The reasons why I love him.

 

Molte persone mi hanno fatto questa domanda.

 

Mia sorella,le mie amiche,tutti,anche le mie tartarughe mi hanno chiesto «Perchè ami Francesco che vive a 1.535 chilometri lontano da te e conosci da quattro mesi?».

 

 

A me viene sempre da rispondere a tutti «Fatevi i cazzi vostri,sono fatti miei e al massimo suoi,non vostri».

Ma alla fine la domanda mi mette tanto in confusione e difficoltà che rispondo con un sorriso da ebete.

Allora mi sono chiesta «Perchè reagisco cosi?» – «Perchè lo amo?».

Voglio,anzi, pretendo,di rispondere a queste domande subito.

Ora.

Ne ho un bisogno sanguigno.

Come dice Alex Turner nella sua perla Do I Wanna Know?,

IO VOGLIO SAPERE.

Ed ora saprò,spero.

 

Leggi altro

Annunci

Quello che noi chiamavamo «concerto»

 

Oggi mi sento in vena di raccontare qualcosa della band,ho deciso di scrivere come si svolgevano i nostri «concerti» sotto il mio punto di vista.

 

Ovviamente secondo il punto di vista di Gianluca il concerto equivaleva ad un occasione per lanciare occhiate disgustosamente seducenti alle sue amichette.

Per Frank credo che il concerto avesse un significato simile al mio,visto che lo vivevamo praticamente in simbiosi.

Per Anto credo fosse un semplice passa tempo,lui sicuramente era il meno appassionato e motivato di tutti,ma per lo meno non lo faceva per rimorchiare.

E nonostante ai miei occhi sembrasse il meno motivato di tutti,è stato l’unico che non ha mai abbandonato il progetto,anche quando io ormai non ne volevo più sapere,forse l’ho sempre sottovalutato,si…

 

 

Dal mio punto di vista il concerto era quel sabato sera nel quale mi divertivo e sfogavo la rabbia accumulata,era quella serata nella quale vedevo Franky sorridere e mi sentivo in pace con il mondo.

 

Di solito io e Franky andavamo a casa di Gianluca e dopo che arrivava anche Anto,il nonno di Gianluca con il suo furgoncino si scortava a casa del mal capitato che ci aveva chiesto «Hei raga,sabato faccio una festa per il mio compleanno,venite a mettere un pò di musica?».

Accettavamo sempre,anche se avevamo altri impegni o qualcosa che potesse intralciarci.

Gianluca accettava anche se aveva un appuntamento con la sua «fidanzata» e la invitava alla festa.

Anto accettava sempre senza esitare,qualche volta ha trascurato lo studio pur di venire con noi,e recuperava durante la notte.

Franky accettava sempre quando gli tiravo un pugnetto sul braccio invitandolo a sorridere.

Io accettavo prima di tutto perchè amavo divertirmi a cantare,poi anche perchè avevo bisogno di sfogare la rabbia accumulata,anche perchè pensavo avessimo bisogno di esercitarci il più possibile e infine lo facevo anche per Franky.

 

 

Ho cantato a feste di persone che odiavo,di persone che non conoscevo perchè amici di Gianluca e ho cantato perfino davanti ad un gruppo di rockettari incerti se tirarmi addosso i pomodori o applaudire. (Alla fine restarono tutti muti,almeno non mi sono beccata i pomodori xD)

Nel furgoncino ormai eravamo abituati a sentire Gianluca che progettava la serata con particolari torbidi,e Francesco che ripeteva sempre la stessa frase «Quando guiderò io,noi verremo da soli Vale»,ogni tanto si proponeva anche di portare Anto con noi,cosi da lasciare Gianluca solo con i suoi pensieri pre concerto.

Arrivati a destinazione era compito mio,di Franky e di Anto trasportare la batteria in casa,visto che Gianluca non muoveva mai un dito.

Litigi a parte,in questo intermezzo io ne approfittavo per guardarmi intorno e vedere di chi fosse la casa,mentre Gianluca come al solito attaccava bottone con la biondina di turno che incontrava nel corridoio.

