Dove sta la felicità per me?

L’eterno interrogativo per me è sempre stato questo.
«Dove sta la felicità per me?»

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Prima mi chiedevo proprio dove stesse sta felicità.
In un paio di scarpe nuove e firmate come quelle dei miei compagni di classe?
In un computer nuovo?
In un amico che mi abbracciasse?
In un fidanzato?
Dove poteva nascondersi questa emozione mai provata?

Sicuramente in nessuna delle cose sopra elencate.
Tutte provate. In nessuna ho trovato la felicità.

La verità è che io sono incontentabile.
L’ho capito recentemente.
Non mi accontento. Mai. E di niente.
Niente e nessuno bastano per me.
Io voglio sempre di più.
L’inesistente perfezione. L’inesistente El Dorado.
C’è un limite? Raggiungerò mai il limite che mi renderà felice?

Cazzo,e che devo avere una super villa tutta d’oro per essere felice?
No. No,lo so che non sarebbe mai cosi.
Lo so che non sarei felice vivendo nell’oro.
So che sarei felice vivendo per strada,con la persona che amo.
Ma non so quanto sarei felice,forse mai quanto vorrei esserlo.

Io non sono fatta per vivere in superficie ed essere felice delle piccole cose.
Amici,computer o fidanzati che siano.
Io sono fatta per vivere nelle più oscure profondità come le sirene,ed è qui che devo e posso trovare la mia felicità.
Da sola con me stessa,in mezzo all’oscurità.

Nessuno può rendermi felice.
Sono un’incontentabile. Perennemente amareggiata.
Si,ho qualche amico ma…ma non sono come vorrei che fossero.
Si,ho un fidanzato (l’ho avuto) ma…ma non mi ama come vorrei mi si amasse.
Si,ho un computer nuovo ma…ma non è il più bello e costoso.

Incontentabile.

Per questo odio le cose materiali.
Saranno anche utili,ma non mi rendono felice perciò non trovo sia necessario averle.
Okay,il computer è vecchiaccio e malandato,ma io mi ci sono affezionata come ad un fratello,non mi frega niente del computer nuovo,di Cortana e di quelle cazzo di icone che girano.
Mi girano a me,le palle -che nemmeno ho- a pensare che non mi rende felice tutto questo.
Mio padre che esce le banconote come fosse un bancomat.
Si,okay,buon per lui che avrà meno pensieri,ma a me non cambia niente.

Aspettavo questo momento da due anni,porca puttana,e non mi ha reso neanche un pò felice.
Arrivata la notizia della conquista ho sorriso,e la mia mente è subito partita a nuove amare conclusioni.
Tanto anche se sei ricca non sarai mai ricca quanto Tizio.
Tanto anche se sei ricca non puoi comprarti l’amore di qualcuno che non esiste nemmeno.
Tanto essere ricchi non serve ad un cazzo.
Si,adesso mi comprano quello che mi serve.
Ma io vivo benissimo anche senza avere quello che mi serve.
Il giubbotto -che cazzata!- ora che l’ho comprato,ha iniziato a far caldo in questa città di merda.
Vedi che porto sfiga? Non devo mai essere felice io.

Mai na gioia.

Ma allora dove sta la felicità?
Non c’è. Per me non c’è,punto e basta.
Potrei diventare una scrittrice di successo,ricca e amata da tutti,ma sarei sempre scontenta.
Incontentabile.
Non avrei lui. Questo è poco,ma sicuro.
E se non ho lui,come posso aspirare ad essere felice?

Ma lui c’è l’ho avuto,è stato mio,eppure non ero felice neanche in quel caso.
Cosa significa? Che mi faccio tanti castelli in testa? Che non lo amo quanto e come credo?
No. Lo amo. Lo amo,avoglia.
Ma la mia anima ormai è cosi,incontentabile.
Forse è partito tutto da quella casa delle bambole che desideravo da anni e che mi è stato regalata solo a Natale quando avevo dieci anni,pochi mesi dopo ne compii undici e tecnicamente avrei dovuto smettere di giocarci.
Ma visto che m’è l’avevano regalata tardi,io continuavo a giocarci.
E ho continuato fino ai tredici anni. L’ho smontata e rimontata,pitturata di diversi colori e resa casa di qualsiasi tipo.
Casa di bambole ninfomani. Casa di bambole fissate con la pulizia. Casa di bambole single e indipendenti. Casa di bambole che conducevano programmi televisivi.
Poi ho smesso di giocarci,l’ho buttata contro il muro e l’ho rotta definitivamente. Nemmeno il più grande muratore del mondo avrebbe potuto ricostruire i muri che avevo sfracellato.
Erano i tredici anni. Il bullismo. Era la rabbia.
Non parlavo,ma lanciavo le cose.

