So Far Away…

Ci sono due modi per gli adolescenti per affrontare un trauma.
O,iniziano a drogarsi,a bere e a rubare,o trovano il loro mondo nella loro arte.
I più deboli cercano rifugio nella ‘’cattiva strada’’, i più forti si rifugiano nell’arte.
Ognuno di noi ha la propria arte,la propria salvezza,il proprio posto nel mondo.
Che sia il disegno,la recitazione,la fotografia,la scrittura,la moda,la musica,ognuno ha il suo posticino nel mondo.

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Visto che questo 2015 sta per finire ci tengo a scrivere ciò che è stato,quello che mi è rimasto da questo anno.

Quello che ho perso e quello che ho trovato.

 

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Giorni in incubatrice

 

In questi giorni ho scritto ma il caldo e altri problemucci mi hanno impedito di pubblicare,quindi ho creato questo mega articolo-sfogo-incubo di calore per buttarmi alla spalle questi altri casini che ho combinato.

Ho scritto piuttosto di sploff,si,ci tenevo a dirlo questo.

Comunque,Gianluca sta bene e non è arrabbiato con me,più che altro credo abbia capito che avevo bisogno di quella reazione per stare un pò meglio.

Mia madre è un pò preoccupata ed anche mia sorella.

Io…non mi preoccupo più a vado avanti.

Ho trovato il modo per dormire anche se fa cosi caldo,ma è meglio che non ne parlo per ora.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

Sabato 18 Luglio Ore 20.02

 

Mi sono seduta per terra a leggere oggi sperando di trovare un pò di refrigerio sul pavimento fresco ma mi sbagliavo.
Oggi sembra che il calore sia sprigionato direttamente dal pavimento e mi sono ritrovata con la pelle sudata e appiccicata .
Sprigionato direttamente dalle fiamme dell’Inferno :O
Le sento sotto di me ardere e trascinarmi giu!
Ma tengo duro,mi alzo in piedi e strascicando esco da questa stanza che è diventata un forno crematorio.
Di scrivere non se ne parla,il computer è una stufa portatile e non ho voglia di ritrovarmi in un rapporto così stretto con quell’affare un altra volta.
Fuck all.
Oggi mi sento molto ribelle,non so perchè ma mi sono svegliata con la voglia di fumare e spaccare qualcosa.
«La rabbia,è la rabbia repressa» dice la mia amica,si certo lo so che è la rabbia,sopratutto perchè ho fatto un bel sogno nel quale io e Frank andavamo a vivere insieme.
Certo che è rabbia,ne sono consapevole,ma nemmeno leggere libri sensibili e che profumano di amabilità come Amrita mi sta aiutando.
Non so che fare,mi sa che uscirò di casa per farmi cuocere dal sole nel cielo.

 

Io vengo cotta nel forno crematorio della mia camera il cui pavimento sprigiona un calore immondo ma se penso a quei poveri cristi che oggi a Roma sono andati a vedere i Muse mi sento quasi un pò in colpa che sto qui a casa al «fresco».
Loro si stanno cuocendo sotto al sole cocente che sicuramente li farà arrivare a stasera quando inizierà il concerto dei Muse ad una cottura ottimale per godere della musica di quei tre mascalzoni.
Alla fine però ho capito una cosa di questa giornata…
…che alla fine tutti i musers ne usciranno cotti a puntino.
Io qui nella mia adorata Taranto con quaranta gradi all’ombra e cinquanta percepiti per via dell’umidità al 700%,e loro sotto i secchi quaranta gradi romani in attesa delle star della serata.

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Bello lui ha maniche lunghe con cinquanta gradi…c’è,ma come ha fatto a respirare? Neanche con dieci condizionatori sarei riuscita a respirare io xD

Intanto sapete che vi dico?
Mi metto ad ascoltare The Globalist cosi mi vengono un pò di brividi e magari percepisco meno calore.
Grazie Muse,grazie di raffreddare il calore intorno a noi con la vostra musica che spacca letteralmente i cuori.
Ovvio che poi non sentiamo caldo se il cuore è spezzato! Ovvio che i musers sopravvivranno tutti benissimo al concerto!
Intanto anche scrivere al cellulare mi sta stancando,iniziano a scivolarmi le dita sulla tastierina,meglio che trovi un altro passatempo.

