Storia di un amicizia -Parte 2

 

è un tuono quello che ho sentito?
No,sarà solo la mia immaginazione.
Forse era un elicottero che passava sopra i palazzi.
Oh,no…era un tuono ed eccone un altro in arrivo.
Credo di essere metereopatica o qualcosa del genere,quando sta per succedere una tragedia inizia sempre un temporale.
E meno male che è estate e vivo al sud dove piove raramente in questa stagione.
Ha iniziato a piovere a piovere ed io sono qui che inizio a spulciare nei ricordi degli ultimi mesi.
E quando arriverò alla conclusione avrà iniziato a scendere la pioggia a catinelle per strada e nel mio cuore sarà scoppiato il temporale,come succede ogni volta che lo ricordo…
…che ricordo S.

 

Aprile si avvicinava sempre più velocemente alla fine,e come tale anche la nostra amicizia.
Dopo che gli posi quella domanda le cose cambiarono e capii subito che la nostra amicizia era diventata come una cupola di vetro che ci proteggeva dal resto del mondo ma che era fragile,fragilissima e sapevo che da un momento all’altro si sarebbe potuta crepare.
Gli avevo detto che parlare su facebook sarebbe stato più comodo per me visto che ci passo molto tempo per scrivermi con mia sorella,ma dopo che accettai la sua amicizia la ragione per la quale mi collegavo più volte al giorno era lui.
Lui sapeva tutto di me ora,su facebook c’era la mia foto del profilo scattata da F che dava il benvenuto,ancora non ero riuscita a trovare il coraggio di cambiarla,ma per fortuna questa scoperta non cambiò l’opinione che aveva su di me come pensavo sarebbe successo.
Senza che gli chiedessi niente mi mandò una sua foto scrivendo “Visto che ormai io ho visto come sei fatta,ecco,sono quello in mezzo”.
Nella foto c’erano tre ragazzi abbracciati,nello sfondo si intravedeva il palco di un concerto e in mezzo a quei ragazzi c’era questo nanetto con un i capelli lunghi,l’aria un pò trasandata,ma un sorriso grande come una casa,di quei sorrisi che ti infondono fiducia.
Il mio primo pensiero fu che non avrei voluto sapere come era lui,ma ormai avevo la foto difronte e indugiando un istante su di lui formulai il mio verdetto; “è proprio bruttino,però non sembra cattivo”.
La parola “bruttino” mi ossessionò per il resto della nostra amicizia.
Quando parlava della sua fidanzata pensavo “Ma è cosi bruttino…lei dev’essere un mostro e si permette anche di tradirlo? Bah..” .
Quando ci perdevamo in discorsi musicali con le mie spiegazioni tecniche e la sua enorme esperienza,rimanevo sempre molto affascinata da quanto potesse insegnarmi senza essere mai stato un vero musicista professionista,e pensavo “Ricorda che è bruttino…ricorda…”.
Ogni volta che la mia mente faceva un passo verso la strada dell’innamoramento mi ripetevo la parola “bruttino” in mente come un mantra,perchè allora quello era il suo unico difetto se di difetto si può parlare.
Mi resi conto che mi stavo per cacciare in un bel guaio quando arrivai al punto di non poter più scrivergli senza ripetermi mentalmente la sua età e ricordare il suo viso.
Ero cosciente di non potermi innamorare di lui per mille ragioni,la più importante di tutte nel mio cuore,non potevo tradire l’amore ancora fresco nel mio cuore per F.
Non potevo,mi sarei sentita una traditrice anche solo a pensare di poter innamorarmi di un altro essere umano,non meritavo questo,io ero stata sua e lo dovevo rimanere fino alla fine.
Ma S. era l’unico capace di farmi uscire da quella fine,l’unico che con le sue parole sempre cosi schiette e sincere mi metteva davanti alla realtà e mi faceva capire dove avessi sbagliato.
S. era un tipo strano,amava considerarsi “spocchioso” e per un metallaro questa definizione è davvero bizzarra,devo avergli chiesto almeno dieci volte di spiegarmi bene il significato di questo termine per come lo intendeva lui,e lui anche se si professava paziente,con me perdeva la pazienza.
Esasperarlo diventò la mia attività principale,e il principale metodo di distrazione per i miei pensieri. In quei frangenti si che sembravo la sua sorellina rompi balle.
La sera tornata a casa gli scrivevo “Scusa se oggi non ci sono stata ma ho aiutato un pò mio padre a lavoro,sai che ho bisogno di soldi”.
E lui puntualmente mi ripeteva la solita tiritera “Non è normale che una sedicenne lavori,è tuo padre che dovrebbe provvedere alla famiglia non tu”.
Non hai mai capito,credo,il mio egoismo,e non ha mai capito che quando andavo a lavorare con mio padre lo facevo per guadagnare i soldi che mi sarebbero serviti a comprare la chitarra. Glielo ripetevo centinaia di volte,ma forse lui si era convinto che io fossi altruista e che lo facessi solo perchè mi preoccupavo di mio padre e volevo aiutare la mia famiglia.
Forse lui in me ha visto cose che nemmeno io vedo,eppure che sono egoista è un dato di fatto. Se lavoro lo faccio per me,e per nessun altro…però controllare mio padre mi rende più tranquilla questo è vero.