Inizia con la casa delle bambole assassinate la mia storia con l’infelicità perenne?
Boh,chi cazzo lo sa. Mica sono Jung io.
Quando leggo i miei poeti mi ritrovo coperta da lana di incontentabilità.
Penso che sono come loro,che devo solo farmene una ragione e adattarmi al personaggio.
Ma io posso essere come Baudelaire? Non ne ho la faccia.
Non ho mai scritto nemmeno una poesia,quell’uomo invece scriveva poesie,e che poesie scriveva.
Eppure mi sento cosi simile a lui.
Le sue poesie fanno trasparire un pezzo della mia anima,quello che sta in profondità a combattere contro i tritoni e le forze dell’oscurità.
Ma Charles è mai stato felice?
Ed io,lo sarò mai?

Che poi,cos’è sta felicità?
Non avendola mai provata non so neanche dire com’è.
Com’è? Cosa si prova ad averla dentro anche solo per un attimo?

I momenti in cui più mi sono avvicinata alla felicità in vita mia

Sicuramente quel 28 Settembre del 2010.
Uscivo da scuola parlando con la mia amica Maria,e li infondo al cortile c’era mia sorella maggiore.
Le corsi incontro con tutta l’innocenza e l’entusiasmo di una bambina di dodici anni.
«È nato!» mi disse lei ed io iniziai a saltare di gioia da tutte le parti.
Era nato il mio primo nipote.
In quel momento mi sono sentita molto vicina alla felicità.
Anche se subito dopo sono arrivate le conseguenze dell’attimo di libertà interiore,e mi hanno fatto abbassare la testa.
Non potevo essere felice io. Non ancora.

Era autunno se non ricordo male.
Io avevo compiuto quindici anni,e avevo iniziato il secondo anno di superiori.
Non andavo spesso a scuola,un giorno si e cento no.
Quando andavo entravo alle nove o uscivo prima.
Era una mattina come tante in cui ero andata a casa di Frank a mettergli i cereali con il latte nella scodella e a portarglieli nel letto.
Quello che non voleva alzarsi,ne mangiare,ne andare a scuola.
Io che scazzata gli gettai tutta la scodella addosso e lui che iniziò a piangere.
Io iniziai a ridere mentre lo aiutavo ad alzarsi.
Aspettai che si cambiasse e pulisse i capelli dai cereali inzuppati di latte,seduta sul suo letto.
Guardavo il poster dei My Chemical Romance sopra al letto quando ritornò di gran carriera dicendo «Tu sei pazza,ma io ti amo per questo».
Sorrisi,si allargò qualcosa nel mio petto,come se mi avesse aperto il cuore.
Ma poi è finito tutto. Il cuore si è richiuso a chiave e basta. È finita.

La notte del 25 Gennaio 2015.
Erano le due quando mi chiamò mio cognato.
Io risposi al telefono mezza addormentata.
Era nata. Anche lei. Anzi,Lei. L’unica e inimitabile.
La mattina dopo sono stata la prima persona che l’ha vista.
Stava addosso a mia sorella,tutta raggomitolata,non voleva vederlo il mondo.
Ma quando ha sentito me mi ha stretto un dito e non me lo lasciava più.
Quello è stato un momento di quasi felicità,dopo nove mesi che l’avevo aspettata,adesso era li.
Adesso penso che l’avrei attesa volentieri altri anni xD

Il 20 Giugno 2014.
Il mio primo concerto.
Un attimo di quasi felicità,anche li,nell’Ippodromo.

