e prometto a te F. e a me stessa che finché sarò sulla faccia della Terra la mia unica missione sarà di dare quelle lettere a Brian ed ovviamente dargli uno schiaffo perchè,ti prego perdonami,ma se lo merita,solo uno,un innocente schiaffo e poi lo abbraccio giuro,finirò a piangergli addosso già lo immagino,quel bastardo,ed io che provo compassione per lui e per te. Dovrei portarlo di fronte alla tua tomba F. e poi voglio vedere la sua reazione. Dici che piange? Dici che ha dei sentimenti? Non lo so F,secondo me è solo un bastardo e l’idea che tu mi abbia dato il suo cognome ancora non mi va giù.Io non ho niente in comune con lui,niente. Io lo voglio vedere soffrire e basta,dimmi perchè dovrei portare il suo cognome ancora? Per te,lo so,lo faccio per te,perchè tu dicevi cosi ed io sono ancora qui che ti do retta ma tu dove sei? Tu te ne sei andato e ancora oggi se cerco di parlare con me stessa finisco sempre per rivolgermi inconsciamente a te. Sei parte di me,lo sei sempre stato,ma adesso non potrai mai più uscire da questo cuore e da questa testa. La mia anima è diventata la tua casa e di me che rimane? Ci sono ancora io in tutto questo? O mi sto dissolvendo diventando lo scheletro di ciò che rimane di te? Brutto bastardo ma perchè l’hai fatto? Mi dicevi di stare calma e tranquilla ma come faccio a stare calma cosi?! Come,bastardo!?! Mi hai istigata ed ora non tornerò più indietro. Hai visto il video di Reapers? Vedi la ragazza che comanda il drone che perseguita il tizio nel deserto per ucciderlo ? Beh,sono io quella ragazza ora. E che palle F,non mi hai mai ascoltato ed io sto ancora qui a complicarmi la vita rivedendoti nei miei ricordi? Ma quanto sono stupida? Quanto? Ma vaffanculo va,tu,il tuo carissimo Brian e anche io.

Non so se quello che ho scritto è precisamente come la pratica della scrittura per libera associazione ma quando lo psicologo mi propose di portargli dei quaderni dove scrivevo i miei pensieri gli portavo quaderni pieni di questi sentimenti di rabbia eccetera.

Mi diceva “Devi scrivere per libera associazione,lascia che i pensieri diventino parole scritte con l’inchiostro e ti sentirai meglio”.

Aveva ragione credo,perchè quando mi sfogo cosi mi sento meglio ed anche perchè tramite tutti questi quaderni riuscì a capire i problemi che mi affliggevano.

Insomma,scrivere è la cura a tutto.

Serve a capire la malattia ed anche a curarla.

Spero.

Ora che sto ascoltando gli Arctic Monkeys mi rendo conto di quanto sono stupida a provare ancora tutta questa rabbia.

….è proprio vero quando dicono che la musica schiarisce le idee…

…niente meglio della voce di Alexander mi può schiarire le idee.

E sembrerò anche infantile e sdolcinata quando scrivo queste cose ma voi dovreste vedere l’effetto che ha su di me la sua voce di persona,mi vedreste cambiare da pazza psicopatica che vuole morto Brian Haner a dolcissima creaturina che si scioglie davanti ad un cantante.

E meno male che davanti a qualcuno mi sciolgo altrimenti chissà cosa avrei fatto nei momenti di rabbia.

Grazie Alexander di esistere,già,grazie immensamente ❤

Voi invece avete mai scritto per libera associazione? Mi sapete dire se il modo in cui lo faccio io è giusto o no?

Fiction: La mia vita da fanfiction writer

Nella mia vita,in un modo o nell’altro,c’è sempre stata di mezzo la mia passione per la scrittura che influenzava le mie sorti.

