The Ghost

È sabato.

Lui non è venuto al centro diurno.

Sta nel letto,sotto le coperte,con la febbre,a fumacchiare e farsi un caffè ogni mezz’ora.

Mi sono comprata un accendino.

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Non sono povera. Sono ricca.

M’ha detto: «Ma tu non sei povera,hai il cellulare».

Si,embè? Un oggetto determina la mia intera vita?
Apparte che io sono l’ultimo essere vivente sotto i vent’anni ad essersi arreso alla supremazia degli spartphone.
Apparte che l’ho raccattato solo per parlare con le persone a cui voglio bene.
All’epoca in cui ho raccattato il primo erano: Francesco e Laura.
Apparte questo…apparte tutto quanto.

Da cosa riconosci che una persona è povera?
Facile direte voi.
«Vive sotto i ponti». Primo luogo comune da sfatare.
Quelli che voglio suicidarsi vivono sotto i ponti.
I poveri vivono nelle macchine,nelle metropolitane,se sono fortunati dormono dentro a qualche posto offerto dalla Chiesa o da qualche ente del genere. Si,perché per me la Chiesa è un ente caritatevole.

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From Yesterday

Ultimamente mi sono imbattuta in un paio di articoli dello stesso genere,piuttosto interessanti,ed ora che ho avuto il colpo di genio sono qui per farne uno simile anche io.

Attenzione,non è copiare questo ma prendere spunto,perciò ringrazio i blog dai quali ho preso spunto per questo articolo che forse rispetto ai loro risulterà un pò diverso.

Erodaria con il suo Cara Daria (back to the future)  e  TIASMO con il suo Cosa mi direi se mi incontrassi 15 anni fa  .

 

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