Quando noi eravamo pronti per suonare erano ormai arrivati tutti gli invitati (ormai avevo imparato gli orari a cui arrivare per non dover aspettare troppo che arrivassero gli invitati ne essere in ritardo).

 

 

Iniziavamo a suonare,era mia abitudine lasciare l’onore a Frankie di suonare la prima nota e poi i due imbecilli lo seguivano a ruota.

A scegliere la scaletta delle canzoni da suonare dovevo essere io in quanto capo assoluto,ma Gianluca si intrometteva sempre con commenti del tipo «Ma quella canzone è difficile,non mi viene bene» – «Facciamo questa che piace di più al mio amico» – «Questa fa più effetto,senti a me» e mi costringeva a cambiare le cose secondo i gusti suoi e dei suoi amici.

 

 

Però rimanevano sempre quelle due o tre canzoni che erano tra le preferite di me e Frankie,nelle quali ci divertivamo un mondo a suonare e cantare.

La prima tra tutte era Hysteria dei Muse,che ormai Francesco sapeva suonare alla perfezione ed io la conoscevo a memoria da cosi tanto tempo che cantarla era sempre il momento più facile della serata.

Più facile e più bello,perchè mi ricordava il giorno in cui avevo capito di essermi innamorata del chitarrista.

Ci scambiavamo sguardi complici durante tutto il concerto,ma soprattutto durante Hysteria.

Era una canzone che cantavo a lui.

Il testo,tutte quelle parole io le provavo in quel momento nei suoi confronti.

E mi lasciavo trasportare dalla frenesia e iniziavo a saltellare come una cretina,lui mi seguiva sempre ,non mi lasciava mai fare la figura della cretina da sola.

Sentivo il pavimento cedere sotto il peso della mia rabbia,della mia emozione e del mio incontenibile entusiasmo e mettevo più forza nei miei salti cercando di far sprofondare nel pavimento tutti i dubbi e le perplessità che mi corrodevano dentro.

 

«I want it now

Give me your heart and your soul…

I’m breaking out

Last chance to lose control…» cantavo rivolgendomi personalmente al chitarrista.

 

«I want you now

MUSE
L’uomo che mi ispira ogni giorno,signori e signore… Mr. Matthew Bellamy.

I’ll feel my heart implode!» su questa frase scoppiavo sempre in qualche salto pericoloso,ma non cadevo mai.

 

Questa frase me la vorrei tatuare un giorno,da quando sono bambina sa sento nel cuore,mi esprime molto di più di quanto si possa pensare.

«...E sentirò il mio cuore implodere..

 

Ed io sentivo il mio cuore implodere di mille emozioni tutte insieme in quei momenti;lo sguardo di Frank addosso,la felicità di fare ciò che mi piaceva,la leggerezza che sentivo dopo aver sfogato la rabbia in quelle parole,i sorrisetti di Gianluca e l’approvazione di Anto mi portavano in un turbinio di emozioni contrastanti.

 

Mi sentivo felice,euforica,credevo in me stessa come mai avevo fatto in vita mia,sentivo la tacicardia e l’immenso desiderio di abbracciare e baciare Frank li seduta stante,la rabbia nei confronti dei sorrisetti di Gianluca che non faceva altro che godere nel vedermi cosi fuori di me e la frustazione che mi metteva addosso l’approvazione di Anto.

«Cavolo,fai qualcosa una buona volta» avrei voluto dire ad Anto per spronarlo a lasciarsi andare.

«Stai zitto e fermo,non guardarmi bastardo,non sarò mai tua» – «Tutta questa eccitazione me la può mettere addosso solo il chitarrista qui accanto a me» avrei voluto sputare in faccia a Gianluca.

«Non vedo l’ora che il concerto sia finito amore mio,non vedo l’ora che tu sia tutto mio» – «Ma quanto sei bravo? Troppo,sei troppo per me e questi due cretini» avrei voluto dire con gli occhi sognanti a Franky.

Ma alla fine non parlavo con nessuno di loro,continuavo a cantare fino alla fine del concerto e dopo aver rimesso nel furgone tutte le attrezzature mi stendevo su quello che rimaneva del palco e facevo un resoconto delle emozioni provate quella sera.