Una volta per esempio,durante delle vacanze di Natale,mi misi in testa di scrivere un libro con la storia che avevo in mente e la misi tutta giù su un quadernone dalla copertina rigida scrivendo prettamente di notte. Avevo circa undici anni, dopo qualche mese non ce la facevo più a contemplare inutilmente quell’ammasso di scemenze quindi buttai l’intero quaderno togliendomi prima la soddisfazione di strappare un pò di pagine.
La sensazione che si prova a dare vita a qualcosa e poi con le stesse mani a toglierla è stupenda,ci si sente potenti e invincibili,peccato che io non lo sono e non lo sono mai stata neanche quando distruggevo le cose che scrivevo.

Altre volte nel corso degli anni ho fatto cose simili;ho cancellato vari diari che tenevo al computer,ho cestinato storie che scrivevo nei momenti di noia a scuola,ho perfino buttato i vecchi quaderni di temi scolastici.
Il motivo di questo mio accanimento? Dopo un pò di tempo quello che avevo scritto mi appariva stupido e insensato (e probabilmente lo era sul serio), mi sentivo distante dalla persona che aveva scritto quelle stupidaggini quindi buttavo tutto.
Forse se avessi conservato qualche quaderno e qualche file word,adesso potrei andare a rileggere le cose che scrivevo allora per notare i miglioramenti o peggioramenti che ci sono stati nel corso degli anni,ma purtroppo la storia più che vecchia che posseggo l’ho scritta a Settembre scorso.

Sono sicura che dai dieci ai tredici anni il mio modo di scrivere deve essere stato in crescendo,almeno cosi dicevano i voti dei compiti in classe,poi però,credo che le cose siano andate un pò in discesa.
Le difficoltà esistenziali e i problemi relazionali a scuola hanno influito negativamente sulla mia crescita sia personale che culturale.
In questo momento penso di essermi ripresa sia psicologicamente che culturalmente,e sto viaggiando verso vette sempre più ambite della conoscenza.
Spero di poter migliorare sempre di più,ed ora che scrivo qui sul blog posso andare ogni tanto a vedere i vecchi articoli per giudicarli ridicoli e magari notare qualche progresso nel mio modo di scrivere. Prometto che non cancellerò niente anche se sò già che mi imbarazzeranno nonostante gli abbia scritti io.

Fanfiction-For-Dummies-feature-image2

Ma adesso arriviamo al dunque,la mia vita da fanfiction writer.
Per chi non sapesse di cosa parlo faccio una piccola spiegazione.
I fanfiction writer sono coloro che scrivono fanfiction.
Le fanfiction sono racconti prodotti dai fan su personaggi fittizi o reali di fama più o meno mondiale.

Come ho già detto,ho sempre scritto storie per puro divertimento ma ho scoperto le fanfiction all’età di quattordici anni (e aggiungerei per fortuna perchè se le avessi scoperte prima la mia vita sarebbe stata ancora più disagiata xD).
Ho iniziato leggendone alcune sui siti più famosi e più ne leggevo più mi rendevo conto che molte volte avevo immaginato cose del genere.

Ho invece iniziato a scriverle per puro caso,l’anno scorso di questi tempi.
Le prime cose che scrivevo le strutturavo tramite sogni demenziali che facevo di notte.
Per esempio,l’anno scorso sognai di essere la figlia di Matt Bellamy e iniziai a scrivere una storiella tratta da quel sogno 😀
Roba da matti insomma,l’avrete già capito.
Non pubblicai mai niente perchè ovviamente me ne vergognavo terribilmente e ancora oggi lo faccio, ma scrivevo solo per passare il tempo e svuotare la testa da quei pensieri.
Infatti dopo che scrissi quella storia quel sogno non si ripetè più. Avevo trovato un qualche modo di far uscire dalla mia mente quelle fantasie stupide da ragazzina e allo stesso tempo avevo trovato un modo per passare ore scrivendo.

A metà estate avevo già smesso di scrivere però.
Avevo molte cose a cui pensare quindi misi da parte questa piccola passione che c’era in me di raccontare storie strampalate a me stessa e mi dedicai a ciò che ritenevo più importante,anzi fondamentale per me.
F.
Quello era un periodaccio per lui ed io da brava fidanzata non potei fare altro che stargli accanto fin quando lui mi ci volesse.
Per fortuna non mi ha mai cacciata o ritenuta soffocante,anzi,mi ha sempre voluta accanto a sè.
A me bastava vederlo felice,mi importava solo quello.