Il mio unico attimo di felicità

Quando ho visto per la prima volta la mia prima tartaruga.
Ho capito cos’era sentirsi pieni.
Non soli. Non vuoti.
Ci sarebbe stato sempre qualcuno per me da quel momento.
Una felicità incommensurabile.
Ero solo una bambina di cinque anni,ma lo ricordo benissimo,e non lo dimenticherò mai.
E rimarrà la gioia più grande della mia vita.

Forse anche io ho la mia felicità.
Sta in quegli occhietti verdi.

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56 risposte a "Dove sta la felicità per me?"

  1. La felicità sta in se stessi, non c’è altro modo. Te la regali tu, acquisendo una diversa visione del mondo, iniziando ad apprezzare ciò che ti circonda. Ti sentirai finalmente bene quando troverai in te stessa un’amica, quando capirai che odiarsi non porta a niente. L’odio non porta a niente, mai.
    E quando ti vorrai bene, comprenderai che la felicità sta dovunque

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  2. Non mi arrivavano più le notifiche dei post e mi sono trovata disiscritta, ora dovrei essere a posto. Che dirti? Forse se apprezzassi di più quello che hai e che hai avuto senza dare tutto per scontato troveresti un po’ di felicità…. Non si potrà mai avere tutto quello che si vuole e nemmeno le persone saranno mai esattamente come le vogliamo noi, ma anche noi non saremmo mai come vorrebbero loro, la cosa è reciproca, bisogna comunque saperle apprezzare e rispettare nel loro modo di essere!
    Buona giornata!

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    1. Devo apprezzare quello che ho? Mi sembra giusto. Ma come faccio? Dopo un secondo mi passa tutto fuori dal campo visivo come se non servisse più, almeno per quanto riguarda gli oggetti.
      Sulle persone il discorso è più complicato,mi comparo troppo con i miei coetanei e mi sento diversa da loro.
      Non ho quello che hanno loro,un fidanzato e tanti amici. Eppure un ragazzo “cosi” non lo vorrei mai, vorrei qualcuno che m’amasse. È difficile da trovare ma se sto continuando a vivere è perché in fondo ci spero in questa ricerca …

      Mi fa piacere che sei tornata,mi sono mancati i tuoi commenti ❤

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      1. ti ringrazio, avevo chiuso per un po’ e ho cambiato l’indirizzo e il nome del blog, e controllando mi sono trovata non più iscritta in qualche blog, tra cui il tuo, ora ho rimediato 😉

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  3. Post stupendo. Uno dei più belli, nel tuo stile, che ti rappresenta per ciò che sei realmente. Tu lo sai che la felicità la cerco anche io da quando sono nato e che, come te, ne ho assaggiato solo qualche boccone ogni tanto. Forse, chissà, proprio come Padre Ralph, di quel libro che ti ho consigliato di leggere, troverò la felicità solo alla fine del cammino… Seppure sarà davvero felicità anche quella…
    Tuttavia il cercarla, questa felicità, è comune alle anime tormentate come me e te.
    Questa felicità che vogliamo e che, crediamo, potrebbe guarirci; questa felicità, ricompensa di tutti i mali subiti; questa felicità che ci renda, infine, in pace con noi stessi e col mondo. La cercheremo sempre, Valentina, ma sappiamo che nessuno ce la regalerà mai…
    Un abbraccio.

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  4. Penso sia difficile definire la felicità… Però ti posso dire che è quello che ho provato ogni volta che ho raggiunto un obiettivo che mi ero prefissata… quando mio padre tornava dopo essere stato mesi e mesi in mezzo all’oceano su una nave, e ogni giorno pregavo che andasse tutto bene, perché quando il mare si incazza si salvi chi può… quando vedo mia madre sorridere davvero… oppure quando c’era una speranza che mio fratello trovasse lavoro, almeno non sarebbe stato tutto il giorno davanti a quella cazzo di play station…
    Forse la felicità, al di là di alcuni momenti, è il traguardo di un percorso che dura una vita, e secondo me nessuno e dico nessuno, al mondo si sente pienamente felice al 100%… una cosa però è certa, devi circondarti di persone che ti vogliono bene, combattere i tuoi demoni e raggiungere un certo equilibrio. Come diceva il buon vecchio Albert, per stare in equilibrio devi muoverti, come se stessi andando in bicicletta 💖💖