 

La calma e la pace che mi rimanevano alla fine della serata mi rendevano serena per i giorni seguenti e il ricordo della rabbia che vomitavo fuori mentre cantavo rendeva giustizia al mio intestino in subbuglio.

 

 

Il concerto più importante che abbiamo fatto è stato in un locale fuori città,in cui proprietario era uno zio di Gianluca e ci aveva dato questa opportunità.

Diceva che ai suoi clienti non sarebbe dispiaciuta un pò di musica il sabato sera e il palco che aveva fatto montare anni prima lasciandolo inutilizzato perchè non aveva mai trovato un gruppo da farci esibire sopra,non aspettava altro che noi.

Quando il concerto finì era ancora un orario accettabile ma noi rimanemmo fino a tarda ora visto che era stato lo zio di Gianluca -il proprietario del locale- ad accompagnarci.

 

Le ultime luci fioche che provenivano dalla cucina illuminavano a mala pena la sala vuota ed io come al solito mi godevo il mio momento di solitudine sul palco vuoto.

Quel palco era parecchio alto da terra,sicuramente il più alto sul quale sia mai salita a cantare e avevo lasciato un braccio penzolare fuori dal bordo per sentirmi in vento fresco che entrava dalle finestre sulla pelle.

Dopo qualche minuto di silenzio sentii dei passi e poco dopo sentii che qualcuno mi stringeva la mano.

Capii di chi si trattava senza neanche aprire gli occhi,poi gli aprii e sorrisi al soffitto.

«Sempre a fare cose strane eh? Poi dici che sono io il pazzo,Vee» disse lui.

(quando eravamo in veste di band,mi chiamava sempre con il mio soprannome)

«Lo so,sono pazza anche io,altrimenti non staremmo cosi bene insieme,non ti pare?» risposi io voltandomi a guardarlo.

Francesco mi guardava sorridendo e dopo qualche secondo era salito sul palco anche lui.

Si sdraiò alla mia sinistra e scrutando il soffitto mi chiese «Cosa vedi?» .

«In questo momento mi è passato davanti il viso di Alex Turner» risposi io prendendolo in giro.

«Come al solito,lui è al primo posto nei tuoi pensieri,lo sapevo..» rispose lui affranto.

«Mmh…adesso mi pare di vedere un ragazzo…un ragazzo alto,con i capelli castani,gli occhi neri,cosi profondi che mi ci potrei perdere dentro,ma aspetta…non è Alex Turner questo» dissi,mi voltai e guardandolo negli occhi dissi «Mi sa che sei tu,oppure vi somigliate molto».

Lui sorrise e mi accerezzò la guancia in un gesto d’affetto.

Tornò a guardare il soffitto e disse con occhi vuoti «Io vedo il futuro,vedo un grosso buco nero Vee».

«Io vedo tanti concerti in futuro,vedo un tour con gli Avenged Sevenfold,ti vedo ridere e scherzare con Synyster Gates mentre io me ne sto in un angolino imbronciata» – «Magari…vedo anche un tour con gli Arctic Monkeys nel quale tu fai sempre la parte del geloso ed io seguo Turner ovunque vada» dissi sghignazzando,cercavo di sdrammatizzare i suoi pensieri malinconici.

«Non credo proprio che lo seguirai ovunque vada,dovrai passare sopra il mio cadavere» ribatte lui costringendomi a voltarmi verso di lui.

«Credi davvero di portermi tenere lontana da Turner? Non farti troppe illusioni» continuai con un sorrisetto stampato in faccia.

«Dio,ti adoro quando fai quel sorrisetto alla Synyster Gates,ma come fai?!» disse lui tutto emozionato accarezzandomi il viso.

«Ma non lo faccio apposta,lo sai…che rottura» – «Per farmi un complimento devi sempre prendere in causa quello?» risposi io un pò stanca delle intromissioni di Brian nelle nostre vite.

«Ma…» balbettò lui ma non rispose.

Riempii il silenzio e lo baciai.

«Facciamo un tour con i Muse e non se ne parla più,ok?» proposi un compromesso.

«Mi sembra un buon compromesso» rispose lui sorridendo.

 

 

Quel compromesso è andato a farsi fottere ma i miei progetti sulla band ancora no.