E proprio per lui ho ricominciato a scrivere.

Era un noioso pomeriggio di settembre,ci stavamo raccontando i nostri rispettivi primi giorni di scuola e cosi senza che ce accorgessimo ci venne un ideuzza. Tornata a casa riesaminai la conversazione e da quelle che dovevano essere battute iniziai a scrivere una storia al computer.
“Ti immagini se il preside della scuola fosse Roger Taylor?” sparò a caso F ridacchiando.
“Si,certo e come insegnanti chi ci sarebbero?”-“Billie Joe Armstrong a insegnare storia del punk e Fred Durst a insegnare storia del nu metal?” risposi io ridendo con lui.
“Beh,Anthony Kiedis potrebbe fare l’insegnante di canto…e Shannon Leto l’insegnante di batteria..” continuò lui diventando magicamente serio.
“E Matt Bellamy l’insegnante di chitarra…certo,si…” ribattei io annunendo alle sue parole.
E da questo semplice gioco eravamo finiti per inventare una School of Rock tutta nostra con rockstar come insegnanti,come alunni i figli e nipoti delle rockstar e come ogni scuola del rock che si rispetti la gita a fine anno l’avevamo programmata a Glastonbury.
Avevo, da quei pochi dettagli decisi per caso insieme,scritto tutta una storia dietro con personaggi nuovi e luoghi sconosciuti,e dopo qualche settimana che la conclusi decisi di fargliela leggere perchè infondo mi aveva dato lui l’idea.
Fu la prima volta che facevo leggere a qualcuno una mia storia,ma lui ne aveva tutto il diritto.
Lo vidi mentre leggeva. A tratti trovava le parole divertenti,a tratti le trovava tenere ma mai aveva osato fare una critica anche se sono sicura ce ne fossero a centinaia da farmene. Quando finì di leggere disse che la storia era bella,mi chiese perchè non gli avevo mai fatto leggere le cose che scrivevo e mi propose di scrivere un altra storia.

Per lui.

Così da Settembre fino a Novembre ho scritto fanfiction su sua committenza.
Non l’ho fatto solo perchè me lo chiedeva lui ma anche perchè lo vedevo sghignazzare mentre leggeva e questo mi rendeva felice dopo quei mesi passati a crogiolarmi nelle sue lacrime.
Sono diventata per quel breve periodo di tempo la sua scrittrice personale.
Lui mi diceva “Vale,scrivimi una bella storia,ti prego” ed io mi presentavo il giorno dopo a casa sua con tutto quello che ero riuscita a scrivere durante la notte.
Proprio in quei mesi ho imparato a vivere di notte. Di notte mi mettevo al computer a scrivere e mi sentivo soddisfatta perchè il giorno dopo avrei visto sul suo volto un bel sorriso. Di notte…avrei dovuto dormire però.

Scrivevo storielle strampalate con protagonisti le sue band preferite.
Scrivevo di amicizie tra Gerard Way e Matt Bellamy.
Scrivevo di amori tra Synyster Gates e insospettabili ragazze dai capelli rossi.
Scrivevo perfino di come avrei sposato Alex Turner.

Proprio quest’ultimo tipo di storie lo infastidiva quindi alla fine non gliene scrissi più a lui di questo genere.
Era molto geloso xD
Però quando leggeva di Bellamy amico dei My Chemical Romance e degli Avenged Sevenfold mi faceva tanti complimenti e mi diceva che quella sarebbe dovuta essere la realtà e non una fanfiction.
Quanto aveva ragione…

Dopo Novembre smisi di scrivere per un altro pò di tempo.
Avevo perso la ragione per la quale ero tornata a scrivere,quindi non avevo motivo alcuno di continuare a scrivere quelle cavolate.
Meno di un mese dopo mi ritrovai senza idee geniali per il regalo di Natale a mia sorella,e nonostante non fossi al meglio della mia forma,scrissi una storia per lei.
Una storia tratta dalla nostra realtà e romanzata con la presenza di Gerard Way 😀
Ho sempre visto Gerard perfetto per mia sorella,tutto qua,volevo solo immaginare…niente di male u.u