 

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Il giorno in cui il cuore iniziò a battermi

Momenti che non dimenticherò mai -Parte 1

Potrei fare un elenco delle cose che non dimenticherò mai di Frankie,ma in mente ho impressi vari momenti delle nostre vite,quei momenti fondamentali che ci hanno avvicinato o allontanato,quei momenti in cui ho sentito distintamente quanto fossimo legati.
Il primo tra tutti,il nostro primo incontro.
Il giorno in cui io ho conosciuto Frankie,e lui ha conosciuto me.
Il giorno in cui i nostri sorrisi si sono trovati e compresi all’istante.

Quel giorno di terza elementare che apparentemente sembrava un giorno come gli altri trasformò la mia vita per sempre,ed è rimasto stampato nella mia testa come un francobollo.
Era una mattina come le altre a scuola e mentre facevamo colazione parlavamo tutti insieme.

Come al solito al mio banco si era avvicinato Gianluca insieme a Rosalba.
Io ascoltavo le domande di Gianluca e cercavo di rispondere senza farmi prendere dal panico che mi assaliva ogni volta che vedevo i suoi occhioni azzurri.

Lui era al suo banco,come al solito a fare colazione da solo,ma vedevo che ogni tanto alzava lo sguardo verso di noi,ascoltava,non si estraniava completamente dai nostri discorsi.

“Chi è Nino D’angelo scusa?” chiesi a Gianluca perdendo il filo del discorso che stava facendo.
“Non mi dire che davvero non conosci Nino D’angelo!?” si mise a ridere Gianluca alla mia domanda.
“Io non so proprio chi sia Nino D’angelo”-“Io conosco Matt Bellamy” risposi io straconvinta di aver fatto una bella figura a nominare Bellamy con lui.
Gianluca invece fece un espressione contorta di sconcerto e mi chiese “Chi??”.
“….” cercai di ribattere ma mi tolsero la parola.

“Io lo conosco Matt Bellamy,è un grande” disse lui andando incontro a Gianluca.
Spostai lo sguardo su di lui che si era improvvisamente alzato e introdotto nei nostri discorsi,su di lui che Gianluca guardava con il doppio dello sconcerto con il quale aveva guardato me prima,spostai lo sguardo su di Franky.

“Ah,tutti tu li conosci?” gli chiese Gianluca con una smorfia.
“Sei tu che non conosci nessuno” rispose Frankie ridacchiandogli in faccia.
Gianluca lo squadrò dall’alto in basso e dopo aver dato un occhiataccia anche a me se ne andò girandosi ogni tanto per guardarci con il suo sguardo antipatico.

Restai muta,lui era di fronte al mio banco e continuava a fissare Gianluca che si voltava verso di noi. Quando Gianluca tornò al suo banco e scomparve definitivamente dalla nostra visuale,posò lo sguardo su di me e sorridendo mi chiese “Davvero conosci Matt Bellamy?”.
Il suo sorriso era quello tenero e sinceramente profondo di un bambino che sente nominato da una perfetta sconosciuta il suo chitarrista preferito,il suo era un sorriso che mi metteva allegria e mi faceva contorcere il cuore dalla confusione in cui mi mandava.
“Certo che lo conosco,è il mio cantante preferito” risposi io abbassando lo sguardo intimidita.

Non mi era mai capitato di parlare della musica che ascoltavo con i miei compagni di scuola,nessuno di loro la ascoltava e se ne conoscevano alcuna era sicuramente qualcosa di simile a Nino D’angelo e non di certo ai Muse e Matt Bellamy.
Ed ora m ritrovavo a parlare della mia ragione di vita con un bambino di cui non mi ero mai accorta prima.
Non mi ero mai accorta di lui,ma da quel preciso istante non l’avrei mai più dimenticato o fatto passare inosservato,nella mia mente era diventato il protagonista della felicità.

La persona con cui condividere la passione per la musica.

“Tu conosci i Muse?” chiese un pò sorpreso prendendo la sedia della mia compagna di banco che era andata in bagno.
Mentre si sedeva accanto a me risposi annuendo decisamente.
Se li conosco? Io li amo! Sono la mia vita! Sono il mio tutto! Oh Matthew!!!

“Non ci posso credere…ecco perchè…” farfugliò lui squadrandomi.
“Ecco perchè porto questa collana?”-“Si,credo che sia questo il motivo” risposi io prendendo in mano il ciondolo della collana che portavo sempre.
Lui si chinò per guardare la dicitura MUSE e mi sorrise ancora.

Con quel secondo sorriso capii che avevo trovato la mia droga.

Bastarono quei sorrisi per farci capire che ci eravamo trovati,forse eravamo destinati ad incontrarci,lo credo perchè quello fu un momento quasi magico e surreale.

