Summary of 2018.

Stasera penso che mi danno fastidio alcune cose.
Penso che alcune cose mi stanno scomode.
Come gli occhiali.
Non li vorrei,vorrei semplicemente vederci bene.
E vorrei gli occhi color ghiaccio,come dicevo prima al metallaro.
Penso che mi sta scomodo il fatto di aver conosciuto i Verdena solo quest’anno.
Penso che avrei dovuto divorare la loro musica nella mia adolescenza e sognare i loro concerti.
Invece ci sono stati i Mars al loro posto.
Penso che andavano bene anche i Mars per quel momento,si,lo penso.
Penso che ancora ci tengo un casino ai Mars.
Penso e ripenso che è inutile farsi scadere una band per i comportamenti delle persone,la musica è quella che conta.

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My Dark Side (ovvero il motivo per cui non voglio esistere)

Ho ritardato il parto di questo articolo per varie ragioni che per la riuscita e la giusta comprensione dell’articolo stesso vanno un attimo elencate.

Allora,prima di tutto ho rimandato perchè sono stata raffreddata e quando sono fisicamente debilitata quel 5% di cervello che di solito mi funziona non mi funziona più,quindi sarebbe stato inutile scrivere in preda alla frenesia della temperatura alta nelle cervella che mi rendeva uno zombie mezzo vivo e mezzo no.

Poi,il problema nato dal fatto che ho dovuto attendere lo stabilizzarsi della mia salute polmonare è che ho dimenticato l’idea che avevo avuto per scrivere questo articolo.
M’è rimasto il titolo,che avevo annotato in quel momento di ispirazione,ma nessuna parola.
Quindi ho dovuto attendere di guarire ulteriormente,non solo fisicamente ma anche un pò psicologicamente,prima di mettermi a scrivere sto coso.
E l’altro problema nato dal fatto che sto psicologicamente un pò meglio è che ho dimenticato il profondo odio che ho provato nei giorni scorsi verso questo mio Dark Side.
Da una parte è una cosa positiva perchè posso raccontarlo e descriverlo dal di fuori,ma dall’altra parte starne fuori non mi fa ricordare nel profondo i ragionamenti contorti che faccio di solito nei miei blackout per arrivare a provare cosi tanto odio collerico.

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Nella cupola

Questa mattina la città sembrava diversa.
Avvolta da un sensibile velo di mutismo e tristezza.
Pronta ad accogliere la cupola.

Ho sempre immaginato che la mia città avrebbe condiviso il suo destino con quello della città di The Dome di Stephen King.
Tutti forzati in pochi chilometri cubi, a convivere assieme e con la maledizione che la fabbrica ci ha imposto; l’oblio.
Se non parlano di noi per l’Ilva (ovvero,la nuova ArcelorMittal) allora parlano di noi per il caso dell’omicidio Scazzi.
Sotto questo fango,siamo dimenticati,e dimentichi noi stessi di chi siamo e perche lo siamo.

This is Sparta,il motto di tutti i ragazzini di qui.
Io lo sento oggi piu che mai nel mio cuore,sento le mie radici vicine,sotto la pelle.
E sento di condividere a pieno il destino della mia città; l’oblio.
Dimenticherò me e il resto,e quello stesso resto dimenticherà me.

A volte,volte come questa mattina,ho paura che sia giunta l’ora.
Ed io ancora non sono pronta. Ti prego.
Arriva l’ora dell’oblio totale,la mia città fuori dal mondo ed io reclusa in un piccolo pezzo di esso,il mio,la mia testa.
Si,tutto allo stesso istante accadrà.
Milano dimenticherà l’esistenza di Taranto,ed io dimenticherò l’esistenza di Taranto pur essendoci reclusa dentro.
Per ora,non è accaduto.

Le porte della città non sono state mai cosi aperte come ora per me.

#Cartopazza: Le mie agende

Benvenuti ad una nuova puntata della Rubrica #Cartopazza !

Ok,mi sto immedesimando sempre più nel ruolo di saltimbanco/conduttrice radiofonica fallita/televenditrice stile Mastrota.
Perdonatemi.

E che quando ci sono di mezzo cose cartopazzose,esce fuori la parte di me bambina e felice!
Non è stupendo?
Fino ad un certo punto si,dai 😉

In questa puntata della Rubrica andrò a mostrarvi,elencarvi e declamarvi il mondo delle mie mille agende e organizzazione personale.
Sono una maniaca dell’organizzazione e dell’ordine.
Una sola pagina disordinata in una sola piccola agenda mi fa venire un tic all’occhio abbastanza fastidioso.
Nella mia testa la mia vita è un casino.
Ma se la vedete scritta nelle mie agende vi sembrerà ben organizzata e perfetta.
È fantastico come dei libri possano cambiarti la vita,da vuoti tu li riempi di te e poi ti ci affezioni.

 

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Il mio Mondo interiore attorno

Oggi voglio scrivere i passi che ho seguito per creare il mio Angolino,cioè quella zona della mia camera nella quale c’è il mio mondo interiore.
Però,è attorno a me,oltre che essere dentro.

Sia che una persona sia felice o infelice,organizzare in questo modo le proprie quattro mura credo sia utile ad affrontare in modo positivo i momenti tristi.

L’ambiente attorno a noi condiziona abbastanza in nostro stato emotivo.
Una stanza vuota e triste,non ci ispirerà di certo molto.

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