Realtà vs Irrealtà

Realtà: Mario. È il presente.
Irrealtà: France. È il passato.
Il mio presente è reale.
Sto vivendo.
Ora.
Sto vivendo.
Vita vera.
Solida e corposa.
Vita che non si può evitare,che ti viene incontro.
Vita che posso toccare con mano ogni giorno.
Sempre.
Ora.
Qui. Accanto a me.
Il mio passato non è reale.
Non lo è mai stato. Lui.
Non stavo vivendo.
Con lui sopravvivevo a malapena.
Vita fasulla.
Farlocca.
Vita trasparente.
Attraverso la quale si può passare.
Superare e dimenticare,come se non fosse mai esistita.
Ma sempre vita?
Forse no.
Forse non era vita.
Forse si.
Forse quello che conta sono i miei di sentimenti.
Mi sento piena di passato,nonostante tutti i dubbi.

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My Dark Side (ovvero il motivo per cui non voglio esistere)

Ho ritardato il parto di questo articolo per varie ragioni che per la riuscita e la giusta comprensione dell’articolo stesso vanno un attimo elencate.

Allora,prima di tutto ho rimandato perchè sono stata raffreddata e quando sono fisicamente debilitata quel 5% di cervello che di solito mi funziona non mi funziona più,quindi sarebbe stato inutile scrivere in preda alla frenesia della temperatura alta nelle cervella che mi rendeva uno zombie mezzo vivo e mezzo no.

Poi,il problema nato dal fatto che ho dovuto attendere lo stabilizzarsi della mia salute polmonare è che ho dimenticato l’idea che avevo avuto per scrivere questo articolo.
M’è rimasto il titolo,che avevo annotato in quel momento di ispirazione,ma nessuna parola.
Quindi ho dovuto attendere di guarire ulteriormente,non solo fisicamente ma anche un pò psicologicamente,prima di mettermi a scrivere sto coso.
E l’altro problema nato dal fatto che sto psicologicamente un pò meglio è che ho dimenticato il profondo odio che ho provato nei giorni scorsi verso questo mio Dark Side.
Da una parte è una cosa positiva perchè posso raccontarlo e descriverlo dal di fuori,ma dall’altra parte starne fuori non mi fa ricordare nel profondo i ragionamenti contorti che faccio di solito nei miei blackout per arrivare a provare cosi tanto odio collerico.

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Disfatta numero Inidentificabile☍

Il disfacimento.
La disfatta.
Quale sta meglio?
Seanza alcun dubbio la seconda.
Siamo all’ora della disfatta.
L’ennesima e impossibile da numerare.
(Ricordi se è la centesima o la millequattrocentocinquantesima?)

È crollato tutto quel precario presente che mi ero creata cercando di costruirmi un futuro.

Sono al quinto antidepressivo in meno di due anni.
L’ennesimo aumento di ansiolitici.
Prendo cosi tanti farmaci che avoglia che sembro n’ottantenne.
Farmaci in aumento costante

Non guarirò mai.
Perchè non c’è nulla da guarire.
Io questa sono. Sono cosi.
L’antidepre col nome americaneggiante non produrrà dopamina sufficiente nemmeno per rendermi apparentemente felice per un mese o due,se siamo fortunati.
Secondo la mia umile opinione il dottore dovrebbe pensare a darmi la pensione,cosi mi godo quel poco che mi resta,invece che tentare ancora di curarmi.

E la psicologa ormai non la vedo da mesi.
Inutile nasconderlo.
Sto sbagliando.
E non so nemmeno perchè lo faccio,ovvero non lo faccio.
Sento che la mia volontà se ne sta andando.
Ciao ciao…bye bye…

Apatia in the air

France 2 la Vendetta.
Ho una fottuta sfiga nera.
Ho un cazzo di istinto suicida che mi perseguita.
Boh,che cazzo.
Di vita.
Di merda.

Apatia Level 100.
Nemmeno 10.
Proprio 100 ☈
Mi innamoro di cuori freddi e gelidi,morti e vuoti.
Quando il mio è pieno e torrido come le fiamme degli Inferi.
Il posto dove finirò per colpa loro.
Tutto torna alla fine.
Quindi.

Nemmeno è tanto sbagliato tutto ciò.
La mia vita torna.
Fa schifo ma torna.
Tutto.