Il caso vuole che mia sorella non abbia mai letto quella storia,visto che il giorno dopo Natale è successo un finimondo a casa mia.
E tra il finimondo post natalizio e la corsa in ospedale perchè partorisse non sono passati molti giorni,quindi la storia mi sono dimenticata anche di dargliela.
Ora che ci penso potrei dargliela ora,sono ancora in tempo. Tanto so che lei non mi giudicherebbe anche se reputasse la storia una vera schifezza, mia sorella non mi spaventa…

Ho passato i mesi successivi a scrivere a singhiozzo.
Dipendeva da come stavo.
Se stavo più o meno bene mi mettevo a scrivere di notte anche fino alle quattro del mattino,se invece non ce la facevo rimandavo al giorno dopo.
Così facendo ho scritto parecchie storielle che reputo sempre terribili e demenziali ma di cui sotto sotto mi sento un pò orgogliosa.
Ho iniziato a non usare solo i componenti delle band come protagonisti,ma ho mischiato realtà tratte da libri che leggevo alla mia realtà e a quelle delle band e…un gran casino!

Mi capitava anche allora di fare sogni che potevano diventare storie,ma con il tempo mi sono resa conto che era sbagliato trasformare un sogno in una storia. Proprio li avevo commesso l’errore nella prima storia che avevo scritto,perchè se trasformavo un sogno in storia arrivavo al punto in cui moriva.
Il punto in cui io mi svegliavo e non sapevo come andava a finire,e non riuscivo neanche a inventarla una fine perchè i sogni hanno sempre fini difficilmente decifrabili. Mi mettevano in difficoltà quelle storie tratte dai miei sogni e finiva sempre che le trasformavo in immondi intrecci che alla fine non avevano niente a che vedere con i miei sogni.
Non ho mai più scritto una storia tratta da un mio sogno. Non lo voglio fare mai più,non ne sono capace.

Nonostante i periodi brutti trascorsi negli ultimi sei mesi non ho più smesso di scrivere.
Ora scrivo sul blog ma le mie storielle strampalate esistono ancora sul mio computer.
Quando mi viene in mente un idea,la scrivo.
Inutile lasciarla marcire in questa testa già abbastanza marcia di per se!
Un giorno pubblicherò una mia storia,ma solo quando sarò certa che sarò arrivata alla decenza,per ora ci sono solo porcherie demenziali che è meglio tenga per me xD

Abilità Psicotiche

Questo articolo va dritto nella categoria “Io e il mio disagio”,si,ne sono sicura!

 

 


 

 

 

Mi sono accorta leggendo vari libri di psicologia o nel quale il protagonista è psicotico che ho alcune cose in comune con chi soffre di questa malattia.
Non sono psicotica,di questo sono certa,ma sono riuscita in qualche strano e contorto modo ad apprendere delle abilità che trovo utili nella mia vita quotidiana da questa malattia.
Come dire…
Ho tratto dei vantaggi da una cosa che può sembrare molto svantaggiosa,già.
E credo fermamente che essere immersi in malattie del genere non porti niente di buono,ma apprenderne qualche trucchetto per sopravvivere nei momenti di difficoltà non mi sembra così scandaloso.
Vi illustro brevemente le abilità che ho appreso e vi faccio l’esempio di una situazione in cui mi sono utili.

 

 
Estraniarsi dal resto del mondo

Molte volte gli psicopatici cadono in momenti di cosidetta “catalessi” nella quale spengono la lampadina che hanno in testa e dimenticano di esistere. Non so esattamente cosa provi uno psicopatico in un momento del genere ma sono sicura che non sente ne vede ciò che sta succedendo intorno a lui,più semplicemente si estrania.

