Bullismotech 📱

Dal 15 al 22 maggio pubblicate sul vostro blog,inserendo il logo

dell’iniziativa, (possibilmente taggando e avvisando almeno uno di noi) un articolo,un racconto,una poesia,una testimonianza personale e chi più ne ha più ne metta,che parli di CYBERBULLISMO.
Qualsiasi cosa che possa dare contributo all’iniziativa, e voi che potete coinvolgete più blog possibili,condividendo.

Vi propongo il contributo di un collega blogger Adriano di Instagram,che ha trattato l’argomento dal vero e proprio punto di vista social della situazione.

Leggete,condividete e fate leggere ai vostri amici!


Bullismotech.

Bullismo e tecnologia, un binomio che da qualche anno ha preso sempre più piede complici (involontari) gli strumenti che tutti noi abbiamo a disposizione, primi fra tutti i social network che, da strumento utile, sono diventati il mezzo preferito dai cosiddetti “leoni da tastiera”.

Quel che forse può sorprendere è che chi pratica il cyberbullismo (ovvero il bullismo “da tastiera”) non sono solo ragazzi e ragazzini ma anche molti adulti, segno evidente che comportamenti del genere abbracciano molte fasce d’età e sulla quale bisognerebbe riflettere. Allo stesso modo la componente femminile che pratica tale ignobile comportamento è in aumento, mostrando in taluni casi una cattiveria (anche fisica) che nulla ha da invidiare a quella maschile. Per rendersene conto basta andare in un qualunque social, guardare un qualunque profilo con un buon numero di iscritti e leggere i vari commenti.
Ma non esistono solo i social perché la cattiveria viaggia anche nelle app di messaggistica: WhatsApp è la “regina” in questo senso. Messaggi scambiati tra amici che prendono di mira la vittima di turno possono addirittura fare più danni rispetto a quelli scritti su Facebook, Instagram o altrove perché sono più diretti e mirati proprio perché scritti non da sconosciuti ma da persone che la vittima la conoscono bene e sanno quali sono i suoi punti deboli per attaccarla e colpirla volutamente e con ferocia lì dove fa più male.

Come se non bastasse tutto questo, il cyberbullismo ultimamente è aumentato a causa del lockdown per il Coronavirus. Le persone, dovendo stare a casa obbligatoriamente, hanno sfogato la propria frustrazione su chi capitava, cercando poi di discolparsi pateticamente dicendo che lo avevano fatto “per noia”, come se questo potesse rendere meno grave la cosa.
Bullismo reale e bullismo virtuale sono due facce della stessa identica medaglia, perché non importa se la cattiveria e la violenza sono reali o virtuali, i danni provocati alle vittime sono gli stessi e sono devastanti. Tantissime persone si sono suicidate per non essere riuscite a reggere psicologicamente e chi ce l’ha fatta ha dentro di sé delle cicatrici che si porterà dietro per tutta la vita.

Purtroppo le leggi da sole non aiutano a combatterlo e ancora oggi in certe situazioni tutto ciò è visto con una certa leggerezza da parte di chi dovrebbe giudicare tale reato (perché sì, è un reato) quando invece la pena dovrebbe essere esemplare sia per dare giustizia alla vittima ma anche per aiutare il/la carnefice di turno.
Se si dovessero guardare i numeri nudi e crudi globali ci sarebbe da inorridire perché non solo certificano il fallimento completo della società occidentale su questo tema, della famiglia e della scuola, ma anche che una cattiva educazione, maltrattamenti da piccoli in casa e/o la frequentazione di cattive compagnie, possono poi portare con il passare del tempo ad avere comportamenti di risentimento e vendetta verso gli altri.

Come se ne esce fuori? Semplicemente mettendo bene chiaro in testa che chi si comporta così non è né bravo né forte ma che ha bisogno di un aiuto psicologico per superare il trauma. I proprietari dei social network e delle app devono poter fare di più per limitare i danni, ma da soli non possono farcela quando gli utenti che usano i propri servizi sono centinaia di milioni se non uno o due miliardi: è semplicemente impossibile!

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Tocca a noi quindi segnalare le violenze perché le vittime difficilmente lo faranno, starci vicino e isolare e allontanare i bulli di turno. La loro “forza” viene dalle debolezze altrui ma se si rovesciano i ruoli allora possono cambiare.

E questo vale sia nel mondo reale che in quello digitale.


Io,come anche Penny e CityLights ti ringraziamo ancora per aver partecipato 🙏

Ognuno dei vostri contributi è prezioso!

6 risposte a "Bullismotech 📱"

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