Non ho limiti

Ho spinto il corpo oltre ogni limite che pensavo mi fosse possibile.
Ho salito settecento metri in altezza,con l’ossigeno che mi diminuiva,e i dolori mestruali sotto la pancia e ai reni che mi pugnalavano ad ogni passo che facevo.
Ho spinto il mio fottutissimo e inutile corpo al massimo.
Ho camminato per due chilometri,con varie salite e discese che mettevano in confusione il mio sistema di equilibrio.
E le fottute pietre.
La paura di scivolare da una di esse e finire nell’acqua,magari la testa che sbatteva contro un altra bella pietra e tac…finito tutto.
Na! (Gestaccio) Adesso vi frego a tutti.
Non sono una pigra cicciona come pensate.
Tutti muti,morite.

 

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Storia di un curioso giardinaggio disturbato

L’altra mattina sono uscita per andare in Biblioteca.
Ho girato per andare dietro,nella nostra parte di cortile.
Come ormai è mia abitudine prendo le buste dell’immondizia e le vado a gettare sempre.
Sono diventata la donna dell’AMIU di questa casa.
Mentre prendevo le buste pesanti che per una pora ragazza alta un metro e sessanta con già lo zaino pesante di libri addosso sono il sassolino giusto per far uscire fuori l’ernia,ho voltato involontariamente lo sguardo verso qualcosa di nuovo che mi ha sorpresa.

Ho visto questo ammasso informe di verdume e mi sono avvicinata.
Ho sorriso.
Che sta succedendo? Un miracolo?
Cosa ho fatto di buono nella mia vita per meritare questo?
Mi sono voltata e lamentandomi ad alta voce come faccio sempre «Ah,e che sono l’AMIU!» (che tanto mia madre da dentro mi sente!) me ne sono andata sorridendo.

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