Come poteva esistere un altro essere umano simile a me a cui piacesse i Muse che non fosse mia sorella?
Beh,esisteva per fortuna,e si trovava accanto a me intento a fare mille domande su quali fossero le mie canzoni preferite o album preferiti dei Muse.
Mi sentivo finalmente presa in considerazione da qualcuno,qualcuno che capiva come ero dentro,perchè attraverso i suoi occhi dorati estorceva qualsiasi verità dalle mie parole.
Non sono mai riuscita a mentirgli spudoratamente,lui mi estorceva tutto,forse perchè la mia mente sapeva di potersi fidare di lui già dal primo istante.

Non ha mai tradito la mia fiducia,e sempre stato altrettanto sincero con me,per questo pensavo avessimo creato un amicizia e poi una relazione più che stabile.
Ho sempre saputo dei suoi problemi psicologici,delle sue medicine,dei suoi attacchi di rabbia o crisi di pianto,ma non ho mai saputo che volesse cosi disperatamente lasciare questa vita da non pensare neanche a quello che avrei sofferto io.
Non è stato egoista,non posso proprio credere che l’ha fatto per puro egoismo,lui non era in se in quel momento,punto e basta.
Il mio Frankie non è mai stato egoista,ero io quella egoista…anzi…
…Sono io quella egoista.

New Born

Questa mattina ho tagliato i capelli!

tagliare-capelli-fai-da-teFinalmente mia sorella (che fa la parrucchiera) ha trovato un pò di tempo per me e ne abbiamo approfittato della bambina che dormiva per aggiustare un pò questa testa che era diventata ormai troppo pesante.

Non tagliavo i capelli da quasi un anno,erano cresciuti moltissimo,forse in vita mia non li avevo mai portati cosi lunghi anche visto che li porto quasi sempre corti o di una media lunghezza.

Comunque oltre ad infastidirmi perchè ho poca pazienza nel curarli e con questo caldo quella coperta che avevo costantemente in testa era diventata insopportabile non li odiavo poi cosi tanto.

Li sopportavo e basta,ma la mia sopportazione ha un limite in tutto.

Avrei potuto sopportare il caldo eccetera ma ormai quei capelli andavano eliminati,tagliati e buttati e non perchè si erano rovinati o bruciati,ma perchè avevano vissuto troppo troppo e troppo.

Su quei capelli c’era impregnato un dolore terribile,ci aveva pianto su quei capelli e nei momenti di rabbia mi ero messa le mani tra quei capelli ormai esasperata da tutto….

…Ma la cosa che mi faceva più male a vedere quei capelli lunghi che cadevano sulle spalle era il ricordo di F. che me li accarezzava e se li attorcigliava tra le dita mentre parlava.

Quelle scene sono impresse nella mia mente,ma non volevo più che fossero impresse sul mio corpo,dovevo darci un taglio con il passato.

In questi mesi tante volte ho pensato di tagliarli. “Taglio nuovo,vita nuova” mi dicevo ma adesso capisco che ho fatto bene a non tagliarli fino ad ora.

Sarebbe stato inutile tagliarli sperando che mi sarei sentita nuova e migliore,dovevo sentirmi migliore prima dentro di me che dal di fuori.

Ora mi sento un pò nuda senza capelli che mi coprono la schiena ma so di avere il coraggio necessario a camminare a testa alta con il capelli che si posano a mala pena sul collo.

Darò prova a me stessa di potercela fare sempre e comunque,e di non dovermi vergognare solo perchè ho i capelli corti.

Ho tagliato via qualcosa che lui aveva toccato e vissuto,potrei sentirmi un pò in colpa per questo oppure sentirmi finalmente libera dal suo ricordo ma in realtà non provo nella delle sue sensazioni.

Sento solo di essere cresciuta abbastanza in questi mesi da poter portare i capelli corti senza vergogna,mi sento più sicura di me adesso.

Ho trovato il coraggio di dire addio a quei capelli quindi so che posso andare avanti senza problemi.

Lui rimane sempre nel mio cuore,i ricordi di lui che mi tirava i capelli per farmi arrabbiare anche,l’unica cosa che è cambiata e che ora sono più leggera 😀

Non sono d’accordo con la frase “Taglio nuovo,vita nuova”,più che una vita nuova oggi inizio una nuova fase della vita.

La mia vita è sempre quella,passato triste compreso,da oggi però non potrò più legare i capelli 😉

Non mi serve una vita nuova,mi va bene questa anche se non è delle migliori,posso migliorarla ogni giorno di più.

Lo so,ne sono sicura!

E dopo aver tagliato i capelli mi è subito venuta in mente questa canzone dei Muse che è l’adrenalina in persona ed ora mi sento proprio cosi, adrenalinica!