 

“Guarda che ho quasi diciassette anni S.” gli scrissi una sera cercando di smorzare la tensione dalle sue solite prediche.
“Dovresti studiare e non lavorare,altrimenti non ti costruirai mai un futuro”-“Finirai a fare la cameriera e rimpiangerai persino tua sorella che laureata fa la segretaria” rispose lui come al solito fermo sul suo punto.
“Per ora mi preoccupo di raccattare i soldi per farmi una guitar nuova,e non ti preoccupare che sto continuando a studiare”-“Sei troppo fissato con questa cosa del futuro S.” tagliai corto io con la testa confusa dalla musica che stavo ascoltando.
Mi sentivo come in una bolla,la mia personale bolla fatta di Arctic Monkeys e non mi importava neanche di S. in quel momento.
“Sei troppo materialista ragazzina” rispose lui aggiungendo una faccina arrabbiata.
Adoravo farlo arrabbiare,mi sentivo come quando da bambina facevo i capricci per ricattare mio padre a comprarmi una barbie nuova,da lui però volevo ottenere di vederlo in difficoltà almeno quanto lo ero io a scrivergli.
“E tu sei troppo spocchioso” azzardai sapendo che avrei scatenato la sua ira.
Dopo un monologo sul “Lo sai che sono cosi,non farmene una colpa”-“Se non ti vado bene cosi come sono allora…”-“…Tu non capisci…”,mi stancai di sentirlo ripetere sempre le solite cose e gli scrissi “S. mi dici sempre che devo fare il possibile per migliorarmi ma tu mi sembri fermo su questo punto di essere spocchioso un pò troppo,non hai mai pensato di migliorarti e diventare più comprensivo con i punti di vista altrui?”.
Si difese in modo comico “Sto bene cosi,non devo migliorarmi” e mentre ascoltavo Arabella ridevo sopra la voce di Turner pensando a quanto fosse testardo S.
Io ho sempre avuto tanti difetti ma anche lui eh! e non gli ha mai ammessi…

 

A Maggio le cose presero l’ennesima piega sbagliata.
Dopo che ormai ero per metà innamorata di lui e per metà cercavo di convincermi che fossero solo mie strane fantasie,le cose peggiorarono e finalmente compresi perchè non voleva essere mio padre.
Iniziò a farmi qualche complimento con frasi che lo nascondevano dall’imbarazzo.
Non mi scriveva “Sei bella” ma, “Beh,F aveva ragione a dire che in quel momento avevi uno sguardo penetrante,la luce che c’è nei tuoi occhi buca la foto”.
E cosi quella foto diventò oggetto di numerose critiche da parte mia, “Ma guarda,sembra che ho il naso storto,anzi,ho il naso storto” e numerosi complimenti camuffati da parte sua,”Non hai il naso storto,anzi,ora che vedo bene hai un nasino cosi piccolo che nemmeno si nota”.
Io d’altra parte avrei voluto ricambiare facendogli qualche complimento ma mi sentivo in imbarazzo e credevo avrebbe capito subito tutto quello che mi passava per la testa,per me andavano bene i suoi complimenti,erano dei dati oggettivi dei quali mi metteva al corrente e che con i miei occhi miopi non avevo mai visto prima.
“Se mi vedessi adesso non diresti cosi,la luce che c’era nei miei occhi si è spenta insieme ad F.,non c’è più niente se non il vuoto ora” gli scrivevo.
“Sono certo che quella luce tornerà nei tuoi occhi,si è solo nascosta” rispondeva lui scatenando in me uno di quei sorrisi che mi accendevano gli occhi.
Come fa a dire queste cose? Sono una ragazzina stupida e sfigata,come fa ad essere tanto “gentile” e poi a smontarmi in un istante con una sola parola negativa?!
Più passava il tempo più assumeva importanza per me e mi influenzava come mai nessuno è riuscito a fare,ero rincoglionita totalmente dietro a lui quell’ultimo mese.
Ci parlavamo cosi spesso che ormai mi sembrava di avere una doppia vita,quella normale nella quale studiavo,lavoravo e se capitava andavo a suonare dai miei amici e poi quella nella quale c’eravamo solo io ed S.
E se era necessario mettevamo da parte le nostre vite l’uno per l’altra,io rifiutavo di uscire con G per passare la serata a scrivergli,lui non rispondeva al telefono alla telefonata perchè mi stava scrivendo una mail.
Io per lui avrei fatto tutto,per ringraziarlo di come mi aveva aiutata avrei fatto qualsiasi cosa ma non mi aspettavo niente in cambio,invece…
…invece anche lui avrebbe fatto di tutto per me e me ne resi conto a metà Maggio.

 

Mi stava dicendo di come aveva comprato i biglietti del treno per andare a vedere i Dream Theater con i suoi amici,io gli risposi che ero contenta per lui,e lui infilò il discorso senza che me ne rendessi conto.
“Sai Vale,forse passo da Taranto” scrisse.
Mi si gelò il sangue,come faceva a passare da Taranto per andare a Roma? O.O
Non capii il significato di quella frase,per quanto ne sapevo poteva anche essere una sorta di prova da parte sua nei miei confronti,restai vaga.
“Okay 🙂 ” scrissi mentre mi facevo prendere dall’ansia.
“Ci scriviamo da cosi tanto tempo che mi sembra di conoscerti almeno un pochino Valentina,sono certo che ti stai chiedendo cosa voglio intendere,non è vero?”-“Dimmi che mi sbaglio e che hai capito già tutto” rispose lui sorprendendomi.
Con gli occhi sbarrati gli risposi “Non ho capito niente S”-“Cosa vuoi da me?”-“Non sono un genio come te,questo lo sai benissimo”.
Nella mia testa pensavo soltanto a decifrare le sue parole che avevano sempre bisogno di diverse traduzioni.
Ma queste erano piuttosto chiare,ed aspettavo solo una sua conferma per iniziare a rimpiangere il giorno in cui gli avevo scritto sul forum.

 

 

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5 pensieri su “Cosa vuoi da me? Cosa volevi da questa vita?

      1. Certissimo! Aspetto i pareri di chiunque voglia darne uno,almeno per capire se sto facendo la cosa giusta con la decisione che ho preso alla fine….bah,speriamo..

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