Ho cercato di imparare ad avere il controllo sulla lampadina che ho in testa,non è stato facile ma con il tempo ho trovato un sistema il quale risultato è simile a quello che vive uno psicotico.
Mi concentro intensamente su un oggetto non in movimento e inizio a far scorrere i pensieri guidandoli solamente nella direzione che mi indirizza l’oggetto.

 

Esempio:

Martedì ero con mio padre nella sua officina,non c’era niente da fare perciò me ne stavo seduta a guardare fuori.
Di fronte a me si apriva un giardino spoglio nel quale camminava un gattino con una lucertolina che faceva capolino tra i dentini.
Mio padre ha iniziato a commentare la giornata come “una giornata morta” ed io incosciamente confermavo le sue opinioni ma non volevo comunque sentire commenti come “niente paghetta oggi per te” .
Niente paghetta? Dopo che sono venuta fino qua? Dopo che sono stata cinque ore seduta sotto al sole a non fare niente? non ne volevo proprio sentir parlare allora mi sono “estraniata“.
Prima mi sono concentrata a guardare il gattino che faceva avanti e indietro nei giardini di fronte al nostro e si contorceva per entrare tra una recinzione e l’altra,era proprio carino quel gattino ma mi distraeva ben poco.
Allora ho posato lo sguardo sulla prima cosa immobile che mi è capitata a tiro,il marciapiede della casa di fronte.
E da lì ho iniziato a concentrare i miei pensieri su quel piccolo pezzo di strada dimenticando che mio padre non voleva darmi i soldi che mi spettavano.
Da quel piccolo pezzo di asfalto sono arrivata a pensare le cose più fantasiose,ed è proprio cosi che la mia mente si estrania dal resto del mondo,scatenando tutta la potenza della sua fantasia.
“Sicuramente qualcuno dev’essere inciampato lì almeno una volta,spero non sia caduto di testa sul gradino almeno.
Il gattino avrà calpestato quel pezzo d’asfalto cosi tante volte con cosi tante cose diverse in bocca che sono certa sia rimasta qualche goccia di sangue di lucertoline proprio li sopra.
Chissà se la signora pulisce mai fuori casa,non credo puliscano gli spazzini per lei,non qui almeno.
Sono certa che qualche barbone si è seduto li disperato perchè non sapeva dove andare a dormire,si,sicuramente sono rimaste delle lacrime impresse nell’asfalto.
Quante persone hanno calpestato quel marciapiede da quando è stato costruito? Quando,è stato costruito? Almeno sessanta anni fà viste le condizioni,e son sicura che non è mai stato aggiustato da quel giorno fino ad ora.
La signora dovrebbe stare attenta perchè con quel centimetro di asfalto e quel gradino di li fronte potrebbero entrarle i ladri in casa in un batter d’occhio” 
“Papà,hai mai proposto alla signora di fronte di farsi un cancelletto di protezione?” ho chiesto a mio padre interrompendo il suo monologo.
“L’ha già fatto qualche anno fà” ha risposto lui infrangendo ogni mia speranza di un possibile guadagno.
Poi,tornata a casa ho scoperto che mentre io mi ero “estraniata”,lui stava parlando seriamente e aveva detto che mi avrebbe dato comunque la paghetta perchè apprezzava il mio sacrificio.
Mi sono persa un discorso che tanto avevo già sentito e infondo mio padre nemmeno se ne è accorto che non avevo sentito niente.
In quel momento avevo solo visto la storia che avevo immaginato di quel marciapiede e avevo sentito solo i miei pensieri,il resto non esisteva.

Sia chiaro che non uso sempre cosi impropriamente questa mia abilità. Più che altro la uso nei momenti nei quali non voglio sentire quello che mi si sta dicendo perchè l’ho già sentito (critiche trite e ritrite o lezioncine da quattro soldi) o nei momenti in cui mi sto annoiando.
Certamente non mi estranierei mai mentre un insegnante sta parlando della lezione di storia,no,mai,ma se l’insegnante in questione sta facendo una predica sul come nessuno studia in classe allora me ne defilo tranquillamente visto che non sono presa in causa 😀

 

 

 

Dimenticare le cose inutili

In molti libri che ho letto i personaggi con tratti psicopatici aveva l’abitudine di dimenticare,anzi cancellare totalmente eventi traumatici o cose che volevano di proposito dimenticare.