 

Ho ancora una speranza,e con il tempo troverò il modo di realizzarla anche senza il mio chitarrista.

 

 

 

 

 

 

Questa è la descrizione di quelli che noi chiamavamo «concerti» ma che nel mio cuore hanno un solo nome scritto con il pennarello indelebile;

V I T A

La massacra chitarre

La settimana prossima è il mio compleanno.

Con i soldi che mi regaleranno tutti i miei carissimi parenti avevo deciso,anzi,ho deciso,di comprare una nuova chitarra elettrica.

Nuova si fa per dire,nuova ma sempre usata xD perchè questo posso permettermi per ora.

Ne avevo adocchiata una su ebay la settimana scorsa che rientrava nel mio badget,poi sono andata a vedere ieri e non c’era più.

O l’hanno venduta o è scaduta l’inserzione e non è ancora stata reinserita.

Spero nella seconda ipotesi ovviamente,e spero che la reinseriscano quando avrò il malloppo,cosi che potrò comprarla.

Nel caso l’abbiano venduta…ne cercherò un altra.

Anche se non spendo i soldi del compleanno subito non è mica un dramma,anzi,nel frattempo nel metto da parte altri e compro una chitarra un pò meno scassata ^_^

Il mio problema rimane che devo trovare un elettrica+amplificatore,e a buon prezzo è difficile da trovare.

Purtroppo ho praticamente bruciato/fatto esplodere il vecchio amplificatore per un sovvracarico quindi se non trovo una chitarra con l’amplificatore non me ne faccio niente.

 

 

Se vedeste in che condizioni mi esercito adesso….indecorose.

L’amplificatore scoppiato,la chitarra che è vecchia almeno di dieci anni (l’ho comprata usata) e che io ho reso vecchia almeno di cinquanta anni,l’ultimo plettro rimastomi (ne ho persi cinque) tutto scheggiato…

…e perfino la cucitura della custodia della chitarra si è scucita 😐

 

Credo che neanche ai tempi di Woodstock i musicisti nomadi avessero un attrezzatura in tali condizioni precarie.

Forse neanche attraversando tutta l’America a piedi con una sola chitarra sarebbe diventata come il catorcio che mi ritrovo a casa io.

 

Fra mi chiamava «la massacra chitarre»,diceva che sono peggio di Matt Bellamy.

1545019_10153403574809284_6665326722162823137_n
Matt Bellamy che scaglia la sua chitarra contro un amplificatore

«Almeno Bellamy le lancia dal palco,tu le distruggi lentamente ma più dolorosamente» diceva.

Ecco perchè non mi ha mai fatto toccare la sua adoratissima «Gates 2.0» (già,era il nome che aveva dato alla sua chitarra) rossa e nera,con le corde sempre nuove,il battipenna sempre pulito e lucidato e la tracolla super alla moda.

Io sul battipenna ci scrivo invece xD Altro che pulito e lucidato,ho ridotto quella chitarra ad un murales neanche se fossi una streetwriter.

 

Ci sono stati momenti nei quali la mia chitarra, «Arabella» (questo il nome che le diedi,come il titolo di una canzone degli Arctic Monkeys) è stata la mia unica amica,e perciò mi sfogavo su di lei in tutti i sensi; ci scrivevo sopra,la picchiavo (in momenti di rabbia ho tirato qualche pugno e calcio alla poveretta),le parlavo (si,le parlavo xD) e ovviamente la suonavo allo stremo finchè non si rompeva una corda.

Povera Arabella,l’ho violentata cosi tante volte che dovrei finire in galera per scontare la mia pena.

Ma ho deciso che cambierò!

La prossima chitarra la tratterò come una regina u.u

…e guai a chi me la tocca,verrà picchiato come io picchiavo Arabella.

 

 

Ho deciso anche il nome che darò a questa mia nuova bambina,un nome che non centra niente con canzoni,album o band che mi piacciono perciò magari mi porta più fortuna;

Colore predominante + Grace

Visto che ancora non so di che colore la comprerò,perchè mi interessa più il prezzo che il colore sinceramente,il nome è incompleto.

