Il ricordo di Marc Poll

Buon pomeriggio lettori,

Questo è un pomeriggio speciale.
Più unico che raro!
Ho il piacere di ospitare -gratis- sul mio blog il mio papà,Mimmo.
Abbiamo preso spunto per questo articolo dal pranzo di Natale,durante il quale abbiamo ordinato una bottiglia di vino e ne abbiamo ricevuta una speciale.

Ringrazio Mimmo per aver messo pubblicamente a disposizione i suoi ricordi di ragazzino.
Grazie Pà.
Buona lettura a tutti 🙂

Il ricordo di Marc Poll

Marc Poll era un personaggio della Taranto anni 60-70-80 da ciò che io ricordo.
Mi ricordo di questo signore bassino,magrolino,con un cappello in testa con la visiera spostata sul lato,un occhio chiuso e un occhio aperto.
Portava sempre le stesse scarpe consumate,e gli stessi indumenti,e camminava strascicando.
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Con una mezza cicca di sigaretta sempre in bocca,vestito malandato,andava in giro per tutta Via D’Acquino e Via Di Palma a piedi a vendere le schedine della fortuna già precompilate e giocate dalla ricevitoria e rivendita giornali Fucci,che si trovava su via Di Palma.
Per vendere queste schedine ad ogni persona che incontrava diceva «A voè mò?».
«A vuè mò» significa «Vuoi adesso la schedina?».
Per quello che io mi ricordo costava centocinquanta lire all’epoca una schedina a due colonne che vendeva Marc Poll.

Nel 1974 avevo quattordici anni,e la buonanima di Marc Poll già ne aveva più di settantacinque.
Io d’estate lavoravo nel chiosco dove si vendeva limonata e latte di mandorla di proprietà di mio padre che era situato in Via Acclavio,sotto le scalinate del vecchio ospedale SS.Annunziata.
Ogni tanto passava Marc Poll e comprava un bicchiere di limonata che costava trenta lire.
Lui parlava poco,non aveva denti,ripeteva sempre e solo «A vuè mò» altrimenti stava in silenzio e fumava.
Andava a mangiare abitualmente alla Dreher su Via D’Acquino,dove attualmente c’è una banca.

Quest’uomo è stato un personaggio mitologico della nostra città,lo conoscevano tutti i tarantini.
Ancora oggi il suo ricordo è vivo nelle nostre menti,perché ha segnato la nostra infanzia e la nostra epoca.
Recentemente è stato ricordato,facendo della sua foto la copertina di un primitivo di Manduria.

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Si ritrova spesso nei locali un quadro di un vecchietto con la cicca in bocca e il cappello a’sguinc;quello è Marc Poll.

Lui è stato e sarà sempre un pezzo di noi.
Di Taranto.
La città dei due mari. E di Marc Poll.

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14 risposte a "Il ricordo di Marc Poll"

  1. Avendo letto qualche commento posso rispondere io, che sono nato nel 60. Amedeo Orlolla, questo era il suo nome, non solo non era deriso, negli anni in cui l’ho conosciuto, ma chiunque gli si avvicinasse, anche solo per salutarlo con affetto, era bloccato dalla cittadinanza che non voleva neppure questo: da lui si dovevano solo comperare schedine, con riguardo, ed andar via. Era divenuto una specie di monumento vivente. In realtà egli era attivo fin dagli anni 50. Ricordo che in qualunque posto andasse era ricevuto con tutti gli onori da chiunque. Ogni locale sentiva il dovere di offrirgli un caffè, un pasto gratuito, di comperare le sue schedine. Un giorno, ad un pranzo in un famoso ristorante, in cui ero anche io da bambino, fu invitato da tutti a cantare una canzone in vernacolo, fra gli applausi e la commozione del pubblico. Era un idolo, e come tale era venerato.

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