Molte volte mi capita di vivere dei momenti che vorrei dimenticare,e non parlo di momenti dei momenti di sofferenza che so essere impossibili da cancellare,parlo di cose davvero inutili.

In realtà non so benissimo come faccio a dimenticarle queste cose,credo che con il passare del tempo ho imparato a lasciar correre e tralasciare le cose inutili,tutto qua,quindi è un abilità che ho acquisito con il tempo.

Prima ogni minimo commento sarcastico mi infastidiva e mi ci tormentavo per delle ore con pensieri al limite del paranoico,adesso per fortuna non sono più cosi,ho imparato a dimenticare.

 

Esempio:

– L’altro giorno,sempre quando ero con mio padre alla sua officina,lo stavo aiutando pitturando un cancello e mi stavo stancando. In passato mi sarei lamentata “Sono stanca,voglio tornare a casa”-“Tanto non mi serve a niente,è inutile” e bla bla bla,invece ora non lo faccio più.

Nel momento nel quale sentivo le ginocchia dolermi e le caviglie pulsare ho pensato “Pensa alla chitarra,pensa alla chitarra,pensa alla chitarra! è il tuo obbiettivo! Che te ne frega che ti stai stancando? Quando torni a casa ti riposi e poi puoi comprare la chitarra! Non ti lamentare,non serve a niente. Quando avrai la chitarra in mano dimenticherai tutta questa fatica e sarai solo orgogliosa di essertela guadagnata con le tue mani!

E cosi ho fatto,ho avuto la forza di stare zitta e andare avanti,e quando sono tornata a casa ho dimenticato.

Più che altro,quando ho visto i soldi ho dimenticato 😉

 

Dimenticare la fatica e ricordare la vittoria!

La chitarra non l’ho ancora comprata,ma non manca molto,ancora un mese e sarà mia 😀

Probabilmente ho imparato altri trucchetti da psicopatici che ora non ho in mente,nel caso ne ricordassi qualche altro in futuro,aggiornerò l’articolo.

 

 

P.S. Vi consiglio di non fare quello che faccio io perchè non è salutare,alla lunga diventerò psicotica ne sono sicura xD

La vita…

20 Marzo 2015

Cerco di essere sempre positiva,ironica e costruttiva quando scrivo ma in realtà la mia vita cade a pezzi.

Mi ritrovo ogni giorno a convivere con il dolore e a fare i conti con i pezzi che perdo per strada.
Alla fine rimetto sempre tutti i cocci a posto e vado avanti.

Il mio è un metodo semplice e inconcludente:sopravvivo.
Semplice perchè sopravvivere non include per forza la volontà di voler vivere,basta fare le cose essenziali che servono per sopravvivere,fine.
Inconcludente perchè prima o poi ci si stanca sempre di sopravvivere e non di vivere.
Quando ti stanchi di sopravvivere,beh,sei fottuto.

A quel punto o inizi a vivere o finisci di vivere.

Sono stata molte volte combattuta su questa scelta,ma alla fine mi limitavo a tornare nella modalità sopravvivenza.

Adesso,proprio adesso sono in modalità sopravvivenza,questa volta una modalità diversa dal mio solito.
Questa volta sono in modalità sopravvivenza forzata. Mi stanno tenendo in vita altre persone.
La mia famiglia. Mi stanno trascinando avanti,credendo che spingendomi riusciranno a farmi rialzare.
Lo spero anche io,ma non ho ottimi sentori.
Non mi sono mai sentita cosi morta dentro come in questa modalità di sopravvivenza forzata.

Lasciar farsi trascinare non è indolore,è una tortura sorda e muta.

Ma sono comunque fiduciosa. In tutti i periodi difficili della mia vita c’è sempre stato qualcuno o qualcosa che è venuto in mio soccorso e mi ha fatto tornare a VIVERE.
Aspetto con trepidazione l’arrivo del prossimo spiraglio di luce.
Perchè sono convinta che infondo al tunnel c’è sempre la luce,devo solo trovarla.