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      1. Ciao, rispondo a questo commento perchè forse tra tutti è quello che si avvicina di più al mio modo di vedere le cose. Io sono sempre stato incontentabile come dici tu e lo sono ancora. Tuttavia io non credo che nel tuo post si parli di felicità e basta, il tuo post parla di una cosa che gli incontentabili come noi chiamano AMBIZIONE. Non credo abbia molto a che fare con la felicità se non il fatto di essere felici e fieri di essere ambiziosi…poniti nuove sfide, mettiti alla prova, sempre, ogni giorno, fissa obiettivi e raggiungili tutti, cambia città, mettiti in situazioni impossibili e credo che un giorno capirai che alla fine la felicità non dobbiamo cercarla, già ce l abbiamo se la vogliamo…io la vedo così ma l’ho capito dopo anni di “incontentabilita”…. AMBIZIONE!! Spero di non aver disturbato, un abbraccio! E bentrovata!

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      2. Senza volerlo ho messo un tuo commento al mio Articolo in SPAM….ti rispondo qui se per te è uguale e ovviamente con le dovute scuse…Sì mi chiamo Francesco e il mio vecchio e ormai inutilizzato blog della mia vecchia vita è qui: http://www.rossaho.wordpress.com …Spero di essere stato esauriente, a parte mettere per sbaglio in SPAM::))) Sorry!

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      3. Non ti preoccupare,comunque grazie per le risposte.
        Hai un bellissimo nome,lo dice una che di Franceschi ne ha conosciuti tantissimi, sono la storia della mia vita!
        E grazie di avermi linkato il blog,gli darò un occhiata perché mi piace come scrivi 😉

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  5. Mi hai commosso, ho letto il tuo post nel primo pomeriggio e ci ho pensato fino adesso.
    Tesoro,ti sei avvicinata alla felicità, no l’hai provata. Sai che c’è, siamo impegnate a pensare al negativo e forse dovremmo ricordare di più queste piccole cose.
    Lo dico a te, ma in realtà parlo a me stessa.
    Rimango incantata dalla tua scrittura. Torna a scuola Vale, provaci. Te lo meriti, datti questa opportunità.
    Ti offendi se scrivo un post con i miei momenti quasi felici? Naturalmente ti cito.

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    1. Non mi offendo per niente,anzi,mi farà piacere leggerlo ❤
      Comunque diciamo che sono tornata a scuola,sto studiando da privatista e a Giugno darò l'esame per passare l'anno. Non potrei sopportare di frequentare ora come ora. Anche se studiando da sola mi sto rendendo conto di quanto è difficile,non lo sarà mai come sarebbe stato difficile -impossibile!- studiare in una classe con altre persone.
      Purtroppo questi sono i miei limiti,cerco di sviarli finché non ho la soluzione per superarli.

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  6. La felicità…è un casino se decidi che vuoi definirla. Perché come l’amore, l’amicizia o tutte le cose migliori di questo mondo, proprio non puoi appiccicarle addosso delle limitanti definizioni. Che poi ognuno ha la sua di felicità: chi la trova in un sorriso, chi in un abbraccio, chi in un obiettivo raggiunto, chi nelle note di una canzone. Però sono certa che nessuno, una volta raggiunta la felicità, riesca a trattenerla per sempre tra le mani. È come quei ricordi belli ma sfuggenti che ti toccano per un attimo e poi volano via, lasciandoti dentro una bella sensazione ma anche la voglia di ripartire, di cercarli ancora, perché senza non puoi stare. Personalmente, ci sono molte cose che riescono a rendermi felice. Ma sono solo momenti, attimi importanti, che ho iniziato a trovare sempre più spesso quando ho capito cosa volevo davvero, quando ho smesso di accontentarmi, quando ho cominciato a lottare davvero per me stessa. Ho trovato moltissimi attimi di felicità quando ho smesso di rimandarla a “domani” quella felicità. Ho smesso di dire “sarò felice quando sarò magra, quando avrò un figlio, quando avrò il Lavoro dei miei sogni, ecc…”. Sto imparando ad essere felice delle piccole e grandi cose che ho intorno, ma non per questo mi accontento e smetto di lottare giorno dopo giorno, perché sono io che, lottando, mi circondo di ciò che fa per me. È un po’ questa la mia “ricetta” della felicità. Spero che riuscirai a trovare presto la tua ❤️