Esempio; BlackGrace (se la chitarra è nera con il battipenna bianco)

WhiteGrace (se la chitarra è bianca con il battipenna nero,anche se è improbabile che la trovi cosi)

RedGrace (se è rossa…)

Eccetera….

 

Credo di aver chiarito l’idea,adesso vi spiego perchè «Grace».

La mia nipotina nata qualche mese fa si chiama Mariagrazia,e mia madre si chiama Grazia,ho sempre amato il nome Grace,anzi,un giorno chiamerò cosi una delle mie figlie,perciò ho pensato che sarebbe carino anche per la chitarra.

è un nome elegante,fine e con l’aggiunta del colore diventa veramente completo,tipo il Black gli da un aggressività pazzesca che rende perfettissimo il nome!

BlackGrace

La mia BlackGrace

Forse mi sto auto convincendo a comprarla nera proprio perchè questo nome mi piace di più,chissà…vedremo cosa trovo…

 

Presto,comunque,sarà tra le mie mani, e la battezzerò in nome del rock sperando che questo la renda pura e indistruttibile sotto il mio tocco.

BlackGrace,un nome perfetto! Non vedo l’ora di averla qui con me.

 

Arabella,ho sbagliato a darle questo nome,non avrei mai voluto fare del male ad una chitarra con lo stesso nome di quella splendida canzone.

Nel caso un giorno incontrassi Alex Turner credo che dovrò omettere questo dettaglio,non vorrei che se la prendesse visto quanto è permaloso…

Saint Matthew Bellamy

Oggi è il 9 Giugno 2015

Oggi Sain Matthew James Bellamy,cantante,chitarrista santo e pianista dei Muse,compie 37 anni.

Non ce la faccio proprio a scrivere una mezza biografia di Matt,non ha senso per me scrivere della sua vita quando la conosco cosi bene e poi…è inutile scrivere della sua vita quando posso scrivere del ruolo che ha nella mia.

Ogni anno scrivo quattro parole per quest’uomo che non cancello mai,ho alcune pagine scritte sui diari di scuola media ed altre scritte su facebook.

Vi ricopio quello che ho scritto l’anno scorso e dopo vi scriverò ciò che quest’anno ho da dire a quella sottospecie di cricetino alienato.


9 Giugno 2014

bellsOk,oggi è il compleanno di Matt Bellamy.
Mi sento obbligata a spendere due parole per augurare buon compleanno a quest’uomo.
Bellamy è il mio chitarrista preferito in assoluto,quando inizia a suonare la sua chitarra,tutte le cose brutte della mia vita scompaiono,esiste solo lui e la sua magnifica musica in quel momento.
Bellamy,oltre tutto è anche uno dei miei cantanti preferiti,e quando lo sento cantare inizia a battermi forte il cuore.
Grazie a lui ho capito quanto la musica fosse importante per me,più di quanto pensassi,più che ascoltare le canzoni e andare ai concerti,grazie a lui ho capito che la devo fare la musica per essere veramente completa.
Non posso non ringraziarlo,per tutto quello che,inconsapevolmente,ha fatto per me.
Forse,se non fosse mai esistito,la mia vita sarebbe stata diversa.
Grazie di essere nato 36 anni fa,grazie di aver iniziato a suonare il piano e poi la chitarra e grazie al destino che ti ha fatto incontrare Dom e Chirs.
Grazie di essere sempre te stesso mio caro idolo ❤


Passiamo ad oggi.


9 Giugno 2015

Ok il mio Matthew sta invecchiando ed oggi compie già 37 anni,e purtroppo si vede proprio che ha 37 anni,non sembra pià giovane come altre rockstar.
Matt è sempre cosi,sempre se stesso.
Non si è mai lasciato corrompere ed ha corso parecchi rischi pur di fare come gli diceva la sua testolina.
Stimo quest’uomo proprio per questo suo fondamentale valore con il quale conduce la sua vita ormai da anni senza mai pentirsene.
Odio le rockstar che si lasciano corrompere o si montano la testa,adoro invece la mentalità di Matthew Bellamy.
Matt è l’anti rockstar in persona e forse questo me lo fa apprezzare ancora di più,è una voce costantemente fuori dal coro,è unico nel suo genere di pazzia!