3 Maggio 2015

Meno di due mesi fà scrivevo queste parole con l’intento di farne un articolo di presentazione,poi cambiai completamente idea per fortuna.
Adesso me le sono trovate davanti e le ho rilette. Ho alcune riflessioni interessanti in mente che voglio ricordare perciò scrivo.
A Marzo parlavo di come stavo sopravvivendo male ed è vero,stavo facendo quello e la mia famiglia mi stava trascinando verso qualcosa che non vedevo neanche lontanamente,ora invece è cambiato tutto.
Ammetto che devo dire grazie soprattutto alla mia famiglia se adesso sto meglio e sono tornata a vivere.
Forse questa è la volta buona,sono fiduciosa. Forse l’essermi rialzata con la mia famiglia come salvezza era quello che mi serviva davvero. Ovviamente la musica come sempre ha giocato il suo ruolo chiave in questa mia ripresa,soprattutto le ultime canzoni dei Muse che sembravano fatte apposta per come stavo.
Questa volta ho iniziato con calma a riprendermi. Ho capito che i miei metodi passati erano sbagliati. Non posso fare tutto e subito.
Un passo alla volta si va più lontano.
Un passo alla volta si ritorna a vivere.
Con calma,pazienza e costante dedizione si raggiungono i propri obiettivi.

In passato invece usavo metodi violenti,e per riprendermi facevo tutto in un unico momento,il risultato era che mi sentivo subito dopo di nuovo vuota e senza ambizioni.
In questi due mesi ho fatto un passo al giorno.
Anche se certi giorni volevo fare passi indietro ho tenuto duro e ho fatto un piccolo sforzo per andare avanti.
Alcuni giorni ho fatto progressi notevoli,altri giorni piccoli ma comunque importanti passi avanti.
Perchè è questo che mi mancava;la costanza.
Fare tutto in un unico momento non mi aiutava a far crescere e maturare la mia costanza e cosi ritornavo sempre indietro.
Devo dire che è difficile per una persona che come me è sempre stata incostante,iniziare a capire che la vita è fatta anche da rispetto di scadenze e orari.
Ho sempre odiato dover essere in un determinato posto a fare una determinata cosa ad una determinata ora.
Odiavo fare progetti di questo tipo ma facevo progetti in grande,nel futuro.
Adesso mi limito a programmare le giornate vicine,e fare progetti per il futuro che siano realizzabili.

Perchè programmare di andare ad un concerto tra sei mesi se neanche voglio programmare di andare a lavorare per guadagnarmelo?
Quest’estate ho deciso che andrò con mio padre (sperando che lo chiamino da qualche parte),lavorare con lui in queste settimane mi ha responsabilizzato e passare l’intera estate con questo impegno fisso mi aiuterà ancora di più.
Quando tornerò a casa deciderò cosa fare con qui soldi. Bugia,ho già deciso. In giro dicono che i Muse vogliono tornare in Italia a Gennaio/Aprile 2016,quindi quei soldi so già a cosa mi serviranno;realizzare il mio più grande sogno.
Dopo il concerto dei Muse troverò altri obiettivi da raggiungere.
Posso farcela,lo so che posso farcela.
Sono arrivata fin dove sono ora,so che posso arrivare a vedere i Muse. Lo so,si,sono sicura.

Inutile pensare al passato e a quello che ho sofferto negli ultimi mesi. Pazienza,tutto quello che è successo mi ha forgiata ed ora sono più forte di prima. La vita è cosi,devi soffrire per crescere,non è un gioco maturare.
F rimarrà sempre sulla mia pelle ma so che andare avanti vuol dire farlo anche per e con lui.
Lui sarebbe orgoglioso di me in questo momento,mi direbbe “Brava Vee,è questo che volevo da te”.
Lo sto facendo per me stessa,ma anche per te F,questo non posso nasconderlo.

Grazie di essere esistito.