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    1. Grazie del commento, sicuramente spero di trovare la ricetta giusta anche io,nonostante sia una pessima cuoca xD
      Ecco,prendiamo ad esempio la cucina.
      È uno dei miei obiettivi imparare a cucinare,semplicemente per essere più indipendente e per un futuro in cui vivrò da sola,penso a cosa mangerò,non è che mamma può stare sempre con me a cucinarmi.
      Beh, nelle prove che ho fatto qualcosa m’è venuta decentemente, ma non ho trovato felicità in questo.
      Quindi cucinare non è la mia strada, ma almeno per sopravvivere devo imparare…

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  7. È inutile: la felicità non è niente ma è qualcosa che sentiamo dentro, anche per un secondo. Io pure spesso sono incontentabile e quando arrivo a qualcosa che desidero finisce pure che ne sono scontenta. Mentre ci sono attimi in cui, pure guardando il cielo, sento qualcosa dentro che mi esplode e mi sento “felice”, anche se dura solo un attimo… Capisco bene ciò che pensi, quindi…

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      1. Una persona particolare ma questo non vuol dire che tu sia da buttare 😉 Sii più consapevole di te senza autocommiserarti, e se senti di poter migliorare le cose allora fallo😘 Altrimenti nada, le persone si apprezzano lo stesso e siamo tutti pieni di difetti e pensieri diversi 😘

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  8. La felicità per me è…in tanti attimi, nella musica mente guido la mia Pandina, nella maglietta da ginnastica, nel dimenarmi quando ballo, Nana che mi lecca il viso (è un cane) e mi annusa il sedere 😁, nelle braccia di mia madre, nel sorriso di mio padre, negli occhi misteriosi di mio fratello, giocare con i miei nipoti, la mia testa sul petto di mio marito…
    La mia felicità è nell’amore e nelle dimostrazioni di affetto, nella comunicazione e nel dialogo…sì, questa è la mia felicità!

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  9. Lasciati conquistare, dalla felicità.
    Smetti di cercarla.
    Arriverà.
    E quando sarà il momento, il cuore sembrerà esplodere. E, forse, una lacrima cadrà dentro esso, per ringraziarlo…
    Impara dalla tua tartarughina. Piano , piano.
    😘

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  10. La felicità non esiste. È pura invenzione del marketing per farti credere che tutto quello che ti sta attorno sia bello e perfetto e che se non lo hai anche tu sei triste e infelice. Basta semplicemente non pensarci. E prendere ogni giorno qualche minuto per se stessi. Questa è la felicità.

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      1. Per anni ho cercato la felicità ovunque. La rabbia per non trovarla mi portava ad odiare il mondo. Poi ho capito che le cose semplici sono le migliori. Non guardo più la tv, dei giornali leggo solo gli articoli che mi interessano, per non parlare dei libri. Mai più aperto uno. Questi autori moderni mi fanno venire la nausea. Pubblicano solo per avere successo e popolarità, di quello che scrivono non gli frega niente. Soldi, soldi, soldi. È la loro felicità. Viviamo nell’epoca del consumismo estremo. Io dico, ma chi se ne frega. Se un oggeto mi serve lo acquisto, altrimenti stia pure sugli scaffali dei centri commerciali. Dirai, ma così l’economia non gira e non c’è lavoro! E io ti rispondo che il lavoro c’è e c’è sempre stato, è che noi con un pezzo di carta in mano ci illudiamo di poter ambire a qualcosa di più e continuiamo a cercare, creando infinita infelicità. Andando alla ricerca della felicità che non esiste. Certi lavori non li vuole più fare nessuno, alludo magari a quelli di fatica o che la società oggi considera umilianti. Per raggiungere il mio scopo e formare il carattere che mi ha permesso di arrivare dove sono arrivato oggi, io quei lavori li ho fatti. Ho masticato amaro. E sono orgoglioso. Ed è per questo che oggi basta un cane che mi scodinzola vicino e mi guarda con due occhietti sorridenti per rendermi felice. Prendo la bicicletta e vago per boschi e prati senza una meta. Questo mi rende felice.
        Basta poco. La felicità e sempre dove non immagini. Ciao

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