Oh Bellamy,quest’anno quanto hai fatto per me?
Troppo.
L’anno scorso in confronto a quest’anno non hai fatto niente per me ma…oggi posso ringraziarti per davvero.
Posso ringraziarti solo per il fatto di aver scritto il testo di Dead Inside?
Posso ringraziarti per aver rubato i miei pensieri ed averli trasformati in una canzone?
Tu mi capisci fin troppo amico mio e te ne sono grata sempre e per sempre.
Ti ringrazio anche per l’album che tu e i tuoi amici pubblicate oggi,sono sicura che Drones mi aiuterà nel mio cammino come ogni vostro album ha sempre fatto.
tumblr_nnbw3mUDoV1s5yayoo1_540E se nel 2009 con i testi di The Resistance mi hai insegnato l’arte della resistenza a qualsiasi tipo di battaglia,con Drones nel 2015 mi insegnerai a ribellarmi al male e ritrovare me stessa.
Un giorno ci incontreremo Matt,te lo assicuro.
E quel giorno non avrò bisogno di essere spaventata o in ansia perchè starò per incontrare un mio amico,una persona che mi capisce e con la quale condivido tantissimo.
Oggi lo posso dire,Buon compleanno amico mio!
Grazie di essere sempre cosi disagiato Maffieuuu!!
La tua Vee


Ed ora non pensate che sia finita qui!! Oggi giornata dedicata al criceto 😀
Condividerò un pò di foto e canzoni di quest’ometto e…anche qualche video in cui Matt fa il disagiato cosi ci facciamo tutti quattro belle risate.

#HappyDronesDayToAll

Divertirsi

11269086_902671823111986_3752469628817425405_n

 

“La cosa importante è continuare a divertirsi,e noi ci   stiamo divertendo.”

Matt Bellamy

 

 

 

Più si avvicina l’uscita di “Drones” e più vengono pubblicate nuove interviste ai Muse e recensioni all’album.
Ieri ovviamente me ne sono lette alcune,ed ho trovato questa bella frase di zio Bellamy che mi ha colpita.
L’intervistatore aveva chiesto a tutti e tre se in questi ultimi vent’anni di carriera il loro rapporto fosse cambiato e come è giusto che sia loro hanno riposto che in sostanza sono cambiati e cresciuti negli anni ma sono come fratelli e anche quando non lavorano passano del tempo insieme.

La frase ultima di Bellamy mi ha colpita perchè secondo me è il sano principio di chi fa musica.
La cosa importante è continuare a divertirsi…” ha detto,e la penso esattamente cosi anche io.

Cosa sarebbe la musica se gli artisti la componessero solo per sete di fama o di soldi?
Farebbe schifo,ecco.

Invece quando un artista fa musica perchè ne sente l’esigenza e non la sente come un imposizione credo che il risultato sia sempre ottimo.
La passione è fondamentale,senza di quella non si va avanti! O si va avanti male…

Inutile fare musica per soldi!
Quella musica è musica che non trasmette ne emozioni ne insegnamenti a coloro che la ascoltano,è musica inutile e a volte anche danneggiatrice.
Non voglio fare esempi perchè non voglio insultare nessuno,ma ognuno di noi sa nel proprio cuore qual’è quella musica che non merita di essere ascoltata perchè i suoi compositori non si stanno divertendo ma la compongono per un qualche motivo del tutto irragionevole.

…e noi ci stiamo divertendo.”

Se la cosa importante è divertirsi e i Muse si stanno ancora divertendo,allora posso stare tranquilla che ascolterò musica fatta con il cuore ancora per tanto tempo!

Decidi.

10590674_466920943450132_9199132185500099139_n

“Si può essere una persona violenta e andare là fuori e uccidere la gente o si può essere in una rock band.”

Matthew Bellamy (frontman dei Muse)

Devo prendere una decisione tra le due alternative?

Decido di far parte di una rock band,il ruolo di persona violenta non mi si addice Matt.

E voi quale alternativa scegliete?

Far parte di una rock band,essere una persona violenta o la terza opzione che Bellamy ha dimenticato.cioè reprimere tutta la frustrazione?